CLOAK – Eccelsa superiorità americana


CLOAK – “The Burning Dawn”
• (2019 – Season Of Mist) •

Personalmente è sempre un piacere ascoltare, conoscere e recensire le nuove leve del nostro mondo musicale; molti hanno da imparare ancora molto, altri sono quasi sulla strada giusti, altri ancora hanno già intrapreso il percorso giusto, azzeccando personali scelte, prendendo strade giuste su enigmatici bivi, volando verso il viale della gloria. Ed è proprio soffermandomi su quest’ultimo punto che bisogna citare gli americani Cloak! Freschi di stampa, questi giovanotti sembrano avere idee chiare su come portare avanti e al meglio il loro progetto per diventare qualcuno; la prova ci venne data dal primo album “To Venomous Depths“, accolto benissimo dalla critica e dal pubblico, apprezzato e lodato! Tornano dunque dopo due anni con un altra perla di fusione tra Black & Rock: “The Burning Dawn“, un album modestamente più energico del precedente, strutturato alla grande!
Quando inizio un album adoro ascoltare l’intro di quest’ultimo, lo trovo essenziale per la composizione di un album, e non scherzo quando dico che “March Of The Adversary” è un intro a di poco perfetta per quello che sarà quest’album; una descrizione sonora completa, una panoramica eccellente che ci porta ai successivi “The Cleaning Fire” e “A Voice In The Night“: ora, c’è assolutamente da dire che l’intera composizione del disco è una catena composta da nove anelli di incredibile forza, ed ogni pezzo va esattamente a incastrarsi magnificamente con il successivo; le ritmiche per nulla accelerate formano una base sonora sulla quale poter posizione ogni strumento che si desidera, in questo caso abbiamo riff e soli assurdi, che sembrano essere partoriti da una sola mente data la perfetta sintonia che si trova tra essi. Qualcosa di unico questo album che tende a fondere un carismatico rock con un oscuro vocal black, e altre prove possono fornircele le seguenti “Tempter’s Call” e “Into The Storm“: questi due perfetti sconosciuti, così diversi tra loro ma dannatamente fatti l’una per l’altra, danno una panoramica ancora più ampia e quasi completa della complessità di questo progetto; si passa da un mordente heavy straripante di calore, al gelo del secondo pezzo, con sonorità nettamente più consone ad un black simile ai Taake. Un lavoro che continua a stupirmi, nota dopo nota, come un sogno dal quale non si vuole uscire, arrivando all’intro travolgente di “Lifeless Silence“, con quel pianoforte che culla la mente dell’ascoltatore per sciogliere la tensione ed accompagnarlo nel nucleo di questo capolavoro black sludge di 6:50 minuti, un pezzo fondamentale con un’atmosfera surreale, qualcosa da ripetere in un instancabile loop continuo. Quasi come la precedente traccia, “The Fire, The Faith, The Void” comincia con questi accordi luminosi, tenui, che fanno da lanterna ad un pezzo buio, oscuro, completamente strumentale e maledettamente bello; quelle pelli creano un ritmo magnetico, impossibile da spiegare ciò che si prova una volta entrati in questo pezzo di eccelsa superiorità. Non nego che devo fermarmi un attimo prima di continuare con l’ascolto, perchè davvero questo piccolo punto di luce mi ha rapito, ma continuiamo verso la fine di questo meraviglioso quadro sonoro con “On Poisoned Ground” e “Where The Horrors Thrive“: entrambe danno vita ad un groove senza precedenti, questi due ultimi anelli di questa catena forgiata da divinità sconosciute chiudono alla grande ciò che ritengo uno dei migliori album che abbia ascoltato fino ad ora. Credetemi, è davvero difficile descrivere la bravura di questi ragazzi, cimentandomi sul racconto di un track by track, è tutto davvero molto riduttivo: l’unica cosa che dovete fare per comprendere l’emozione che provo è ascoltare questo capolavoro! Do il massimo del voto ai Cloak, ma vi prego di credermi, se avessi potuto avrei dato anche di più.

VOTO: 10/10

Tracklist:

  1. March Of The Adversary
  2. The Cleansing Fire
  3. A Voice In The Night
  4. Tempter’s Call
  5. Into The Storm
  6. Lifeless Silence
  7. The Fire, The Faith, The Void
  8. On Poisoned Ground
  9. Where The Horrors Thrive

CLOAK line-up:

  • Scott Taysom – Vocals & Guitar
  • Max Brigham – Guitar
  • Sean Bruneau – Drums
  • Billy Robinson – Bass