ANGUISH FORCE – alla storia si aggiunge un nuovo capitolo


ANGUISH FORCE – “Chapter 7”
– (2018 – Dawn of Sadness) –

Arrivano alla settimana fatica discografica i bolzanini Anguish Force, il primo full-lenght col nuovo cantante Kinnall. Un singer diverso dai precedenti della band, dalle vocals più cavernose e trashy, ma che s’inserisce bene nel gruppo sia apportando le sue caratteristiche sia adattandosi alle ‘esigenze’ sonore power-oriented. Insomma, non sempre se cambiano i fattori cambia anche il risultato.
Attivi dal 2003 sotto questo monicker – la precedenza incarnazione era semplicemente Anguish – i nostri hanno già tirato fuori dal cilindro sei album, diversi ep e anche delle compilation. Non hanno mai raggiunto picchi qualitativi eccelsi, ma sono un nome conosciuto all’interno della scena e non peccano di passione, coerenza e voglia di fare musica.
Fin dall’intro ci si accorge subito che la passione di LGD, fondatore del gruppo e chitarrista, per il virtuosismo è rimasta inalterata. Dopo la strumentale “Chapter 7”, un assalto a sei corde che spruzza heavy metal da tutti i pori, si parte di gran carriera con il riff ‘ignorante’ di “Karma’s Revenge”, un brano dal piglio a là Motörhead nelle strofe che si fa più melodico senza perdere un’oncia di energie nei ritornelli, sostenuti dal doppio pedale. Si vira sull’heavy in “Don’t Lose the War”, mid-tempo roccioso, quadrato e cattivo. Per questo brano la band ha anche girato un video. Nei due brani successivi, “The Other 11th September” – ideale seguito di “11th September” presente sull’album d’esordio “Anguish Force” del 2003 – e “Planned Earthquake” riemergono le anime thrash – la prima richiama i Metallica – e power dei nostri. Arriva il momento della power ballad, con la melodia e la carica di pathos di “Under the Streets”, introdotta una bel giro di basso seguito da un riff heavy decisamente classico ma più calmo. L’elemento più convincente del brano è la prestazione di Kinnall, in grade di trasmettere le vibrazioni più malinconiche. Più arrembante e scanzonata, ma pur sempre melodica, “Waiting for the Call”, l’esatto opposto della successiva “The Punishment”. L’ottava canzone del disco parte con quelle che sembrano preghiere arabe e anche l’arpeggio introduttivo ha il sapore del misticismo mediorientale… poi si fa strada l’heavy metal, un brano galoppante alla Iron Maiden per il lavoro delle chitarre, la sezione ritmica e l’interpretazione vocale. Molto arioso e tragico al tempo stesso il chorus del prezzo, incentrato sul dubbio e sul dolore che l’uomo prova quando si sente in colpa per aver violato la propria fede religiosa. Decisamente priva di scrupoli la veloce e più feroce “The Book of the Devil”, dove la carica stavolta la danno le due chitarre seguite a spada tratta dal resto della band. Kinnall torna al suo registro minaccioso e cavernoso, il lavoro ‘thrasheggiante’ degli axemen ci conduce in una dimensione fatta di violenza, sangue, follia e dolore. Archi che suonano un’aria struggente…una chitarra elettrica che ripete il pattern…un testo che parla della bellezza e dell’innocenza che avevamo negli occhi e nel cuore quando eravamo bambini, prima che ci passassero davanti le scene della corruzione e del degrado del mondo. “So It Was”, brano conclusivo di questo disco, è un pezzo orchestrale intriso di nostalgia e romanticismo per quello che fu. È inoltre diviso in due parti: nella prima domina è principale la languida quiete dello sguardo rivolto al passato, nella seconda dirompe l’energia che aumenta lo struggimento. Un brano atipico ma che si ritaglia un posto tra gli highlights di “Chapter VII”.
I nostri hanno centrato l’obiettivo: il disco è contemporaneamente coerente e con diverse sfumature, potente ma anche toccante quando serve. Di qualsiasi umore siate, potete trovare il brano giusto per quel momento. E non è affatto male, bravi AF.

P.S. quasi dimenticavo: questa è musica da metal maniacs per altri metal maniacs e i nostri ci tengono a farlo sapere con la gustosa cover di “Thunder in the Thundra” dei poco conosciuti ma gloriosi Thor! Ma per godervela dovrete comprare il cd, per cui fate un pensierino per il vecchio caro supporto fisico, ok?

VOTO: 7/10

Tracklist:

  1. Chapter 7 (instrumental)
  2. Karma’s Revenge
  3. Don’t Lose the War
  4. The Other 11th September
  5. Planned Earthquake
  6. Under the Streets
  7. Waiting for the Call
  8. The Punishment
  9. The Book of the Devil
  10. So It Was
  11. Thunder in the Thundra (Thor cover)

 ANGUISH FORCE line-up:

  • Kinnall – Vocals
  • LGD – Guitars
  • Tumbler – Bass
  • Pemmel – Drums
  • Luk Az – Guitar