CRADLE OF FILTH – A New Countess Born


CRADLE OF FILTH –“ Cruelty And The Beast – Re-Mistressed”
• (2019 – Music For Nations)•

Attendevo questa nuova versione di “Cruelty And The Beast” come un bambino attende il Natale (o forse meglio Halloween dato i temi del disco e il periodo dell’anno?). Questa nuova veste rimasterizzata e remixata del terzo lavoro dei vampiri inglese uscito originariamente nel 1998 e considerato dai fan e dalla critica un caposaldo del Gothic/Black Metal era stata promessa da Dani Filth (carismatico leader dei Cradle) da tantissimi anni. Il disco originale infatti pur essendo un capolavoro soffriva di una produzione a dir poco terribile soprattutto per quanto riguarda il famoso suono di batteria descritto scherzosamente dai fan inglesi con l’espressione “angry typewriter” (proprio perché ahimè il suono sembra proprio quello di una “macchina da scrivere incazzata”) oltre che avere un sound delle chitarre non abbastanza incisivo. Nel mio caso la straordinaria bellezza di questo disco lo aveva comunque reso (nonostante la produzione) il mio preferito della band inglese assieme al predecessore “Dusk… And Her Embrace” ma la curiosità di ascoltare questa nuova release era troppa nella speranza che Dani Filth & Co fossero riusciti a dare a questo album il suono che meritava. Ma vi dirò di più… il sottoscritto non è mai stato troppo avvezzo a questo genere di operazioni dato che personalmente un disco a cui sono legato difficilmente lo vorrò sentire in una veste diversa anche se quest’ultima, a conti fatti, risulti essere migliore. Questo perché quando con un disco ci cresci ami tutto di esso, anche le piccole imperfezioni o il suono “datato” che comunque lo rendono l’album che è. Nel caso di “Cruelty” però era diverso, dato che non si trattava solo di qualche imperfezione o di qualche suono datato, ma di un quasi-scempio dal punto di vista puramente della produzione e in ogni caso ero conscio che questa nuova versione non sarebbe stata completamente risuonata ma solo rimasterizzata e remixata apportando quindi della migliorie qui e lì senza snaturare il suono originale e le atmosfere del disco. Ed in effetti così è stato e riascoltandolo ritrovo lo stesso mio amatissimo “Cruelty And The Beast” ma con finalmente un suono di batteria degno di un batterista quale Nicholas Barker e delle chitarre corpose e più in primo piano lasciando tutto il resto allo stesso modo comprese le bellissime inserzioni vocali della voce femminile di Sarah Jezebel Devah. Se devo trovare il pelo nell’uovo forse potrei dire che le tastiere sono leggermente meno in primo piano rispetto alla versione originale ma questo credo che sia una conseguenza del fatto che le chitarre suonano molto più robuste e di conseguenza le tastiere sembrano essere leggermente più nelle retrovie rispetto a prima ma parliamo comunque di un qualcosa di minimo. Per l’occasione anche l’artwork della copertina è stato leggermente modificato rimanendo fedele comunque al concept originale dove troviamo una macabra immagine della Contessa di Bathory mentre si fa letteralmente il bagno nel sangue delle sue vittime. Sì, perché per i meno esperti in materia “Cruelty And The Beast” fu il primo concept album della band inglese che affrontò un tema spinoso e controverso come quello della vita di Erzsebét Bathory o anche meglio conosciuta come la Contessa di Bathory che durante il corso della sua vita (tra il 1560 e il 1614) si è macchiata di crimini terribili quale la tortura e il massacro di quello che secondo le fonti sembrerebbero essere più di 600 donne, che farebbero di lei la più prolifica assassina seriale mai esistita. Il concept macabro e horrorifico di questo disco è però affrontato con il solito liricismo di altissimo livello di Dani Filth, intriso di un’eleganza e una poesia innata che i fan dei Cradle of Filth conoscono già benissimo ma che in questo album trova l’apice della carriera del vocalist britannico. E così dopo l’intro, il disco inizia con “13 Autumns And A Widow” che narra di come, alla tenera età di 13 anni, la piccola Elizabeth fu vittima di stupro che probabilmente divenne una chiave nel comprendere la trasformazione nel mostro in cui diventò successivamente, nonché del suo abbandono della fede che la rese a tutti gli effetti una “vedova di Dio” come recita il testo del brano (“Elizabeth laughed, thirteen autumns had passed, and she was a widow from god and his wrath finally…”). Musicalmente il pezzo è uno dei tantissimi classici dei Cradle che sono contenuti in questo disco, dove la furia del Black metal incontra l’eleganza del Gothic con blast-beat e chitarre velocissime ma anche con melodie che stregano e fanno accapponare la pelle allo stesso modo. La voce di Elizabeth rivive attraverso i versi narrati di Sarah Jezebel Deva, una delle voci femminili più belle mai ascoltate nell’intera scena Metal che con la sua timbrica tipicamente “British” trasuda inquietudine, bellezza ed eleganza ad ogni sillaba. Si prosegue con un altro pezzo da novanta della carriera dei Cradle, ossia quella “Cruelty Brought Thee Orchids” che non manca mai dalla setlist della band inglese. Le Orchidee rappresentano la bellezza e la perfezione mentre la crudeltà è quella del diavolo con cui essa stessa sancisce un patto per preservare la sua bellezza in cambio del sangue di tante povere vittime innocenti. E così Elisabetta avendo perso la fede e avendo venduto l’anima al diavolo si trasforma piano piano nel mostro che sarebbe stata per tutta la sua esistenza lasciando libero sfogo a quell’ossessione che avrebbe sempre avuto per la propria bellezza (“raped of faith she now embraced the nassirsisistic unrest frozen on the mirror’s face”) e alle sue perversioni più macabre (“more whore, more! twitching makes me wet with thee, carcass rub me raw!”). “Beneath the Howling Stars” è un altro gioiello splendente di questo album dove solo il giro di tastiera iniziale mette letteralmente la pelle d’oca prima che la canzone si tuffi in un martellante assedio gothic/black mentre i testi straordinari di Dani continuano a pitturare immaginari evocative “sotto le stelle ululanti”, appunto. “Venus In Fear” è un breve intermezzo molto macabro dove si sentono gli spasmi di piacere della contessa mentre è dedita alle sue perversioni tutto soffocato da una tastiera “gothicheggiante” che aumenta sempre più in drammaticità fino a condurci nel seguente brano “Desire In Violent Overture” sicuramente il più brutale del lotto. “Twisted Nails Of Faith” è un altro grandioso capolavoro della band di Dani e un altro di quei brani che non manca quasi mai dalle loro setlist. Questo pezzo ci porta verso “Bathory Aria”, una suite di dieci minuti in cui per la prima volta anche la sensazione di tristezza e di sconforto sembrano assalire la protagonista per un brano che è la summa dell’anima “gothic” dei Cradle Of Filth e anche uno degli apici per chi scrive della loro carriera. Elisabetta è inquieta, sembra presagire la sua fine proprio per mano di quella istituzione (la Chiesa) che tanto disprezza (“In an age crucified by the nails of faith where scarecrows of Christ blighted lands…”) e che alla fine scoprirà i suo crimini punendola murandola viva nel suo alloggio. “Lustmord And Wargasm (The Lick Of The Carnivorous Winds)” ci conduce alla fine del viaggio per l’ennesimo brano di altissimo livello che chiude il platter degnamente. Da segnalare come bonus track una cover di “Hallowed Be Thy Name” degli Iron Maiden anche questa molto riuscita.
Per concludere, questa nuova versione di “Cruelty And The Beast” ridà linfa nuova ad un album precedentemente penalizzato da una scarsa produzione che rende questo disco ancora più grande del classico che tutti noi abbiamo amato e che ha fatto la storia di questa grandiosa band. Alla fine dopo l’ascolto di “Cruelty And The Beast- Remistressed” difficilmente credo che tornerò ad ascoltare la versione originale in quanto finalmente il cerchio attorno alla produzione di questo lavoro sembra esserci chiuso degnamente. Spero che in vista di questa nuova edizione tanti nuovi ascoltatori possano scoprire questo meraviglioso capolavoro e classico immortale. Per quanto mi riguarda la band non poteva farmi un regalo di Halloween migliore!

VOTO: 10/10

Tracklist:

  1. Once Upon Atrocity
  2. 13 Autumns And A Widow
  3. Cruelty Brought Thee Orchids
  4. Beneath The Howling Stars
  5. Venus In Fear
  6. Desire In Violent Overture
  7. The Twisted Nails Of Faith
  8. Bathory Aria
  9. Portrait Of The Dead Countess
  10. Lustmord And Wargasm (The Lick Of The Carnivorous Winds)
  11. Hallowed Be Thy Name (Bonus Track)

Cradle Of Filth lineup (“Cruelty And The Beast” Era):

  • Dani Filth – Vocals
  • Stuart Ansitis – Guitars
  • Gian Pyes – Guitars
  • Robin Graves – Bass
  • Lecter – Keyboards
  • Nicholas Barker – Drums
  • Sarah Jezebel Deva– Backing Vocals