Al mio segnale… scatenate l’inferno!

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VV.AA. – “Metal Years Vol.1”
• (2015 – Celtic Moon Records) •

Licenziata dall’etichetta Celtic Moon Records, la compilation “Metal Years vol.1” ci dà in pasto diciotto brani che ci mostrano le armi di cui dispone la scena musicale romana.
I primi due brani sono di stampo hard rock, declinato in due chiavi diverse: i Sick N’ Beautiful propongono “Bigbigbiggun”, uno sleaze vizioso che strizza l’occhio, soprattutto come tipo di suoni, agli scandinavi Hardcore Superstar, il brano è divertente e bene suonato; gli Heavenue con “Don’t Stop Dreaming” si spostano su un lato più serio e carico di sentimento, un hard rock melodico di stampo USA fine anni ’80, di quelli suonati con il sudore e la polvere del deserto.
Gli Shock Proof, dopo questa doppietta hard rockeggiante, colpiscono con “Not A Stone”, un heavy/thrash attinto fortemente dalla trasformazione del genere negli anni ’90, con suoni più compressi e distorti, alternando scariche di energia a momenti più sofferti. Questo tipo di proposta però non rientra nei miei ascolti, per cui consiglio voi ascoltatori di farvi un parere con le vostre orecchie.
I Whisperz ci danno il primo prezzo propriamente heavy metal della compilation, con le chitarre che echeggiano i magici ‘80s, la batteria che viaggia su ritmi sostenuti in pratica per tutto il brano e il vocalist Falsone che interpreta con piglio e cattiveria il testo. E alla fine la chiave gira e la gabbia è chiusa.
Heavy Star: pensavo fossero una cover band di Heavy Pettin’ e Dark Star e invece sono preso a schiaffi da “Electric Overdrive”, un hard rock di metà anni ’80 dal suono selvatico e “caldo”, un buon lavoro per gli HS. Sembra di vederli far baccanali con Hanoi Rocks e compagnia!
I “cattiva reputazione”, ovvero i Bad Reputation, assaltano i padiglioni auricolari con un hard rock con tutti i crismi del genere, riff belli in evidenza e una batteria in 4/4 che marcia come un treno. Un brano direi classico, costruito proprio come si deve, con delle variazioni che passano dall’attacco quasi heavy a momenti decisamente virati sul rock & roll. Forse manca un po’ l’incisività più cruda che hanno tirato fuori i colleghi Heavy Star, ma “Not So Bad” cresce ascolto dopo ascolto.
Una scarica elettrica mi colpisce il cervello quando inizia “I See The World” dei veterani Way Out: un gran pezzo heavy metal eroico e genuino, con le chitarre che rielaborano la lezione della NWOBHM e la batteria che martella con l’accompagnamento della campana del ride, e una buona performance vocale, un po’ filtrata dall’heavy/power anni ’90 ma comunque convincente.
Si continua con l’HM, stavolta cantato in italiano e con tinte di rock italiano: si tratta degli S.O.S. e del loro “La Soglia Del Dolore”, con riff molto “spessi” e molto “priestiani”, un drumming cadenzato e incombente, un cantato che più verso il rock che il metal ma eseguito bene e con il giusto piglio, tra aggressività e cinismo con cui condanna i vizi della società odierna, topic un po’ abusato ma ben trattato dagli S.O.S..
Tocca ai Graal, il cui brano è “Stickin’ With You”, e si respira di nuovo aria NWOBHM, quando l’heavy metal stava nascendo e ancora l’hard rock della decade precedente era assai presente in questa nuova musica, regalando una canzone che si trova in perfetto equilibrio tra i due generi, un po’ come facevano i Samson tra il ’79 e l’81. Sarà l’effetto del wah-wah e dall’andamento soffuso e bluesy che il brano alterna ai passaggi più duri, unitoa ll’accompagnamento di tastiere.
I Rebel Tango suonano assai più moderni, un heavy molto squadrato dalle venature hard e una voce più epica e declamatoria, una densa base ritmica sorregge le incisioni delle chitarre e l’interpretazione vocale, una delle migliori del platter.
Con i Lipstick si torna su lidi più classici, un heavy metal giocato su 4/4 e galoppate di gruppo, un cantato melodico intenso e coinvolgente. I solos non si perdono in fronzoli, ma si distinguono stilisticamente e vanno diritti a incidere le carni. Bravi Lipstick.
I Way Out non sono i soli veterani della compilation: è arrivato il momento dei bombardieri capitolini, i Messerschmitt! Il brano è “Kamikaze” e alla voce troviamo nuovamente Flavio Falsone, che ci guida nelle gesta del pilota pronto all’estremo sacrificio con un’espressività carica di pathos, mentre le chitarre macinano riffs battaglieri. Un brano ardimentoso e drammatico, in cui si avverte la stoffa della band.
Tutt’altra storia con gli Anno Mundi: la band ci accompagna nei meandri del doom con forti innesti anni ‘70, un pezzo davvero godibile. La voce è davvero calda e narra di un uomo che attende il suo processo, in un misto di melanconia e momenti di sfogo struggente, ben evidenziati dal reparto strumenti.
I Dr. Speed presentano il brano “Libri”, un pezzo rock dritto e cadenzato, in cui spicca la prestazione vocale anche per il testo cantato in italiano. Purtroppo, il brano mi sembra un po’ monotono.
Tuoni, pioggia e campane in lontananza, una motocicletta che si mette in moto e sfreccia lontano… i Mindcrime percorrono sentieri decisamente più pesanti dei Dr. Speed: un heavy d’ispirazione Judas Priest con un intermezzo melodico per far rifiatare l’ascoltatore prima di sparargli in faccia un solo chitarristico carico d’anima. Dal brano traspare l’impegno profuso dalla band nel diffondere il verbo del metallo.
Dopo 15 brani canonici, fa capolino un pezzo interamente strumentale! Il chitarrista Frank Marrelli con la sua sei corde ci fa viaggiare tra “miglia e anni” (“Miles And Years”).
Un altro pezzo spiazzante è il successivo: addirittura un blues! Freddy Rising nella canzone ci parla del rapporto tra l’uomo e la musica, tutto sostenuto da, appunto, un blues che mi ricorda molto i migliori Led Zeppelin, e penso proprio che questo sia un complimento!
Fulmen in cauda, i Milf con “Nun M’Arendo” ci dimostrano che si possa essere bravi e cazzoni allo stesso tempo: una canzone suonata in maniera molto professionale e convinta, che punta a divertire e ci riesce in pieno, un’attempata signora che ancora desidera soddisfare le sue voglie ci racconta in prima persona cose le piace di più…
Nel complesso, “Metal Years vol.1” è una compilation variegata ma coerente, che ci illustra le diverse sfumature e tendenze della musica rock spaziando dall’heavy metal fino al blues, senza negarci un episodio di assoluta ironia e irriverenza.

 

Tracklist:
01. Sick n’ BeatifulBigbigbiggun
02. HeavenueDon’t Stop Dreaming
03. Shock ProofNot A Stone
04. Whisperz The Cage
05. Heavy StarElectric Overdrive
06. Bad ReputationNot So Bad
07. Way OutI See The World
08. SosLa Soglia Del Dolore
09. Graal Stickin’ With You
10. Rebel TangoStriptease
11. LipstickNightwolf
12. Messerschmitt Kamikaze
13. Anno MundiPending Trial
14. Dr. SpeedLibri
15. MindcrimeLife On The Run
16. Frank MarrelliMiles And Years
17. Freddy RisingVecchio Blues
18. MilfNun M’arendo
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