AVATAR – Il ritorno dei clown svedesi


AVATAR – “Hunter Gatherer”
• (2020 – Insideout Music) •

Gli svedesi Avatar, capitanati dal carismatico leader Johannes Eckerstorm, son pronti ad un ritorno fiammante con il loro ottavo lavoro in studio, “Hunter Gatherer”. Sin dal loro primo demo, “Personal Observations” (2003), la band di Goteborg ci ha mostrato uno stile del tutto personale e diverso da ciò a cui eravamo abituati.
Andando avanti negli anni, il gruppo ha prestato sempre più attenzione alla personalizzazione del proprio stile, arrivando a proporre pezzi innovativi in termini di sound, arrivando a creare delle miscele stilistiche anche molto diverse, brano dopo brano, cercando di non fossilizzarsi su una cosa precisa; piuttosto, la band ha preferito spaziare, offrendo anche una miglior esecuzione in ambito concertistico.
La scenografia, completamente incentrata sulle atmosfere circensi, come in alcuni delle migliori pellicole horror, rendono i pezzi ancora più “potenti” di quel che sono, dando così maggiore verve ad un gruppo che, anno dopo anno, sta crescendo sempre più (non è un caso che i nostri apriranno agli Iron Maiden nella data parigina del prossimo 11 Luglio 2021 in occasione del loro nuovo tour europeo, ndr).
Personalizzazione totale e sound molto variegato, così si può descrivere questa band.

Siccome le premesse sin dal principio erano altissime e loro stessi ci hanno abituato ad averle di anno in anno, vediamo se questo nuovo lavoro sarà all’altezza delle aspettative.
La prima cosa che notiamo è senza dubbio l’artwork di copertina, raffigurante una bocca aperta (in questo caso quella del vocalist Eckerstorm, poiché il make up di scena è facilmente distinguibile e piuttosto caratteristico!) con un vero e proprio “buco temporale” di un color fucsia molto vivace, quasi a significare che da quella bocca può uscire ogni tipo di cosa. Il primo impatto è molto scenografico, non c’è che dire, ce lo aspettavamo e così è stato. Entrando nel cuore pulsante del disco, il protagonista indiscusso è senz’ombra di dubbio Johannes (tanto sul palco quanto in studio), il quale riesce a far emergere al meglio le varie personalità della band stessa; il singer, infatti, sfoggia svariate “personalità” musicali (a volte pazzo, altre triste, malinconico o rabbioso), che come in un caleidoscopio, cambia  in base a cosa il pezzo vuole trasmettere.

Anche in “Hunter Gatherer”, si percepiscono varie emozioni e stati d’animo che Eckerstorm riesce perfettamente ad interpretare in questi dieci brani inediti. Il lavoro si apre subito con una scarica d’energia non indifferente: “Silence In The Age of Apes”, infatti, sembra creato appositamente per irrompere sul palco prepotentemente e far cantare a squarciagola ogni singolo astante. Quel che si intuisce è proprio la dimensione live di questo brano, a cui si sussegue un altro vero colosso, “Colossus”. La band ha deciso di farne il singolo di spicco dell’intero disco e, nonostante sia molto diverso come stile musicale rispetto agli standard tradizionali ai quali gli Avatar ci hanno precedentemente abituati (questo non è un male, in quanto la band ha la tendenza di rinnovare la propria proposta musicale di disco in disco, ndr) ha un forte potere coinvolgente e riesce ad essere ‘digerito’ da subito, senza l’ausilio di plurimi ascolti per esser capito, elemento abbastanza singolare a prescindere. Quando un brano risulta “diverso” dal solito e arriva comunque alla stessa velocità dei precedenti, evidentemente è un gran brano.

A secret door”, terza traccia in scaletta, risulta essere quella più sorprendente a livello di collaborazione: siamo davanti a un featuring con Corey Taylor (Slipknot, Stone Sour), uno dei vocalist più apprezzati del metal. Il brano inizia in modo molto sobrio, Taylor fischietta un motivetto che non sarà memorabile tanto quello del famosissimo “Patience” dei Guns N’ Roses, ma che, tuttavia, non farà molta fatica a restare in testa. Nonostante l’apparente piatta calma iniziale, ecco che esplode l’energia coinvolgente del frontman che ci catapulta all’interno del pezzo stesso. Lavoro eccelso. L’opera prosegue su questi ritmi molto frenetici, fatti da mix molto particolari e coinvolgenti che portano l’ascoltare a tenere l’orecchio sempre teso, senza distrarsi praticamente mai.

A distanza di due anni dal riuscito “Avatar Country”, i nostri si riconfermano e danno dimostrazione di che stoffa siano fatti. Sotto certi aspetti questo “Hunter Gatherer” è molto diverso dal precedente lavoro, ha più collaborazioni, si è osato su qualcosa in più, non tralasciando le atmosfere cupe e tenebrose a cui ci hanno abituati. Il sottoscritto, inoltre, non ha trovato tracce particolarmente prolisse, l’album diverte e fa divertire!

VOTO: 9/10

Tracklist:

  1. Silence In The Age Of Apes
  2. Colossus
  3. A Secret Door
  4. God Of Sick Dreams
  5. Scream Until You Wake
  6. Child
  7. Justice
  8. Gun
  9. When All But Force Has Failed
  10. Wormhole

Avatar lineup:

  • Jonas “Kungen” Jarlsby – Guitars
  • John Alfredsson – Drums
  • Johannes Eckerström – Vocals
  • Henrik Sandelin – Bass, backing vocals
  • Tim Öhrström – Guitars