Anno Domini 2018 – le classifiche della redazione: Frank Marrelli

Eccomi a voi amici, ma soprattutto nemici, leggermente in ritardo rispetto ai miei standard per la consegna della mia top ten 2018, momento che da sempre temo e amo allo stesso tempo.
Personalmente dopo un 2017 ricco di belle sorprese e altrettanto ricco di eccellenti conferme, ho trovato questi ultimi dodici mesi piuttosto avari in termini di grandi uscite e chiaramente non mi riferisco solo al mondo metal in senso stretto; da sempre infatti infilo nelle mie top lists tutto quello che mi colpisce (in positivo beninteso) a livello musicale a prescindere dal genere.
Mi spiego: piuttosto che piazzare in classifica, per esempio, i tanto discussi (e da me disprezzati) Greta Van Fleet, che magari sono comunque attinenti al genere hard rock, preferisco inserire un disco di Piotta o Johnny Marr, che con metal e affini non c’entrano una ceppa, ma che a un livello più globale hanno fatto due gran bei dischi.
Eccomi quindi a inserire anche uno Springsteen on broadway e i Muse, che da vecchi volponi continuano a dire la loro a dispetto di prodotti più tipicamente hard ‘n’ heavy.
Ma bando alle ciance e iniziamo a sparare nel mucchio una serie di titoli in ordine del tutto casuale e iper caotico.

  • Myles Kennedy – “Year Of The Tiger”
  • Jason Becker –“Triumphant Hearts”
  • Matteo Brigo – “80’s Movies”
  • Muse – “Simulation Theory”
  • Johnny Marr – “Call a Comet”
  • Piotta – “Interno 7”
  • Bruce Springsteen – “On Broadway”
  • Voivod – “The Wake”
  • Judas Priest – “Firepower”
  • Saxon – “Thunderbolt”