AMORPHIS: Formula che vince non si cambia

AMORPHIS – “Halo”
• (2022 – Atomic Fire Records) •

Non è un segreto che gli Amorphis seguano le proprie idee con convinzione e con forte sentimento che si potrebbe facilmente tradurre con poche, semplici parole: “mai auto-emularsi”.

Il nuovo album in studio della band, “Halo”, ne è un’ulteriore prova e testimonia la solida fermezza della band nel non voler rimarcare le orme del passato, agevolando, piuttosto, di volta in volta un sound sempre più fresco e, diciamocelo, “imprevisto”.

A darne una prova più che concreta furono già le ultime due releases della band, “Under The Red Cloud” e “Queen Of Time”, dischi apprezzatissimi sia dalla stampa specializzata, che dalla vasta fanbase dei finlandesi (nonché primi due lavori a portare la firma di Jens Bogren, ndr) che ci mostravano una band desiderosa di macinare nuove soluzioni musicali che risultassero efficienti e valide.

Partendo, quindi, da una formula “rodata”, gli Amorphis ci presentano ancora una volta qualcosa di sorprendentemente inaspettato: ne è un esempio lampante il primo singolo di lancio del disco, “The Moon”, che in questa sede ci presenta in toto il nuovo sound adottato dalla band. Il singolo, infatti, è assai distante da ciò che la band ci ha sempre proposto negli anni e, difficilmente, ci porta ad etichettarlo in un determinato contesto, in quanto il brano stesso presenta diverse sfumature musicali interessanti.

Il disco presenta moltissimi elementi considerevoli, disseminati nei suoi 11 singoli, che vengono scoperti man mano che gli ascolti avanzano: “Halo” è sì meno smodato per quel che riguardano cori e orchestrazioni rispetto a ‘Queen Of Time’, ma presenta comunque una pletora musicale non indifferente. Abbiamo sì un disco tipicamente melodic death metal, ma questa volta il sound è “contaminato”, proprio a causa della varietà qui propostaci e decisamente più pesante nei riff di chitarra, massicci e taglienti al punto giusto.

Se il “nuovo” sound adottato dagli Amorphis rappresenta uno dei punti cardini di questo disco, anche il songwriting e le linee vocali giocano un ruolo fondamentale: i testi, usciti dalla penna magica del liricista e poeta Pekka Kainulainen, ancora una volta attingono dal poema epico finlandese “Kalevala” e prendono una loro vita, grazie al tocco magico e alle incredibili doti vocali di Tomi Joutsen, che si dipanano tra linee pulite e un growl che, in questa sede, prende sempre più piede rispetto ai lavori del passato.

Anche le tastiere qui si ritagliano un ulteriore spazio: Santeri Kallio si rende autore di alcune performance sbalorditive che, di tanto in tanto, virano a quei lidi prog-rock settantiani che tanto piacciono sia ai fan, che agli stessi Amorphis (ne sono un esempio ‘The Moon’, ‘Northwards’).

Nel complesso, ci troviamo sostanzialmente di fronte ad una band decisamente ispirata, forte di una evoluzione artistica che, come il buon vino, migliora anno dopo anno.

Halo’, quindi, non è un naturale proseguo del precedente ‘Queen Of Time’, bensì è un ulteriore passo avanti che ci mostra una band determinata e con un bagaglio musicale vastissimo. Esattamente come molte altre band, quali i Dark Tranquillity giusto per farne un esempio, gli Amorphis traggono la loro forza dalla voglia di rinnovarsi di disco in disco, senza rimarcare le orme del passato, cosa che, invece, molte altre band adottano per seguire “la via più facile” e questo quattordicesimo studio ce lo conferma.

VOTO: 8/10

TRACKLIST:

  1. Northwards
  2. On The Dark Waters
  3. The Moon
  4. Windmane
  5. A New Land
  6. When The Gods Came
  7. Seven Roads Come Together
  8. War
  9. Halo
  10. The Wolf
  11. My Name Is Night

Amorphis line up:

  • Tomi Joutsen – Vocals
  • Esa Holopainen – Guitars
  • Tomi Koivusaari – Guitars
  • Olli-Pekka Laine – Bass
  • Jan Rechberg – Drums