BLOODBATH – la freccia insanguinata


BLOODBATH – “The Arrow of Satan is Drawn”

• (2018 – Peaceville Records) •

 

Chi l’avrebbe mai detto che dopo esattamente quattro anni dall’ultimo bagno di sangue, i Bloodbath avrebbero continuato a seguire la loro scia di liquido organico, estraendo un nuovo affilato album: “The Arrow of Satan is Drawn”! Durante la nostra intervista con la band, lo stesso Anders Nyström ci confidò che il precedente “Grand Morbid Funeral” sarebbe stato un ottimo album per chiudere in bellezza, ma la loro energia miscelata alla grande voglia di spargere altro sangue non è mai diminuita, ‘tornando così (come dice il nostro Anders) in quel cimitero per scavare qualche tomba’ e riesumare quello che sarebbe divenuto un nuovo massacro sonoro! In questo ultimo percorso diverse collaborazioni sono emerse, con artisti quali Jeff Walker (Carcass), John Walker (Cancer) e Karl Willets (Bolt Thrower), contornando con più accentuati fiocchi di sangue questo acceso quadro sonoro!
Fleischmann” è la porta di questo ardente album: un pezzo che non può fare a meno di portare l’ascoltatore indietro nel tempo, spingendolo in un vortice di vecchia scuola marcata Bloodbath; inutile affermare quanto la voce di Nick Holmes sia perfetta nel coprire una base sonora così rovente, ruvida, dimostrazione dataci anche dalla prorompente “Bloodicide”: un pezzo che non credo abbia bisogno di presentazioni! L’anteprima estratta dall’album ci descrive a pieno quanto questa band sia ancora affamata, con un’inarrestabile sete di sangue, un pezzo che se avesse voce direbbe ‘EHI STRONZI, SIAMO TORNATI!’, e non avrebbe tutti i torti, dato che questa track è la prova che i Bloodbath sanno ancora dare il meglio! “Wayward Samaritan” non attende un secondo in più per donare la sua scarica adrenalinica in un album che, fino ad’ora, non è riuscito a peccare neppure di una virgola; non c’è sbavatura, non esiste monotonia, nessuna forma di quiete, corposi riff, ed è proprio ciò vogliamo: il delirio! Fa il suo ingresso strisciante “Levitator” che con una massiccia dose di veleno riesce ad infettare la mente dell’ascoltatore, portandolo in uno stato di trance dal quale non ci si può destare, dato la positiva e meravigliosa compattezza del pezzo, non ci si vuole destare! Con un ritmo serpentesco, la track avvolge la preda, stritolandola in una morsa maledettamente dura, una morsa che ogni fan della band non vedeva l’ora di provare! Ma arriva l’antidoto spinto nelle vene da “Deader”: torna l’elevata velocità tecnica della band, alternata a break di una profondità unica che, come un defibrillatore, dona potenti scariche all’ascoltatore, destandosi da quello che si sta rivelando un percorso sonoro maledettamente eccellente! “March Of The Crucifiers” non vuole attendere oltre, entrando nell’album e posizionandosi come uno dei pezzi migliori dell’intera setlist: una mannaia sonora che macella l’intero pubblico, trasformandolo in materia pura, pura energia; un eccezionale pezzo da headbang e pogo senza precedenti! E vogliamo parlare di “Morbid Antichirst”? Una track dallo spirito oscuro, quell’oscurità che ti attrae, che ti entra strisciando sotto la pelle, arrivando all’anima, mutando la sua persona in un essere sempre più voglioso di questi suoni, di queste voci; definirei questo pezzo con una sola parola: MAGNETICO! Sembra che la calma sia giunta con i primi 30 secondi di “Warhead Ritual”, una calma che viene smentita dalla prestanza sonora della band che, mai stanca, continua a dare il meglio di se con soli bestiali, picchiando sull’incudine del death metal. Rimarrete stupiti da “Only the Dead Survive”: un pezzo in cui l’headbang è di dovere, un pezzo a tratti oldschool, a tratti di una freschezza unica, la cui unione rende l’ascolto maledettamente interessante; tutta l’essenza dei Bloodbath risiede in pezzi come questo, nel quale regna l’immagine di ciò che la band riesce a trasmettere! Il traguardo viene tagliato, ovviamente, dall’ormai conosciuta e rinomata “Chainsaw Lullaby”: un altro pezzo che non ha bisogno di ovvie presentazioni, dato che l’anteprima sul network ha spopolato nel giro di pochi giorni, infarinando i fan a dovere. Un disco che, a parer mio, è riuscito davvero a scavare le tombe del passato della band, riesumando vecchie e sanguinose sonorità che lo hanno reso semplicemente perfetto! I Bloodbath sono tornati!

VOTO: 10/10

Tracklist:

  1. Fleischmann
  2. Bloodicide
  3. Wayward Samaritan
  4. Levitator
  5. Deader
  6. March Of The Crucifiers
  7. Morbid Antichrist
  8. Warhead Ritual
  9. Only the Dead Survive
  10. Chainsaw Lullaby

BLOODBATH line-up:

  • Nick Holmes – vocal
  • Anders ‘Blakkheim’ Nyström – guitar
  • Joakim Karisson – guitar
  • Jonas Renkse – bass
  • Martin ‘Axe’ Axenrot – drums

Collaboration with:

  • Jeff Walker (Carcass)
  • Karl Willetts (Bolt Thrower/Memoriam)
  • John Walker (Cancer)