Alestorm: Pirati Scozzesi all’arrembaggio!!!


ALESTORM – “No Grave But The Sea”
– (2017- Napalm Records) –

Ritorno col botto per i nostri amati pirati ormai ex-scozzesi (dato i numerosi cambi di lineup che la band ha attraversato fino ad oggi, non ultimo l’abbandono del chitarrista Dani Evans nel 2015 sostituito dall’Ungherese Maté Bodor). Ciò che importa comunque è che la mente compositiva Christopher Bowes, è sempre presente e ispirato anche se perennemente diviso tra la sua band principale, gli Alestorm appunto, e il suo progetto più strettamente Power Metal: i Gloryhammer. Negli ultimi anni i nostri pirati hanno finalmente ottenuto il riconoscimento a livello di pubblico che meritavano specialmente in nord Europa e le loro uscite discografiche sono ormai costanti con un disco nuovo ogni 2/3 anni. “No Grave But The Sea” rilasciato sul mercato il 27 maggio (in contemporanea fra l’altro con l’uscita cinematografica del nuovo episodio della pluricelebrata serie “I Pirati dei Caraibi”) è il quinto tassello di una discografia che continua a mantenersi su livelli veramente buoni. Il loro mix di heavy metal, folk, tastiere e testi folli e spassosissimi, sempre incentrati su temi pirateschi e tutto ciò che gira intorno a quel modo sono garanzia di divertimento puro. E se è vero che i Running Wild già trattavano queste tematiche negli anni 80/90, agli Alestorm bisogna dare il merito di aver creato un sound veramente riconoscibile e unico soprattutto grazie a quella dimensione più allegra e spensierata che danno alla loro musica specialmente per via della voce di Christopher Bowes che con la sua marcata pronuncia Scozzese non può che strappare un sorriso e mettere di buonumore chiunque si appresti ad ascoltarli.
Passando al disco, a livello di sound le cose non sono cambiate molto dal precedente “Sunset On The Golden Age”cosi come dai pretendenti dischi della band anche se probabilmente i primissimi avevano una componete Power Metal decisamente più spiccata, componente che è andata un pochino perdendosi con i dischi a venire, a favore di riff più catchy e di stampo più heavy metal e una componente folk decisamente più preponderante. Si parte con la title-track, pezzo perfetto per aprire il disco con la sua rocciosità e i suoi riff serrati senza dimenticarsi di inserire nel ritornello delle soluzioni melodiche veramente vincenti! “Mexico” è uno dei pezzi più catchy del disco e anche uno dei migliori! Anche qui lo spirito è totalmente festaiolo e spensierato. Uno di quei pezzi che diventeranno un futuro classico della band. Con “To The End Of The World” si prosegue con un altro pezzo sullo stile della titletrack ma è con la successiva “Alestorm” che si ha il secondo highlight del disco. Stavolta non mancano le sorprese con il tastierista Elliot Vernon che si cimenta in uno scream piuttosto inatteso ma assolutamente riuscito e che si inserisce bene nel contesto anche qui festaiolo e allegro del brano “Rum, beer, quests and mead! These are the things that a pirate needs”. “Bar Und Imbiss” è uno dei pochi pezzi del disco che personalmente non mi entusiasma. Fortunatamente si arriva a un altro pezzo assolutamente folle come “Fucked with an anchor” (e già il titolo dice tutto). Una semi-ballad in pieno stile Alestorm che esplode in un ritornello anche qui perfetto per essere cantato a squarciagola da migliaia di fan tutt’intorno al globo. Con “Peglet Potion” si accelera per uno dei pezzi più Power Metal dell’intero album mantenendo sempre un atmosfera frizzante e allegra. “Man of the Pumps” ha una struttura leggermente più articolata con degli assoli di tastiera interessanti e un finale dal sapore drammatico.” Rage Of The Pentahook” a mio avviso non ha moltissimo da dire apparte per lo scream di Evans che compare per la seconda volta. Un altro buon pezzo che ci introduce alla conclusiva “Treasure Island” che con i suoi sette minuti abbondanti è il brano più lungo del disco, portandoci insieme a Chris e compagni in un’ultima avventura sull’isola del tesoro fatta di parti tiratissime , cori epici e qualche ottimo assolo di tastiera.
Concludendo questo “No Grave But the Sea” è un altro ottimo album in casa Alestorm che di certo non cambia le carte in tavola e non stravolge il loro sound ma che farà al caso di chi vuole passare un’ oretta di spensieratezza e divertimento assieme a dell’ottima musica. Poi per chi avesse comprato la deluxe edition, nel secondo cd vi aspetta una sorpresa…. “No Grave But The Sea…. For Dogs!” in pratica il disco strumentale dove al posto delle tracce vocali abbiamo l’intero disco “cantato” (o meglio abbaiato) da i nostri fedeli amici a quattro zampe! Vabbè su questo è meglio che non commento… ma solo gli Alestorm potevano uscirsene con una trovata del genere!

VOTO: 7,5/10

Tracklist:

  1. No Grave but the Sea
  2. Mexico
  3. To The End Of The World
  4. Alestorm
  5. Bar Und Imbiss
  6. Fucked With An Anchor
  7. Peglet Potion
  8. Man Of The Pumps
  9. Rage Of The Pentahook
  10. Treasure Island

ALESTORM lineup:

  • Christopher Bowes – lead vocals, keyboards
  • Peter Alcorn – drums
  • Gareth Murdock – bass
  • Máté Bodor –guitar
  • Elliot Vernon – keyboards, vocals

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