CANDLEMASS – Il pendolo e la gloria

CANDLEMASS – “The Pendulum”
• (2020 – Napalm Records) •

“The Door To Doom” ed il ritorno di Johan Längquist (indimenticato primo vocalist della band) hanno di certo portato grande fortuna a Leif Edling ed ai Candlemass, investiti da una sorta di magnifica e meritatissima seconda giovinezza, pensiamo soltanto ad una sorprendente candidatura ai Grammy statunitensi del 2020, ad una vittoria nei corrispettivi Grammis svedesi sempre di quest’anno ( che bissa la vittoria del 2006, anno del ritorno di Messiah Marcolin, seppur effimero e temporaneo).

Possiamo credere che la monumentale cooperazione con Tony Iommi nel brano “Astorolus – The Great Octopus”, abbia influenzato pesantemente le attuali fortune della band, che ha giustamente deciso di “battere il ferro doom finchè è caldo”, spulciando nelle sessions di registrazione del recente disco, e rilasciando ora un EP con 5 outtakes-demo ed un inedito lavorato e finito, appunto la title track.

Di sei pezzi (per circa venti minuti di durata), ben tre sono dei brevi strumentali: “Sub Zero” è semplicemente un esercizio acustico decisamente irrisolto, “Aftershock” vive in suoni distorti di un basso incattivito, probabilmente uno spunto usato poi in un’altra canzone. “The Cold Room”, pur durando soltanto un minuto e venticinque secondi, è invece una piccola magia unplugged, sostenuta da un tappeto di sognanti tastiere.

Passando ai tre brani cantati: “Shakes Of Goliath” è più classica del classico, doom cadenzato e dolente con un ritornello magnetico ed un Längquist in gran spolvero, che evolve in una veloce progressione “Black Sabbath seventies 100%”, assolo di chitarra compreso, ed un finale arpeggio acustico sospeso e magico. “Porcelain Skull” ha la particolarità di essere già stata incisa dagli Avatarium, e qui si pregia di un feeling più grezzo e viscerale, ed una interpretazione vocale perfettamente calibrata tra rabbia ed epicità. L’assolo di hammond, presente nella versione della band capitanata da Jennie-Ann Smith, viene sostituito da un più canonico e prolungato “magma” di solos chitarristici, di rara efficacia.

Concludiamo con la title track, una sorta di summa di tutte le qualità attuali della band: intro meditativo, riffs sostenuto e vocals incisive (forse nel missaggio finale però la voce è un po’ sacrificata, a favore dell’impatto chitarristico), chorus rallentato e suggestivo, e cambi di tempo ben dosati. Un buon pezzo, ma non tra gli apici della band.

“The Pendulum” non rappresenta di certo una uscita imprescindibile nella discografia dei Candlemass, ma conferma il loro eccellente stato di salute, regalando altri piccoli “gioielli torbidi” ai die hard fans della band. Ben fatto dunque, però suggeriamo caldamente alla band di ritornare a comporre e regalarci, molto presto un erede compiuto e glorioso, dell’ottimo “The Door To Doom”.

VOTO: 7/10

TRACKLIST:

  1. The Pendulum
  2. Snakes Of Goliath – Demo
  3. Sub Zero – Demo
  4. Aftershock – Demo
  5. Porcelain Skull – Demo
  6. The Cold Room – Demo

Candlemass line up: 

  • Johan Längquist – voice of doom
  • Mats “Mappe” Björkman – guitar of doom
  • Lars “Lasse” Johansson – lead guitar of doom
  • Leif Edling – bass of doom
  • Jan Lindh – drums of doom