CIRITH UNGOL – Il ritorno del fuoco e del ghiaccio

 CIRITH UNGOL – “Forever Black”
• (2020 – Metal Blade Records) •

Se partiamo di Cult Band, e di US Metal, dall’afflato squisitamente epico ed underground, il primo nome che ci viene in mente sono i seminali Manilla Road, del compianto Mark Shelton, scomparso all’età di 60 anni, nel 2018. Ma la Fede Metallica non è rimasta indifesa, grazie al ritorno del Cirith Ungol, nel 2016, per una manciata di concerti commemorativi che poi si sono moltiplicati ed hanno portato a questo quinto album in studio e nuovissimo “Forever Black”, ben ventinove anni dopo il precedente “Paradise Lost”, che sancì la fine di un piccolo mito, alimentato da almeno tre grandi dischi dal 1981 al 1986. “Frost and Fire”, “King Of The Dead” e “One Foot in Hell”, la quintessenza dell’epic metal, forgiato con una intensità assolutamente unica, e cucito insieme dalla voce grezza, ruggente e infernale dello stregone Tim Baker.

Tutto risulta epico e monumentale nel progetto della band, fin dai testi ispirati da capolavori del fantasy e del sword and sorcery come il Signore degli Anelli (prima ispirazione dei Cirith Ungol, a partire dal nome del gruppo) e poi nella saga di Elric di Melniboné dello scrittore Michel Moorcock, da cui il gruppo prende ispirazione anche per gli artwork suggestivi delle copertine, estrapolati soprattutto dalle illustrazioni di Michael Whelan. Certamente, siamo nei pressi di un sound tutt’altro che immediato o commerciale, per una band che non ha mai cercato le soluzioni più facili e d’impatto ma invece ha tentato di creare atmosfere magiche e pregne di intensità epica, a volte quasi ossessiva.

E infatti, questo “Forever Black” è una totale conferma del talento e della coerenza di un ensemble che ripresenta bel quattro musicisti che hanno già suonato in qualche incarnazione passata della band, insieme al nuovo bassista Jarvis Leatherby, che si è ambientato immediatamente nei meccanismi di gruppo. Il disco suona infatti come la perfetta prosecuzione dei lavori precedenti, con la voce di Baker sempre intensissima e sugli scudi, grandi riffs del duo Barraza/Lindstrom, che però si aprono anche in deliziosi assoli melodici e di gran gusto. Ogni strumento, sezione ritmica compresa, ha la possibilità di suonare libero e trascinare gli altri in questi grandi inni metallici, che vincono su tutti i fronti perché riescono a creare un mondo sonoro assolutamente personale, nel nome di un songwriting di livello altissimo, a partire dalla chiamata alle armi di “Legions Arise”, che è solo il principio di un vero e proprio capolavoro che suona magnifico dall’inizio alla fine. Degni del magma diabolico della musica anche i testi, spesso apocalittici, drammatici e fusi, che narrano di una fine terribile e incombente.

“Forever Black” è un purissimo capolavoro di heavy metal, di cui abbiamo totalmente bisogno. Uno dei sicuri apici del 2020 ed un disco che è destinato a non essere dimenticato.

VOTO: 10/10

TRACKLIST:

  1. The Call
  2. Legions Arise
  3. The Frost Monstreme
  4. The Fire Divine
  5. Stormbringer
  6. Fractus Promissum
  7. Nightmare
  8. Before Tomorrow
  9. Forever Black

Cirith Ungol line up: 

  • Tim Baker – voice
  • Jim Barraza – guitars
  • Jarvis Leatherby – basses
  • Robert Garven – drums
  • Greg Lindstrom – guitars