DESTRUCTION – Nati per vincere!


DESTRUCTION – “Born To Perish”

(2019 – Nuclear Blast Records)

Quando un recensore si trova tra le mani il nuovo disco di una leggenda del thrash che, da quasi quarant’anni, offre musica di ottimo livello, può avere solamente una reazione: cercare un modo per ascoltare immediatamente il nuovo materiale. Cosa potrebbe celare il nuovo album dei Destruction intitolato “Born To Perish”? Dopo una discografia così prolifera, in che modo potrebbe sorprendere l’ascoltatore? Innanzitutto, questo nuovo lavoro ha un significato storico per la band tedesca. Il motivo è semplice: dopo più di vent’anni che il gruppo ha mantenuto in maniera eroica una formazione a tre, l’ingresso di un secondo chitarrista ha portato delle novità importanti in casa Destruction. La squadra è stata modificata nei suoi due quarti negli ultimi paio d’anni e i nuovi musicisti hanno portato una ventata di freschezza, oltre che dei vantaggi. I nuovi pezzi dimostrano che la band si sente a proprio agio come quartetto e l’aggiunta di un chitarrista dalle grandi abilità come Damir Eskić ha apportato una varietà di elementi non presenti negli ultimi lavori dei Destruction. Melodia, riff e assoli di alto livello che esaltano le qualità tecniche dello shredder Svizzero, in combinazione con l’esperienza e le ritmiche di Mike Sifringer, hanno modificato l’atmosfera dando uno stile più moderno e accessibile alle composizioni. Si tratta sempre di un thrash di altissimo livello, ma indubbiamente, le innovazioni danno più sapore alle canzoni. Il canadese Randy Black, responsabile della parte nevralgica delle batterie, ha messo in evidenza tutta la propria potenza dal primo secondo con l’imponente ed adrenalinico drum intro della title track. Inoltre, l’utilizzo di parti di batteria scritte da Black come base per la creazione di due nuovi brani, “Born To Perish” e “Ratcatcher”, ha portato delle ulteriori novità alla stesura delle canzoni per il team tedesco. Solitamente, la vecchia guardia, ossia Schmier e Sifringer utilizzava la via classica per comporre musica, avvalendosi dei riff di chitarra come base. Il nuovo album contiene dieci brani d’impatto immediato, come un pugno diretto al viso e questo è stato lo scopo della band fin dall’inizio: creare melodie e liriche “catchy”, con hook memorabili sin dal primo ascolto. Il timbro vocale rauco di Schmier, con tecnica ed efficacia, racconta la storia della crescita e della decadenza delle nostre vite, dalla nascita fino alla morte. Già con l’avvoltoio in copertina e con brani come “Filthy Wealth”, lo storico leader e bassista dei Destruction mette inoltre in evidenza le proprie visioni politiche, sul capitalismo e sulla cupidigia delle persone. Una particolarità si nasconde dietro a “Fatal Flight 17”, ossia un tributo alle persone che hanno perso la vita al volo fatale della Malaysian Airlines in Ucraina, ma anche un riferimento a “Murder In The Skies” del compianto Gary Moore, uno degli eroi della gioventù di Schmier. Dal punto di vista musicale, si possono notare molti nuovi dettagli in tutto l’album: ad esempio l’intro di “Butchered For Life” che dà al brano l’immagine di una power ballad in stile hard rock, dove in realtà lo scopo è quello di creare più atmosfera per poi tornare al classico tono thrash. Sembra che i tedeschi siano tornati indietro nel tempo, quando pubblicavano canzoni dello stesso stampo come “Reject Emotions”. Il mid tempo catchy chorus di “Betrayal” è uno degli assoluti highlights del disco, insieme ad “Inspired By Death”, “Rotten” e “We Breed Evil”. Nel complesso, la presenza di un secondo chitarrista dà una maggiore qualità di suono, con uno stile thrash più compatto, più speziato, più aggressivo, fatto molto evidente anche nelle prime esibizioni dal vivo della band. Schmier e soci hanno raggiunto in pieno il loro obiettivo, ossia di regalare ai fans una bomba atomica di puro thrash metal, una gioia per le orecchie del vero metallaro. “Born To Perish” è un campione molto efficace del modo in cui deve essere costruito un ottimo disco di questo genere e può diventare un punto di riferimento per il gruppi di nuova generazione del thrash metal che sono ancora in ricerca della propria identità musicale. Si tratta di un album che va ascoltato tutto d’un fiato, che rimane nella memoria dal primo ascolto e cresce dentro il cuore di ogni fan con il tempo. Infine, i Destruction sono tornati alla massima velocità e hanno dimostrato che non sono nati per perire, ma per restare per tanti anni in cima alla montagna e dare più momenti di felicità ad ogni metallaro su questa terra.

VOTO: 9/10

Tracklist:

  1. Born To Perish
  2. Inspired By Death
  3. Betrayal
  4. Rotten
  5. Filthy Wealth
  6. Butchered For Life
  7. Tyrants of The Netherworld
  8. We Breed Evil
  9. Fatal Flight 17
  10. Ratcatcher

DESTRUCTION lineup:

  • Schmier – Vocals, bass
  • Mike Sifringer – Guitars
  • Randy Black – Drums
  • Damir Eksić – Guitars