CRIMSON DAWN – Un’italica alba cremisi


CRIMSON DAWN – “Inverno”
• (2020, Punishment 18 Records)•

Non è facile rinnovare un genere come il doom metal, che comunque spesso va a braccetto con classic ed epic metal, e spesso si apre in mille diramazioni solo all’apparenza simili. I Crimson Dawn sono italiani, nascono nel 2005 da una idea del chitarrista Dario Beretta (Drakkar) e del cantante e polistrumentista Emanuele Rastelli (Crown of Autumn) e arrivano ora con “Inverno” al terzo album dalla lunga distanza. E’ facile pensare ad un sound che ha influenze canoniche nel genere, e quindi Candlemass, ma anche un tocco di elemento progressive e decisamente seventies, accentuato dalle tastiere sempre molto variegate e presenti di Emanuele Laghi, che inseriscono sfumature quasi inedite per il genere proposto. Il disco suona in modo denso e stranamente pulito, ricorrendo raramente a soluzioni monolitiche ma anzi, variando di molto la ricetta usata, toccando certamente riferimenti ai Black Sabbath dell’era Dio, e rendendo protagonisti tutti gli strumenti musicali, compresso il basso “fangoso” e Butleriano di Alessandro Reggiani Romagnoli. Funziona anche la voce clean di Antonio Pecere, che prova ad interpretare i testi con fare teatrale ed evocativo, adottando uno stile molto personale, a volte non lontano da un certo Zak Stevens (Savatage, ovviamente, ma non solo). Ci sono davvero diversi elementi che rendono la band diversa dalle altre, e la proposta assolutamente di livello internazionale. Possiamo parlare della maschera disegnata in copertina, così semplice ma di raro effetto, e poi finiremo su un rooster di canzoni davvero notevole e che mostra un songwriting pregevolissimo, unito ad un coraggio che ai Crimson Dawn non manca certamente. Infatti, la band inizia le danze con “The House on the Lake”, una suite di undici minuti tutt’altro che immediata ma che mostra le grandiose qualità del gruppo, a partire dall’intro acustico, epico ed evocativo, e sviluppandosi con trame eterogenee ma sempre coerenti ed appaganti musicalmente. La durata media si abbassa nelle canzoni successive, che mostrano anche diverse sezioni movimentate e sempre riffs e assoli chitarristici di grande classe, da parte del leader Beretta e di Marco Rusconi, ed i cambi di ritmo e densità sonora del drummer Luca Lucchini, che non permettono al disco di essere mai avvolto da concetti come “noia” e “ripetitività”.
Il gioiello speciale è proprio la title track, che si basa su una melodia malinconica ma estremamente melodica, grazie al duetto tra Pecere ed Emanuele Rastelli, unico episodio dove il gruppo rischia moltissimo, con un testo in lingua italiana, che sorprendentemente, funziona alla perfezione, ed offre nuove possibilità future per i Crimson Dawn.
Lungi da volervi tediare con un didascalico track by track, ci basti dire che la band regala otto piccoli gioielli su otto songs, e che “Inverno” si pone come una delle uscite in ambito epic doom metal più riuscite degli ultimi anni ed un sicuro picco artistico per il 2020 metallico mondiale. Noi speriamo che questo disco “giri” il più possibile, ed il valore “pauroso” dei Crimson Dawn sia scoperto da tutti. Grandissima uscita, e insieme al nuovo Cirith Ungol, grande “sorpresa” di questo primo scorcio di anno. Un Magnifico Inverno in cui farsi avvolgere.

VOTO 9/10

Tracklist:

  1. The House on the Lake
  2. Thulsa Doom and the Cult of the Snake
  3. Inverno
  4. From Beyond
  5. Nameless One
  6. Return To Agarthi
  7. Condemned To Live
  8. Soulcrush

Crimson Dawn line-up:  

  • Antonio Pecere – voice
  • Alessandro Reggiani Romagnoli – bass
  • Luca Lucchini – drums
  • Dario Beretta – guitars
  • Marco Rusconi – guitars
  • Emanuele Laghi – Keyboards