CRADLE OF FILTH: Una nuova rosa nel giardino di Dani e compagni


CRADLE OF FILTH – “Existence Is Futile”
• (2021 – Nuclear Blast Records) •

I Cradle of Filth da diversi anni stanno vivendo un periodo di rinata ispirazione e alchimia compositiva. Sarà stato merito del cambio di line-up del 2014 ma risulta innegabile che con gli ultimi due dischi la leggendaria band gothic/black metal inglese abbia messo d’accordo critica e pubblico come non accadeva da tempo.

Finalmente in questo 2021 dopo ben quattro anni di attesa dall’ultimo ottimo disco “Cryptoriana: The Seductivness Of Decay” del 2017, la band di Dani riesce a pubblicare il nuovo album dopo che quest’ultimo è rimasto fermo “alla base” per diverso tempo per motivi legati alla pandemia.

Nel frattempo la band ha inglobato nelle sue fila una nuova tastierista, Anabelle Iratni che ha preso il posto di Lindsay Schoolcraft e che ha subito avuto un ruolo importante in questo album contribuendo nella fase di scrittura tanto che gli interludi che sentirete sul disco saranno interamente opera sua.

Per il resto essa rimane fedele nel ruolo della sua predecessora, incantandoci con degli interventi di “spoken word” sempre con accento classicamente britannico come vuole la tradizione della band e con molti vocalizzi che arricchiscono lo scream di Dani Filth e hanno un ruolo fondamentale nel creare quell’atmosfera horrorifica e allo stesso tempo gotica e romantica che da sempre ha caratterizzato la proposta sonora dei Cradle.

Per quanto riguarda il sound del disco in generale invece, inutile girarci attorno, la band inglese riesce a consolidare il suo stato di grazia con un album davvero ispirato e variegato, probabilmente il più variegato della sua discografia. Questo album risulta infatti essere molto guitar-oriented e con dei riff spaccaossa e molto “thashy” ma allo stesso tempo melodico e raffinato.

Prendete “Cryptoriana” e il suo stile chitarristico a tratti molto classicamente “NWOBHM” e aggiungeteci l’impatto di un album come “Manticore And Other Horrors” e i lati più melodici e accessibili di “Nymphetamine”, ed ecco che questi ingredienti apparentemente contrastanti si sposano creando l’alchimia perfetta in “Existance Is Futile”, un disco che nonostante la sua lunghezza (oltre settanta minuti contando le bonus tracks) riesce a non annoiare mai grazie proprio a questo fantastico mix di generi e al suo songwriting ispirato , oltre alla sapiente distribuzione dei brani nella tracklist che rende l’ascolto un lungo, appassionante ed oscuro viaggio…

La varietà della proposta musicale di questo disco è evidente non appena ci addentriamo nella tracklist dell’opera. Si parte con “Existential Terror” che è un pezzo che più “in your face” non si può, fatto di riff violenti e trascinanti e blast-beat impetuosi anche se bisogna ammettere che il riff principale di questo pezzo è preso in prestito paro paro dagli Opeth di “The Lotus Eater”.

Col successivo brano “Necromantic Fantasies” si entra in territori più sinfonici e mid-tempo per un pezzo che gioca molto sull’atmosfera e le melodie “facili” alla “Nymphetamine” mentre la successiva “Crawling King Chaos” ci mostra la band in tutta la sua pomposità, che talvolta può risultare addirittura eccessiva ma che tutto sommato ci regala un degno singolo di lancio per questo nuovo album, mostrandoci la nuova arrivata Anabelle in tutto il suo splendore che si cimenta in dei vocalizzi mai troppo in primo piano ma che donano quel giusto pathos al pezzo in questione.

Proprio a riguardo della nuova tastierista, mi sarebbe piaciuta sentirla di più nelle classiche parti parlate e cantate di voce femminile che in questo disco sono piuttosto rare ma che per quanto mi riguarda hanno sempre aggiunto qualcosa di magico nei brani dei Cradle Of Filth sia nei tempi più remoti di Sarah Jezbel Deva che in quelli appena trascorsi con Lindsay Schoolcraft.

Black Smoke Curling From The Lips Of War” manco a farlo apposta ci regala una di quelle parti di voce femminile che vi ho appena descritto che introducono il brano in maniera fantastica prima che esso si sviluppi in un furioso assalto black metal che tuttavia ci offre anche delle meravigliose aperture melodiche risultando uno dei brani meglio riusciti dell’album, che senza ombra di dubbio con i suoi meravigliosi affreschi sonori dal sapore gotico e romantico ma allo stesso tempo brutali e “horrorifici” ci regala uno dei brani più belli dei Cradle degli ultimi anni.

Lo spettacolo continua con la toccante “Discourse Between A Man And His Soul” che vira quasi a centoottanta gradi musicalmente dalla precedente traccia trattandosi di una melodica e sofferta creazione musicale, pregna di richiami gotici che mi ha rimandato alla prima parte della struggente “Bathory Aria” di “Cruelty And The Beast”, per un tipo di brano che il gruppo di Dani & Co. non componeva da svariato tempo.

La successiva “The Dying Of The Embers” potrebbe essere la summa di tutti gli ingredienti sonori presentati in questo disco in un unico brano: la sanguinosa e regale voce di Anabelle che apre il pezzo, i riff pesanti e “in your face”, le sezioni in blast-beat, le atmosfere oscure e decadenti, gli stacchi melodici in cui la voce di Dani si presenta più sofferta e sentita che mai… Insomma, un brano che davvero può rappresentare tutto ciò che di bello è contenuto in questo disco.

Risulta tuttavia la successiva “How Many Tears To Nurture A Rose?” con il suo approccio chitarristico a tratti quasi maideniano che si candida come uno dei brani più riusciti del disco grazie anche alle linee vocali davvero emozionanti e riuscite da parte di Dani. Ogni brano di questo platter risulta essere sempre interessante e mai lineare e prevedibile come è il caso del brano successivo con uno dei testi più atipici dell’intera carriera dei Cradle, ossia “Suffer Our Dominion” dove i nostri giocano a fare i Nightwish per un pezzo che parla dell’impatto che l’uomo ha sulla natura e di come inevitabilmente questa si ripercuota a sua volta sull’essere umano.

Niente testi gotici e horror stavolta, ma qualcosa di estremamente rilevante e attuale. “Us, Dark, Invincible” chiude l’edizione standard ma non posso che consigliarvi caldamente di acquistare la versione deluxe dell’album che si presenta con due bonus tracks che secondo me risultano tali solo per volere della casa discografica perché a conti fatti si tratta di altri due pezzi fantastici: la mini-suite “Sisters Of The Mist” con la sua anima decadente e drammatica e la super thrashy “Unleash The Hellion”, una vera bomba sonora, che è davvero il pezzo che ci riporta più indietro ai tempi non molto lontani di “Manticore And Other Horrors” almeno come impatto.

In conclusione “Existence Is Futile” conferma i Cradle Of Filth in uno stato di grazia compositivo che dura dai tempi di “Hammer Of The Witches”. Se avete amato i due precedenti lavori adorerete questo ultimo tassello della discografia dei vampiri inglese che risulta essere uno degli album più vari e ispirati degli ultimi vent’anni da parte della band, unendo la violenza del black metal e del thrash a quella vena gotica, romantica e più accessibile che rende i Cradle Of Filth un gruppo che ancora oggi merita di rimanere sulla cresta dell’onda. Una delle uscite migliori dell’anno e disco imprescindibile per i fan.

VOTO: 8,5/10

Tracklist:

  1. The Fate Of The World On Our Shoulders
  2. Existential Terror
  3. Necromantic Fantasies
  4. Crawling King Chaos
  5. Here Comes A Cradle… (Infernal Lullaby)
  6. Black Smoke Curling From The Lips Of War
  7. Discourse Between A Man And His Soul
  8. The Dying Of The Embers
  9. Ashen Mortality
  10. How Many Tears To Nurture A Rose?
  11. Suffer Our Dominion
  12. Us, Dark, Invincible
  13. Sisters Of The Mist (bonus track)
  14. Unleash The Hellion (bonus track)

Cradle Of Filth lineup:

  • Dani Filth – Lead Vocals
  • Richard Shaw – Guitars
  • Marek Smerda – Guitars
  • Daniel Firth – Bass
  • Martin Skaroupka – Drums
  • Anabelle – Keyboards, Vocals