Ted Kirkpatrick: il doom dentro di noi

ted kirkpatrick black sabbath tribute 2016
TED KIRKPATRICK – “The Doom In Us All: A Tribute To Black Sabbath”
• (2016 – Pathogenic Records) • 

Perché nel 2016 si dovrebbero ancora pubblicare dischi con cover dei vecchi brani dei Black Sabbath? Presumendo che i nostri lettori non siano affezionati al Festival di Sanremo, la domanda su questo sito assume un significato ben preciso: è giusto oggi dedicare tempo e denaro a ripresentare brani entrati nella storia del genere da più di 40 anni? La risposta è indubbiamente: “Sì, è giusto”.
I motivi possono essere tanti, sia per chi produce che per l’ascoltatore, ma alla fine sono riducibili a un paio. Da una parte rendere omaggio al gruppo che più di ogni altro incarna l’archetipo di band “heavy metal” e che ha influenzato praticamente chiunque li abbia seguiti, dall’altra la voglia di allargare questa eredità agli ascoltatori più giovani i quali spesso e volentieri sono “distratti” dalle sonorità che gli sono più vicine temporalmente, spesso dimenticando che il rock’n’roll, ovvero quello che ascoltiamo da Chuck Berry in poi, è sempre stato il frutto della memoria stilistica di chi forma un gruppo, e che si inizia ascoltando e suonando pezzi di altri, poi su quello si continua e così di affina il proprio stile.
Il lavoro che stiamo presentando, intitolato “The Doom in Us All: A Tribute to Black Sabbath”, è stato prodotto e suonato interamente da Ted Kirkpatrick, noto ai più per il suo progetto con la band di rock cristiano Tourniquet, e da Doug Pinnick dei King’s X, rispettivamente nei ruoli di batterista/chitarrista e bassista, accompagnati nei vari brani da diversi ospiti. L’accostamento “rock cristiano” con i Sabbath è una cosa che potrebbe sembrare alquanto stravagante, ma dato che la band di Birmingham non si è mai professata “satanista”, pur giocando con l’ambiguità della propria immagine, il problema non si pone proprio e del resto se uno dovesse limitare l’ascolto di musica basandosi solo sulla qualità dei testi, allora probabilmente non rimarrebbe molto da ascoltare!
Le preferenze di Ted Kirkpatrick sui pezzi da pubblicare in questa raccolta sono andate verso gli album del ’70-’71 “Paranoid” e “Master of Reality”, un must per chiunque abbia a cuore il genere e si potrebbe dire il punto seminale dello stesso. Si parte con “War Pigs”, e il suo potentissimo riffone iniziale e la prima cosa che si nota se si è ascoltato molto l’originale, è la tonalità più profonda dovuta probabilmente all’uso di chitarre a 7 corde dove la nota più bassa è un SI invece del MI con l’accordatura standard, un impianto molto doom, e del resto è proprio questo lo scopo dell’operazione, visto anche il titolo “The Doom in Us All”. La modernità del sound offre una chiave di lettura diversa, ma sempre molto heavy, laddove altri tentativi anche di 20 anni fa (uno su tutti quello del 1989 dei Faith No More) sono stati uniformati in qualche modo al genere di chi li presentava. In questo caso però la parola d’ordine è “uniformità” e infatti il disco procede con “Into The Void” senza cambiare sound generale, come spesso accade a produzioni miste di altre compilation tributo, e dove il cantante diventa Corey Glover dei Living Colour, una voce della quale si può parlare solo che bene e che ben si presta a quello che era l’ultimo brano di “Master of Reality”. La successiva “Lord Of This World” conferma le intenzioni bellicose di Kirkpatrick che rispettano comunque l’originale, così come in “Electric Funeral” dove anche la voce di Eric Wagner viene trattata come sul disco del ’70. A conclusione di questo lavoro troviamo la strumentale “Embryo”, che fa da apertura a “Children OF The Grave”, con il suo classico intro incalzante di chitarra accompagnato dai timpani. Qui il cantante è Tim Ripper Owens, ex Judas Priest, ed in certi punti (uno in particolare) si sente la differenza con la voce di Ozzy, ma il tutto è inserito sempre a piccole dosi e sempre con il massimo rispetto.
Alla fine si può dire che vale la pena ascoltare “The Doom in Us All: A Tribute to Black Sabbath”. Magari le vostre orecchie all’inizio si chiederanno il perché, come abbiamo fatto noi, ma dopo l’iniziale colpo di rullante che dà il via all’operazione e soprattutto dopo qualche ascolto, quello che rimane è il fatto che sia un lavoro uniforme con un sound moderno che magari potrà non essere gradito a tutti, ma in cui gli originali sono sicuramente rispettati. Di conseguenza l’approccio di Kirkpatrick è da considerare un vero tributo che nasce evidentemente da una vera passione per il “doom dentro di noi”.

Tracklist:

  1. War Pigs
  2. Into The Void
  3. Lord Of This World
  4. Electric Funeral
  5. Embryo
  6. Children Of The Grave

Lineup:

  • Ted Kirkpatrick (Tourniquet) – Drums, Guitars
  • Dug Pinnick (King’s X) – Bass

Credits:

WAR PIGS –
• Chris Jericho (Fozzy) – Vocals;  • Scotti Hill (Skid Row) – Lead Guitar

INTO THE VOID –
• Corey Glover (Living Colour) – Vocals

LORD OF THIS WORLD –
• Trevor McNevan (Thousand Foot Krutch) – Vocals; • Bruce Franklin (Trouble) – Lead Guitar

ELECTRIC FUNERAL –
• Eric Wagner (The Skull) – Vocals

EMBRYO –  instrumental

CHILDREN OF THE GRAVE –
• Tim Ripper Owens (ex-Judas Priest) – Vocals; • Karl Sanders (Nile) – Lead Guitar

.

____________________________________________________