AMARANTHE – Time To Settle The Score!

 
Amaranthe – “Helix”
• (2018 – Spinefarm Records) •

Per chi non li conoscesse, gli Amaranthe sono un gruppo svedese formatosi nel 2009 che ha rilasciato sul mercato il loro primo disco nel 2011 ottenendo già ai tempi un buon successo in patria e nella vicina Finlandia. Da allora la band è cresciuta notevolmente a livello di popolarità ed è riuscita a combinare nei cinque album pubblicati fin ora (compreso quest’ultimo “Helix”) un mix di Metalcore, Elettronica e Pop che mi colpì già nel 2012 la prima volta che mi capitò di imbattermi su Youtube nel videoclip di “Hunger”, primo singolo tratto dal loro album di debutto. Una delle chiavi che definisce il sound della band, oltre le chitarre e le tastiere/sintetizzatori dirette da Olof Morck (per altro ex-membro della Power Metal band Dragonland) sono la triade vocale composta da due voci maschili (una in growl e una in pulito) e una voce femminile, quella inconfondibile e bellissima di Elize Ryd, voce e immagine principale associata alla band. Personalmente, sin dai primi ascolti sono rimasto positivamente colpito dalla facilità di questo gruppo di scrivere pezzi che ti si stampano immediatamente in testa con delle melodie e linee melodiche vocali vincenti e il più delle volte assolutamente fantastiche e questo fattore (nonostante il sottoscritto sia orientato solitamente su sonorità ben diverse) mi ha spinto a seguire la band in tutti questi anni fino ad arrivare a questo nuovo capitolo; in “Helix”, le cose sono drasticamente cambiate per la band in quanto uno dei fondatori, principali compositori, nonchè LA voce maschile per eccellenza degli Amaranthe ossia Joacim ”Jake E” Lundberg ha lasciato la band da qualche tempo (sostituito dal vocalist Nils Molin)e questo è il primo album senza il suo contributo. L’album, data l’assenza di Jake, è stato composto interamente da Elize Ryd e Olof Morck in un tempo peraltro molto rapido (due mesi appena per la fase di scrittura), e il suo titolo “Helix”, a detta di Elize Ryd, vuole associarsi all’elica (o meglio la doppia elica) del DNA intendendo che la band ha voluto riportare il proprio sound e il proprio approccio all’essenza di quello che sono gli Amaranthe. Detto questo come suona il disco in questione?
Ciò che si nota sin dai primi ascolti è il fatto che l’album è decisamente più pesante, guitar-oriented e allo stesso tempo più elettronico dei precedenti. Esso punta molto sull’impatto e sul groove dei riff, contornati a sua volta da una ricchissima componente elettronica come si nota per esempio, dal primo singolo con relativo video estratto da “Helix” dal titolo “356”. Allo stesso tempo viene dato più spazio alla voce in growl e si ha l’impressione che Elize sia meno in primo piano rispetto agli album precedenti e si divida le sue parti più equamente tra i suoi colleghi vocalist. La voce di Nils Molin è decisamente diversa come timbrica da quella di Jake, avendo sicuramente un piglio più aggressivo e meno melodico rispetto a quella del vecchio singer che però, per il sottoscritto, interagiva e completava la voce di Elize Ryd (e quindi le vocalità melodiche del sound della band) in maniera perfetta mentre non posso dire lo stesso di Nils che a tratti lo trovo quasi fuori posto. Ma questo è un parere strettamente personale e ogni fan degli Amaranthe si farà sicuramente la sua idea. Quello che posso dire sia il punto debole del disco (che è peraltro solitamente un campo in cui la band eccelle) è la ricerca di ottime linee melodiche e vocali; non che in questo album non vengano ricercate, tutt’altro , ma il più delle volte risultano poco efficaci o forzate, affossando così molti dei brani del disco. Non è il caso dei due singoli fino ad ora estratti, “365” e “Countdown” che ci mostrano la band nella loro forma migliore e sono sicuramente tra le tracce più ispirate dell’album e che saranno sicuramente dei successi strepitosi quando verranno suonate live. Per il resto l’opener “The Score” ci rimanda alle atmosfere un poco spaziali e distopiche dell’album “The Nexus” con una voce narrata che introduce il brano e che fa spazio a un riffing di chitarra insistito prima che la voce di Elize entri in scena in un pezzo tipicamente Amaranthe che introduce in maniera piuttosto buona l’album. “Inferno” è un altro brano abbastanza tipico per la band con un inizio che non può non riportare l’ascoltatore con la mente al pezzo “The Nexus” dall’album omonimo. Quest’ultimo è un brano energetico con un chorus vivace che sono sicuro che potrà essere un’altra freccia a disposizione della band nelle esibizioni live. La title-track inizia con delle linee vocali molto melodiche e inclini al Pop da parte di Elize per un brano che da li in poi inizia ad acquistare dinamicità e vivacità rimanendo comunque uno dei pezzi dalle sonorità più leggere del disco. In “Dream” abbiamo un brano che ha tutte le caratteristiche di una semi-ballad includendo però anche delle parti semi-rappate sia da parte di Elize che da parte del “growler” Henrik Englund Wilhemsson fino a sfociare in un chorus davvero emozionante guidato dalla timbrica della Ryd e un assolo di chitarra ultra melodico ma ben riuscito da parte di Olof. “GG6” è il brano più sperimentale, elettronico e anche uno di quelli meno riusciti del disco dove la voce in growl la fa da padrona e lo spazio ritagliato da Elize nel chorus è semplicemente inascoltabile. Peccato perché il breve assolo di Olof non era da buttare. Fortuna che ci pensa “Breakthough Starshot” a risollevare il disco con un pezzo che mi ricorda vagamente “Supersonic” dal precedente album “Maximalism” specialmente per l’andamento frizzante del chorus. Da qui in poi l’album entra per chi scrive in una spirale discendente iniziando con l’insipida “My Haven” e la pesante “Iconic” (sicuramente il pezzo più tirato dell’album) con lo scambio vocale in crescendo tra il growl di Henrik e la voce pulita di Nils fino a sfociare nell’ennesimo chorus (purtroppo) piuttosto scialbo cantato da Elize. “Unified” è la prima (ed ultima) vera e propria ballad del disco per un pezzo però, che nonostante la buona performance di Elize e Nils non riesce a decollare. “Momentum” chiude il disco in maniera discreta, con un pezzo frizzante sulla scia di “Breakthrough Starshot” senza però ottenere lo stesso risultato. Per concludere questo disco non sarà sicuramente il migliore degli Amaranthe ma tutto sommato penso che verrà apprezzato da parte dei fan della band. Per gli altri, specialmente quelli come me che in fondo in fondo al cuore hanno ancora barlume di anima Pop avendo avuto i primi approcci nel mondo della musica a metà anni 90 con band come 883, Spice Girls e Aqua, consiglio caldamente l’ascolto della suddetta band svedese magari partendo con un album precedente a questo appena pubblicato. Divertimento garantito!

VOTO: 6.5/10

Tracklist:

  1. The Score
  2. 365
  3. Inferno
  4. Countdown
  5. Helix
  6. Dream
  7. GG6
  8. Breakthrough Starshot
  9. My Haven
  10. Iconic
  11. Unified
  12. Momentum

Amaranthe Line-up:

  • Elize Ryd– Female Vocalist (Clean)
  • Nils Molin– Male Vocalist (Clean)
  • Henrik Englund Wilhemsson – Male Vocalist (Growls)
  • Olof Morck – Guitars, Keyboards, Synthesizers
  • Johan Andreassen – Bass
  • Morten Lowe Sorensen – Drums