ARTILLERY – una raffica di proiettili danesi


ARTILLERY – “The Face of Fear”
• (2018 – Metal Blade Records) •

Il nono album della thrash metal band danese Artillery non fa gridare al miracolo, ma l’ascolto scorre senza grandi intoppi. Certo, considerare thrash tout-court gli Artillery al giorno d’oggi non è più possibile e questa sorpresa può all’inizio avere un effetto negativo sull’approccio che si ha al disco, che però riesce a farsi apprezzare nelle sue peculiarità. La componente heavy metal con sprazzi power è sempre più forte dentro la loro musica, evidentemente anche per inclinazione naturale del singer Michael Bolshtam Dahl che è più espressivo in quest’ambito. Ma il marchio dei “fratelli del riff” Morten e Michael Stürtzer non è del tutto scomparso dai radar, come ci dimostra la prima doppietta iniziale “The Face of Fear” e “Crossoroads to Conspiracy”, capaci di portarci indietro di qualche anno (e anche più) con quelle melodie orientaleggianti e misteriose innestate su fucili mitragliatori thrash metal che ricordano molto “By Inheritance”. Sono i pezzi più canonicamente Artillery dell’album, suonati nello stile tecnico e personale che li ha resi celebri: veloci, affilati e mistici, con Dahl che s’ispira molto al cantanto di Flemming Ronsdorf. La differenza maggiore, ma che dopo tutto non stona, sta nei ritornelli decisamente più melodici e ariosi al limite del power metal. “New Rage” è un pezzo heavy metal a tutto tondo molto epico e dall’andamento cadenzato sorretto da un riff roccioso, con Dahl che dietro al microfono sembra il colonnello di un esercito che deve affrontare l’ultima, decisiva, battaglia tanto è il pathos che infonde nelle parole. Continuano poi ad alternarsi momenti più trashy (“Sworn Utopia” suona veramente Megadeth e lo fa bene! “Through the Ages of Atrocity” e “Preaching to the Converted”, traccia conclusiva molto vicina al sound Bay Area di fine anni ’80 e soprattutto è dotata di un eccellente rifferama aggressivo e di assordanti gang vocals nei ritornelli), altri più vicini all’HM, anche se di stampo abbastanza moderno, fino al tiro hardrockeggiante di “Thirst for the Worst”, e una strumentale, “Underwater”, ben eseguita ma che non aggiunge niente al full-lenght, così come le due bonus track “Mind of No Return”, ri-registrata rispetto all’incisione presente sulla demo “We Are The Dead” del 1982, e “Doctor Evil”, risalente al più recente “Legions” del 2013.
Un disco onesto e anche sufficientemente ispirato, con una certa variabilità tra generi che ha permesso anche di conciliarli con risultati positivi, si fa accettare per quello che è: un disco che, pure se in certi passaggi può suonare un po’ di maniera, conserva un certo tocca e mostra la passione dei danesi terribili.

VOTO: 6,5/10

Tracklist:

  1. The Face of Fear
  2. Crossroads to Conspiracy
  3. New Rage
  4. Sworn Utopia
  5. Through the Ages of Atrocity
  6. Thirst for the Worst
  7. Pain
  8. Underwater (instruemental)
  9. Preaching to the Converted
  10. Mind of No Return (bonus track from “We Are The Dead “1982 demo)
  11. Doctor Evil (bonus track from “Legions”)

ARTILLERY line-up:

  • Michael Bastholm Dahl – Vocals
  • Morten Stützer – Guitars
  • Michael Stützer – Guitars
  • Peter Thorslund – Bass
  • Josua Madsen – Drums