CULPRIT – realmente colpevoli!


CULPRIT – “Guilty As Charged: Live!!!”

(2019, Self-Released) •

Non sono in molti quest’oggi a ricordarsi dei Culprit, ma credetemi se vi dico che il loro ‘Guilty As Charged’ è uno dei più fulgidi esempi di Heavy Metal americano uscito nell’ormai lontano 1983. Ai tempi fu la Shrapnel di Mike Varney a rilasciarlo, un’etichetta il cui nome suonava già come garanzia, e poco importa che i dischi di quella label arrivassero nei negozi di Roma prezzati più cari degli altri, bisognava comprarseli tutti, a costo semmai di rinunciare a qualche uscita di Ebony o Mausoleum! Shrapnel era infatti garanzia di tecnica elevata e talento superiore, e ‘Guilty…’ non fece altro che confermare questo assioma. Il timbro stentoreo di Jeff L’Heureux, le asce assassine di John De Vol e Kjartan Kristoffersen, l’imprevedibile sequenza dei pattern di Bud Burrill, capace oltretutto di ‘pestare’ con potenza inaudita… il tutto messo al servizio di una scrittura stellare, non lontana, per offrire un vago paragone, a quella dei Queensrÿche coevi, quelli dell’EP, più aderenti quindi a canoni prettamente Power Metal. Purtroppo la band di Seattle si sciolse poco tempo dopo questo magnifico debutto, con L’Heureux che otterrà ancor minore fortuna nei pur ottimi Mistrust, mentre Kristoffersen ed il bassista Scott Earl si ricicleranno nei noti, ma mediocri TKO. Nel tempo i Culprit sono stati protagonisti (si fa per dire) di sporadiche reunion e di qualche ristampa dell’opus originale, ma oggi, a distanza di 36 anni, l’act nordamericano ritorna in pista con una line-up inevitabilmente rinnovata, sempre incentrata sulla leadership ed il carisma di Earl, al quale si affiancano il drummer Saul Ashley, anch’egli proveniente da Seattle, e due musicisti italiani, il cantante Mino Mereu e quel Patrick Abbate che va a completare una formazione che dunque annovera solamente una chitarra. In attesa, confidiamo, di un ritorno in grande stile con materiale nuovo di zecca e, perché no?, di qualche apparizione sul suolo italico, i nuovi Culprit si testano con la riproposizione live dello storico esordio, addirittura suonato nello stesso ordine del vinile originale: occasione perfetta di riascoltare quelle magnifiche canzoni e per poter valutare l’impatto dei nuovi arrivati nella band. Chiaro che confrontarsi con gli assi che li hanno preceduti non è assolutamente facile, soprattutto per Abbate che si trova a dover fare le veci non già di un solo, ma di ben due notevoli axemen: una volta stabilito che paragoni con il passato potrebbero rivelarsi ingenerosi, e tutto sommato inutili, balza agli occhi la notevole preparazione dei nuovi membri, nessuno escluso, che donano nuova linfa a brani invero sfidanti come la ballata progressiva ‘Same To Tou’, il cui incipit rallentato è prodromatico di una furiosa cavalcata strumentale, ‘Ice In The Back’, con i suoi riferimenti ai primi Maiden e certe melodie di stampo Savatage, ‘Ambush’, che non si nega rimandi alla NWOBHM e alla visceralità di stampo Riot, e soprattutto la terminale ‘Players’, autentica staffilata che riesce miracolosamente ad armonizzare tra loro ricami progressivi di scuola Rush a crescendo terremotanti e stop-and-go da cuore in gola. Un live davvero notevole che lascia trasparire come, con questa formazione, per i Culprit potrebbe essere arrivata, meglio tardi che mai, l’occasione per lasciare il segno.

VOTO: 8/10

Tracklist:

  1. Guilty as Charged
  2. Ice in the Back
  3. Steel to Blood
  4. I Am
  5. Ambush
  6. Bass solo
  7. Tears of Repentance
  8. Same to You
  9. Fight Back
  10. Players

CULPRIT lineup:

  • Scott Earl – Bass
  • Patrick Abbate – Guitars
  • Mino Mereu – Vocals
  • Saul Ashley – Drums