ALESTORM – We are the Pirate Metal Drinking Crew!


ALESTORM – “Curse Of The Crystal Coconut”
• (2020 – Napalm Records) •

Tornano a tre anni di distanza dall’ottimo “No Grave But The Sea” i nostri pirati scozzesi preferiti  capitanati dal prode Christopher Bowes che stavolta non hanno avuto ahimè la fortuna di avere l’aiuto promozionale da parte di un nuovo capitolo di “Pirati Dei Caraibi” in uscita nelle sale in concomitanza con l’album come fu per lo scorso lavoro, ma nonostante ciò li ritroviamo in forma e più strambi e demenziali che mai come vi sarete sicuramente accorti leggendo i titoli delle canzoni di questo disco. Ma il bello degli Alestorm è proprio questo! il fatto di non prendersi sul serio creando canzoni sempre più esilaranti ma che in un modo o nell’altro fanno sempre centro. Ho sempre avuto grande stima di Christopher come compositore e debbo dire che ho sempre adorato il suo accento scozzese e la sua voce un pochino sguaiata che ti fa immergere immediatamente nel personaggio e allo stesso tempo ti fa morire dalle risate! Ecco gli Alestorm per me sono sempre stati uno di quei gruppi che ti tirano su di morale e che ti strappano sempre un sorriso e con il nuovo album ritroviamo tutti gli elementi che abbiamo amato di questa band che negli ultimi anni si è spostata quasi totalmente dal power metal degli esordi fino ad arrivare ad un  metal più moderno, più contaminato dalla cultura musicale di oggi, dal pop, talvolta anche dal rap, con effetti sonori  in pieno stile Nintendo e chi più ne ha più ne metta ma non per questo meno intriganti… anzi ! il nuovo album offre alcune sonorità nuove e in generale veramente variegate, nuovi ospiti e testi che molto spesso vanno oltre la soglia del demenziale, ma cosa più importante di tutte contiene una manciata di canzoni che sono sicuro che diventeranno futuri classici della band. Come non parlare quindi dei primi tre singoli con relativi videoclip estratti per promuovere il disco che sono sicuramente tra le punte di diamante di questo lavoro? “Tresure Chest Party Quest” è assolutamente esilarante e riesce ad unire perfettamente il lato folk e i classici assoli di tastiera (quelli non mancano mai in questo disco) degli Alestorm con le sonorità più moderne di cui abbiamo parlato prima. “Tortuga” è il mio brano preferito del disco e anche quello dove gli Alestorm hanno osato spingersi più lontani possibili dalla loro confort zone creando un pezzo con sonorità sempre diverse ma soprattutto mai sentite prima d’ora nei loro dischi…e che dire della parte rappata del capitano Yarrface? Da morire dalle risate! Senza contare il fantastico ritornello! A proposito di ritornelli… come non citare quello di “Fannybaws”?  Non ditemi che questo pezzo non diventerà un classico perché sarete poco credibili! Già mi immagino il botta e risposta con il pubblico; “who killed the mighty terror squid?” FANNYBAWS! “The greatest man who ever lived?” FANNYBAWS! Come non amare invece un pezzo che parla delle (dis)avventure di Christopher e la sua ciurma alla prese con un feroce alligatore? finirà tutto con un bel “Chomp Chomp” come da titolo ? In ogni caso questo è un pezzo più tirato, leggermente più power metal con la solita componente folk molto presente e con un ottimo assolo di chitarra che dona al brano una sferzata di metal classico fino a che la musica non si placa per un attimo lasciando spazio solo agli strumenti folk. Il finale è riservato al growl di Vreth dei Fintroll che appare come guest. Si continua su livelli di serietà sempre elevatissimi (vero?) con “Zombies Ate My Pirate Ship” che è un pezzo che a discapito del titolo è a livello musicale più serio e meno scanzonato, sempre piuttosto power oriented e abbastanza epico con la presenza per la prima volta nella discografia degli Alestorm di un passaggio di voce femminile. Peccato per il ritornello abbastanza anonimo. Invece udite udite! Il prossimo brano “Call Of The Waves” è un pezzo serio a tutti gli effetti! Ed è anche l’unico brano degli Alestorm che potrebbe essere stato pescato direttamente da “Capitain Morgan’s Revenge” in quanto si tratta di power metal allo stato puro! Bowes non l’ho mai sentito cantare in maniera così soffice e melodica come fa nella strofa e debbo dire che a suo modo questo pezzo mi ha sorpreso. Sembra quasi più un pezzo dei Gloryhammer rispetto ad uno degli Alestorm con un ritornello super epico ed un bel duello solistico tra chitarra e tastiera. Con un titolo come “Pirate’s Scorn” mi sarei aspettato qualcosa di tirato e invece ecco di nuovo la componente folk che fa capolino con il violino sempre presente di Ally Storch dei Subway To Sally (ennesimo guest del disco), mentre le linee vocali di Bowes tornano ad essere crude e più in linea col suo solito cantato che si contrappone a ritornello frizzante ed arioso in stile cantilena. Non manca nemmeno il pezzo super corto da poco più di un minuto che in questo caso risponde al nome di “Shit Boat (No Fans)” che ci riporta al rozzume lirico di “Fucked With An Anchor” dal precendente disco, con Bowes che minaccia di fare i suoi “bisogni” nelle navi dei suoi oppositori… che ci volete fare sono cose da pirata! “Pirate Metal Drinking Crew” sa tanto di anthem a livello puramente di titolo invece risulta essere uno dei momenti meno riusciti del disco. Per fortuna ci pensa “Wooden Leg Part 2 (The Woodening)” a riportare il platter su buoni livelli con quello che è il seguito del pezzo “Wooden Leg” (da cui questo secondo episodio riprende in parte la melodia del chorus originale) tratto dal disco del 2014 “Sunset On The Golden Age” ed è il vero pezzo epico del disco con una durata di oltre otto minuti e con tanto di blast-beats, grandi sinfonie e sfuriate power. Bowes ancora una volta risulta essere super convincente nel ruolo che deve recitare in questo pezzo portando a compimento il destino del “capitano dalla gamba di legno”.  La nostra avventura piratesca è quasi giunta alla fine ma non prima di gustarci “Henry Martin” una sorta di cantilena cantata in maniera cruda e sinistra da parte dello stesso Bowes.
Gli Alestorm di questo 2020 sono una garanzia come lo sono sempre stati. Anche con questo platter ci si diverte da matti con canzoni trascinanti, esilaranti, spassose, ma allo stesso tempo incredibilmente varie come mai lo sono state che sapranno accontentare palati molto diversi.  Speriamo di poterli rivedere presto on the road insieme a tutto il resto della scena musicale attuale! Ahoi!

VOTO: 7.5/10

Tracklist:

  1. Tresure Chest Party Quest
  2. Fannybaws
  3. Chomp Chomp
  4. Tortuga
  5. Zombies Ate My Pirate Ship
  6. Call Of The Waves
  7. Pirate’s Scorn
  8. Shit Boat (No Fans)
  9. Pirate Metal Drinking Crew
  10. Wooden Leg Part 2 (The Woodening)
  11. Henry Martin

Alestorm lineup:

  • Christopher Bowes – Vocals, Keytar
  • Gareth Murdock – Bass
  • Mate Bodor – Guitar
  • Peter Alcorn – Drums
  • Elliot Vernon – Keyboards