CONCEPTION – La sinfonia della rinascita


CONCEPTION – “My Dark Symphony”
• (2018 – Autoprodotto) •

Era il lontano 2011 quando Roy Khan, l’amatissimo frontman e songwriter dei Kamelot, annunciava il suo addio alla band. Un addio che si è presto tramutato in un ritiro totale dalle scene, durato sette anni e interrotto soltanto all’inizio di quest’anno con la pubblicazione dell’inedito “For All”. La speranza che il musicista norvegese tornasse finalmente con nuova musica si è concretizzata definitivamente con l’annuncio della reunion dei Conception, band prog metal in cui Khan ha militato dal 1991 al 1997. L’EP “My Dark Symphony” apre un nuovo capitolo nella storia della band, presentando per la prima volta del nuovo materiale a distanza di due decenni dall’ultimo album in studio (“Flow”, 1997). Secondo le dichiarazioni dello stesso Khan, l’EP presenta un sound nuovo, pur restando fedele allo stile personale e ricco di influenze che la band ha messo a punto nel corso della sua carriera. L’opener di questa sinfonia oscura è “re:conception”, una traccia completamente strumentale che, pur nella sua brevità, riesce a introdurre con un certo impatto il tema conduttore dell’intero EP; durante gli ultimi secondi il motivo strumentale si arresta bruscamente ed emergono un battito cardiaco e un respiro liberatorio, simbolo di (ri)nascita. Il tema melodico della canzone riprende, in una veste dal gusto sinfonico, quello della successiva “Grand Again”. Con questa seconda traccia, animata dal sound caratteristico dei primi Conception, si entra nel vivo dell’EP. Il brano scorre su una sezione ritmica serrata, impreziosito da un breve assolo di Tore Østby e da tocchi elettronici. È sufficiente ascoltare qualche secondo della prova vocale di Roy Khan per capire l’aura di devozione creatasi nel tempo attorno a questo carismatico performer: la sua incredibile carica emotiva pulsa dentro ogni parola, e la sua voce si muove agilmente anche sulle linee melodiche più impervie. Interessante l’effetto distorto nelle strofe, un elemento che forse stupirà chi era abituato ad ascoltare Khan soltanto nei Kamelot. “Into the Wild”, che riporta quasi subito alla mente le atmosfere del bellissimo album “Flow”, ipnotizza con i suoi echi di ispirazione tribale e con un ritornello sognante. In “Quite Alright” troviamo una struttura simile ai due brani precedenti, ma un sound forse meno “riconoscibile” e a tratti generico che a mio parere rende questa traccia la più debole dell’EP. Le note malinconiche di un pianoforte introducono “The Moment”, che si presenta come una semi-ballad dal mood lunare; le aspettative vengono ben presto sconvolte dal ritornello e da un lungo intermezzo strumentale (con Tore Østby ancora una volta protagonista) dalle sonorità vagamente orientali. Giungiamo quindi all’ultimo brano, nonché la title track. Introdotta da toni epici, “My Dark Symphony” tiene fede al suo nome con una melodia tormentata e un’analoga interpretazione da parte di Khan, la cui voce (qui come in tutte le altre tracce) completa perfettamente la proposta musicale. “My Dark Symphony” è un EP che, come anticipato, tiene accesa la fiamma dei vecchi Conception senza però scadere in una anacronistica replica. Con questa release Roy Khan e soci hanno dimostrato di non aver perso smalto e anzi, di aver ancora molto da dire e da offrire al panorama musicale. In attesa di un album full-lenght, questo EP è un valido assaggio di ciò che i rinati Conception hanno in serbo per il futuro.

VOTO: 7,5/10

Tracklist:

  1. re:conception
  2. Grand Again
  3. Into The Wild
  4. Quite Alright
  5. The Moment
  6. My Dark Symphony

Conception lineup:

  • Roy Khan – Vocals
  • Tore Østby – Guitars
  • Ingar Amlien – Bass
  • Arve Heimdal – Drums