WITHIN TEMPTATION- Raising the banners of Symphonic Metal!

WITHIN TEMPTATION + BEYOND THE BLACK
live @ Fabrique Live Club, Milano
– Sabato 15 Dicembre 2018 –

 

LIVE REPORT –

È stato un dicembre memorabile per i fan del Symphonic Metal… milanesi e non…. Difatti dopo appena dieci giorni dall’indimenticabile concerto dei Nightwish al forum di Assago ecco che tornano in Italia dopo ben quattro anni di assenza un altro dei colossi del genere; gli olandesi Within Temptation! Supportati dai tedeschi Beyond The Black, in un gremitissimo Fabrique Live Club, la serata si preannuncia un trionfo sin dalle prime battute! Ecco a voi il resoconto della serata …

Beyond The Black
Sono le otto in punto quando i tedeschi Beyond The Black fanno il loro ingresso sul palco. La band non ha bisogno di presentazioni e si è già fatta le ossa negli ultimi anni grazie a qualche tour europeo di spalle a band del calibro di Epica e altri, oltre alle varie partecipazioni al Wacken Open Air che ha visto la band praticamente sempre nel bill del prestigioso festival tedesco sin dall’edizione del 2014. Non male per un gruppo con all’attivo appena tre album! La band, costruita attorno alla bravissima e bellissima Jennifer Haben propone un Symphonic Metal molto catchy e easy listening, senza grosse pretese ma che tutto sommato si ascolta volentieri e live fa la sua bella figura. La band promuove il suo nuovo disco uscito proprio quest’anno “Heart Of The Hurricane” (qui la recensione), un album che rispetto ai precedenti mantiene la componente sinfonica del sound ma risulta essere più guitar-oriented come dimostra la title-track del disco posta in apertura del concerto. Si prosegue con un’altra title-track, “Lost In Forever”, questa volta dal secondo album per poi passare alla più oscura “When Angels Fall” supportata da delle parti in growl da parte di uno dei due chitarristi. La band che è stata totalmente rivoluzionata da due anni a questa parte (lasciando la Haben come unico membro originario del gruppo) appare coesa e sicura di se sul palco. Jennifer nonostante la giovanissima età dimostra la sua ineccepibile validità come frontwoman ed inevitabilmente catalizza quasi completamente le attenzioni del pubblico. Sul retro del palco è posto uno schermo dove appare il logo della band con un contorno animato da pipistrelli che svolazzano attorno ad esso ; un bel colpo d’occhio che aiuta ad immergersi nell’atmosfera delle canzoni. “In The Shadows” è il pezzo più conosciuto e che ha ottenuto il maggior consenso dal pubblico italiano essendo anche stato il primo singolo e primo videoclip girato dalla band ai tempi del loro primo album “Songs Of Love And Death” del 2015. Segue “A Million Lightyears” introdotta da una bella e calda voce in pulito di uno dei due chitarristi che ci porta alla frizzante e “danzereccia” “Shine And Shade” dove il pubblico salta e balla al ritmo del pezzo fino ad arrivare alla conclusiva “Halleluja”, pezzo decisamente più tirato e molto apprezzato dal sottoscritto. Buona performance, peccato solo per la mezz’ora scarsa messa a disposizione della band che essendo stato l’unico gruppo di supporto avrebbe potuto suonare almeno un paio di pezzi in più.

Setlist:

  1. Heart Of The Hurricane
  2. Lost In Forever
  3. When Angels Fall
  4. In The Shadows
  5. A Million Lightyears
  6. Shine And Shade
  7. Halleluja

BEYOND THE BLACK lineup:

  • Jennifer HabenVocals
  • Chris Hermsdorfer – Guitar
  • Tobi Lodes – Guitar
  • Stefan Herkenoff – Bass
  • Kai Tscierschky – Drums

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Within Temptation
È finalmente giunto il momento della band di Sharon den Adel & Co che dopo qualche anno di assenza dai nostri palchi trova ad accoglierli un pubblico numeroso e caloroso che ha praticamente riempito il Fabrique di Milano. La band olandese dopo vent’anni di onorata carriera sembra essere all’apice del proprio successo e stasera ci presenterà ben cinque estratti dal nuovo album “Resist” in uscita febbraio. Il disco doveva originariamente uscire il 14 dicembre a ridosso della data del concerto milanese ma alcune vicissitudini hanno fatto slittare la release date. A questo punto mi chiedo se ha avuto senso la scelta da parte della band di promuovere comunque le nuove canzoni per forza di cose non ancora conosciute dal pubblico (eccetto per i due singoli estratti fin ora “The Reckoning” e “Raise Your Banner” disponibili su Youtube e le varie piattaforme di streaming), piuttosto che favorite qualche vecchio classico. Ai fan la risposta al quesito… quello che è sicuro è che questi nuovi pezzi hanno una dimensione sonora diversa rispetto al classico sound dei Within Temptation essendo più elettronici , d’impatto e meno sinfonici e questo fattore li rende una vera bomba in sede live e riuscendo comunque a non stonare con il resto del repertorio proposto. I nostri, nonostante la larghezza non eccessiva del palco riescono comunque a portarsi dietro un bel maxischermo dove proietteranno i filmati che accompagneranno la musica della band durante questa serata. Non mancano nemmeno le smoke-machines e i soliti giochi di luce. Un’esperienza visiva che si amalgama alla perfezione con la musica permettendoci di goderci al massimo l’esperienza del concerto di stasera. Dopo i due singoli apripista che presentano il nuovo album la band ci propone un altro pezzo estratto dal nuovo disco e ancora non ufficialmente rilasciato, “Endless War” che si muove anch’esso sulle coordinate sonore dei due precedenti pezzi. “In The Middle Of The Night” scalda gli animi portandoci indietro al disco “The Unforgiving” del 2011 con un pezzo veloce e ritmato (quasi power metal), mentre il chorus di “Shot In The Dark” dal medesimo disco viene cantato a squarciagola dal pubblico. Le atmosfere più cupe e malinconiche di “Stand My Ground” ci riportano indietro di quasi 15 anni a quel “The Silent Force” che fu uno dei dischi cardine per il successo planetario della band. Altro pezzo cardine dalla band olandese è “Paradise (what about us?)” dove come di consueto, viene proiettato sul maxischermo il video del pezzo lasciando in playback le parti originariamente cantate da Tarja Turunen. Stessa cosa verrà fatta per “What Have You Done” molto più avanti nella serata, dove anche qui le vocals di Keith Caputo originariamente presente nel brano vengono anch’esse lasciate in playback. Mi chiedo se questa scelta sia la migliore, oppure non sia meglio optare per riproporre le voci dei vari guest dal vivo senza parti in playback. “Supernova” e “Mercy Mirror” sono altri due estratti dal nuovo “Resist” in uscita a febbraio; la prima, appare il pezzo più convincente tra i nuovi estratti, la seconda, è una delle numerose ballad proposte stasera che spezzeranno il rimo del concerto e daranno modo di rifiatare alla band. Verranno infatti proposte “All I Need” e “Forgiven” (oltre che alla già citata “Mercy Mirror”), inoltre avremo anche una quarta ballad di cui parleremo tra poco e che risulta essere una vera e propria sorpresa! La prima parte del concerto continua tra le varie e immancabili “Faster”, “The Heart Of Everything” e “Mother Earth” oltre che “The Promise” vera e propria sorpresa riservata a questo tour. Il pezzo cantato magistralmente da Sharon con una timbrica vocale che riesce a replicare piuttosto fedelmente la versione trovata sull’album “Mother Earth” del 2000 mostra la versatilità della singer olandese che riesce a districarsi tra un approccio alle parti cantati più “Pop” come in “Faster” per esempio , fino ad arrivare a pezzi più datati come questa dove lo stile è più tendente al “classico”. Insomma gli anni passano ma Sharon rimane in forma smagliante sia a livello vocale che fisico non perdendo mai nemmeno un grammo del carisma che l’ha sempre contraddistinta e rimanendo una delle voci femminili migliori e più riconoscibili del panorama Metal attuale. Il resto della band fa il suo compito degnamente con Stefan Helleblad in pianta stabile come chitarrista della band in sede live sostituendo il marito di Sharon, Robert che da qualche anno non partecipa più ai tour del gruppo. Dopo “Mother Earth” la band esce dal palco per qualche minuto e torna per concedere meritato encore ai fans che non hanno mai smesso di sostenere il gruppo olandese per tutto il concerto. La già citata “What Have You Done” è seguita dalla sorpresa di cui parlavamo prima; una versione acustica di “Ice Queen”. Il pezzo viene abbastanza stravolto rispetto all’originale che è un brano che la band ha suonato per anni e anni nella sua versione originale e che questa volta ha voluto riadattare in una chiave diversa. La fine del concerto è riservata a “Stairway To The Skies” con un bambino tra il pubblico che viene fatto salire sul palco e che molto timidamente prova a cantare alcune parole del brano aiutata da una dolcissima Sharon che cerca di metterlo più a suo agio possibile. Il concerto si chiude così, alla grande! Coraggiosa è stata la volontà da parte della band di proporre tanti brani da un disco non ancora uscito, la scelta di escludere molti classici come “Iron” “Angels” e “Our Solem Hour” e quella di ri arrangiare in maniera cosi diversa uno dei loro brani più amati in assoluto (“Ice Queen”). D’altronde oggi come oggi i Within Temptation possono permettersi di tutto, anche quella di rischiare qualcosina davanti a una fanbase così numerosa come quella che hanno faticosamente costruito in questi anni. Prendere o lasciare!

Setlist:

  1. Raise Your Banner
  2. The Reckoning
  3. Endless War
  4. In The Middle Of The Night
  5. Stand My Ground
  6. All I Need
  7. Paradise (What About Us?)
  8. Supernova
  9. Shot In The Dark
  10. The Promise
  11. The Heart Of Everything
  12. Mercy Mirror
  13. Faster
  14. Forgiven
  15. Mother Earth
  16. What Have You Done
  17. Ice Queen (acoustic)
  18. Staiway to The Skies

WITHIN TEMPTATION lineup:

  • Sharon den Adel – Vocals
  • Ruud Adrianus Jolie – Guitar
  • Stefan Helleblad – Guitar
  • Martijn Spierenburg – Keyboards
  • Jeroen van Veen – Bass
  • Mike Coolen – Drums