Almah: progressivamente metal

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ALMAH – “E.V.O.”
• (2016 – Pride & Joy Music) • 

  

Torna alla carica Edu Falaschi con il quinto disco dei suoi Almah. “E.V.O.” si presenta subito molto bene a livello estetico con un artwork veramente bello, punto a favore.A livello musicale i cinque brasiliani percorrono sentieri a loro cari, unendo un classico power metal melodico a influenze progressive, trainati dalla voce cristallina del buon Edu.
I confronti con gli Angra ci sono stati e sempre rimarranno, visti i trascorsi del singer, ma speculazioni a parte si può tranquillamente affermare che con gli Almah ci troviamo comunque di fronte a prodotti di qualità elevata sotto tutti i punti di vista, in primis quelli più tecnici e di “mestiere”.
Dalla opening track “Age Of Aquarius” (una trascinante power metal song, con la classica introduzione dai toni quieti), passando per le soluzioni più classic-rock della successiva “Speranza” (dotata di un intermezzo strumentale molto affascinante), fino alla power ballad “The Brotherhood”, gli Almah ci impacchettano un trittico di canzoni in apertura su livelli più che buoni. Secondo punto a favore dei carioca.
Soluzioni ritmiche leggermente più complesse caratterizzano invece “Innocence”, dove però troviamo un Edu Falaschi non molto convincente sui registri medio bassi. A mio giudizio brano sotto tono, nonostante l’ottima esecuzione strumentale della band.
Lo spettro dei “fratelli maggiori” Angra si affaccia invece con “Higher”, canzone che avrebbe potuto tranquillamente trovare posto su “Angel’s Cry” o “Holy Land” (anche se in effetti su quei dischi cantava Andre Matos) e questo è un complimento non da poco.
Scialba la seguente “Infatueted” , mentre un po’ di terreno viene recuperato con “Pleased To Meet You”, primo singolo di “E.V.O.” dai toni progressive metal e con la rocciosa “Final Warning”.
Il terzetto di brani conclusivi: “Indigo”, “Corporate War” e “Capital Punishment” scorre piacevolmente, ma senza particolari picchi sia in positivo che in negativo, districandosi tra un power rock melodico (“Indigo”), una brano dalle tinte più varie e progressive (“Corporate War”) e una riuscita e degna conclusione dotata di un valido refrain dalla cassa in quattro (“Capital Punishment”, che in realtà si erge al di sopra delle precedenti due canzoni).
Dunque un disco ottimamente prodotto, suonato in maniera impeccabile e gradevole all’ascolto, che alterna episodi di altissimo livello a un discreto numero di fillers piuttosto anonimi e ordinari. Peccato perché poteva essere veramente un masterpiece.

VOTO: 7/10

Tracklist: 

  1. Age Of Aquarius
  2. Speranza
  3. The Brotherhood
  4. Innocence
  5. Higher
  6. Infatueted
  7. Pleased To Meet You
  8. Final Warning
  9. Indigo
  10. Corporate War
  11. Capital Punishment

ALMAH lineup:

  • Edu Falaschi – Vocals
  • Marcelo Barbosa – Guitar
  • Diogo Mafra – Guitar
  • Rapahael Dafras – Bass
  • Pedro Tinello – Drums

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