Whitesnake – live… in the heart of the castle

WHITESNAKE + AIRBOURNE + THE ANSWER
live @ Castello Scaligero, Villafranca di Verona (Vr)
– giovedì 14 luglio 2016 – 

 

LIVE REPORT •

In questi ultimi giorni la Purple Family sta dominando le scene italiane: dopo le tinte “Profondo Porpora” che hanno colorato Brescia, eccoci approdare il giorno successivo a Verona, e precisamente a Villafranca, dove nella splendida cornice del Castello Scaligero si esibirà un altro ramo della numerosa famiglia. Stiamo parlando degli Whitesnake di David Coverdale, che per due date saranno ospiti del Bel Paese: due appuntamenti con la band britannica assolutamente imperdibili per tutti gli appassionati di rock duro.

The Answer
Si parla esclusivamente anglofono quest’oggi, infatti ad accogliere il numeroso pubblico presente sono i nord irlandesi The Answer. Ma non è solo una questione di lingua, il loro sound ci riporta indietro nel tempo a quel british rock settantiano con forti venature blues che ha visto protagonisti gruppi quali Led Zeppelin, Free e Bad Company. E l’accostamento non è casuale.
The Answer è una band robusta, grintosa, che riesce a creare, anche se per pochi brani, un set veramente interessante, con pezzi che lasciano il segno come “Under The Sky” o “Come Follow Me”, proponendo un sound diretto, senza fronzoli, marcatamente rock e con delle armonizzazioni  accattivanti che conquistano il pubblico. Tanti infatti saranno gli applausi rivolti a loro a fine show e molta anche la gente che si metterà in fila al banco del merchandise per salutarli, complimentarsi e bere una birra insieme a loro.
Cormac Neeson è cantante di razza, voce roca al punto giusto, come tradizione rock vuole, ma sa anche essere intenso e profondo come su “Thief Of Light”, brano inedito che probabilmente sarà sul loro prossimo lavoro in uscita ad ottobre. Ma anche il resto del gruppo non è da meno: Michael Waters al basso e James Heatley alla batteria costituiscono una sezione ritmica solida e compatta sulla quale Paul Mahon, senza eccedere in inutili virtuosismi, può sciorinare assoli incisivi e penetranti, fatti con gusto assoluto. Insomma: un perfetto gioco di squadra dove ognuno fa la sua parte senza lasciarsi andare in protagonismi che nuocerebbero ad una band così coesa.
Purtroppo il tempo è tiranno e così chiudono la loro performance, dopo solo cinque  brani, con quella che sarà la titletrack del loro nuovo album: “Solas”. Bisognerà attendere dicembre per poterli rivedere di nuovo live: noi saremo qui ad aspettarli.

Setlist:

  1. Under The Sky
  2. Come Follow Me
  3. Preachin’
  4. Thief Of Light
  5. Solas

THE ANSWER lineup:

  • Cormac Neeson – Vocals
  • Paul Mahon – Guitar
  • Michael Waters – Bass
  • James Heatley – Drums
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foto:
 Stefania Marchi

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Airbourne
Ed ora la tensione sale, l’atmosfera si fa elettrica: braccia al cielo… horns up… tutti pronti a saltare e ballare al ritmo indemoniato degli Airbourne!
Il tema di “Terminator 2” dà il via a quello che sarà uno show adrenalinico ed esplosivo, perché ogni volta che gli australiani salgono su un palco il divertimento è garantito! Non c’è via di scampo: tutti sono coinvolti dal ritmo di pezzi come “Ready To Rock” o “Chewin’ The Fat”; non si riesce a stare fermi sulle note di “Girls In Black” o di “Black Dog Barking”. La loro musica è come una febbre: ti sale dentro e ti porta all’ebollizione e non c’è cura… si viene presi dall’inarrestabile vortice del loro sound e ci si continua a muovere all’impazzata. Ecco: questi sono gli Airbourne, una band dallo stile fortemente ispirato a quello dei loro connazionali Ac/Dc, dai quali però traggono solo la parte migliore, quella più succosa, quella dell’era Bon Scott, tanto per capirci. Il merito degli Airbourne è quello di dare una ventata di freschezza a quel sound che, all’epoca, fece grande la band di Angus Young e difatti, in alcuni momenti, sembra di rivedere il giovane Angus sullo stage, con uno scatenatissimo Joel O’Keeffe che scorazza in lungo e largo sulla scena, imitando anche il famoso “duck walk” mentre accenna a “Paranoid” dei Black Sabbath ed omaggia gli Ac/Dc con qualche riff di “Tnt”, per poi fare un’escursione in mezzo al pubblico suonando la chitarra sulle spalle di qualche roadie (vi ricorda qualcosa?).
La loro è una forza travolgente, che non lascia scampo, si viene colpiti da quest’onda sonora e ci si fa trasportare nel loro mondo fatto solo di grezzo e rude rock’n’roll, inesauribile fonte della loro carica d’energia. Che dire di più? Semplicemente dirompenti!

Setlist:

  1. Ready To Rock
  2. Too Much, Too Young, Too Fast
  3. Chewin’ The Fat
  4. Diamond In The Rough
  5. Girls In Black
  6. Cheap Wine & Cheaper Women
  7. Breakin’ Outta Hell
  8. Stand Up For Rock ‘n’ Roll
  9. Live It Up
  10. Runnin’ Wild

AIRBOURNE lineup:

  • Joel O’Keeffe – Vocals/Lead Guitar
  • David Roads – Guitar
  • Justin Street – Bass
  • Ryan O’Keeffe – Drums
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foto:
 Stefania Marchi

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Whitesnake
Le operazioni di cambio palco procedono in maniera ineccepibile, finora tutti gli orari sono stati rispettati come da programma. Sul fondo della scena campeggia la grande scritta Whitesnake: finalmente è il grande momento!
Al grido di “Make some fucking noise”, nel tripudio generale, fa il suo ingresso Sir David Coverdale: occhi puntati sul carismatico singer che, sfoggiando una camicia bianca con tanto di bandiera italiana stampata sopra, diventa l’indiscutibile ed unico protagonista della serata.
E si parte con “Bad Boys”, in un’esplosione di suoni e colori che illuminano tutta la location e danno il via ad uno show che sarà veramente magnifico.
Uno dopo l’altro gli Whitesnake propongono brani che hanno segnato la loro storia, da “Slide It In” a “Love Ain’t No Stranger”, oppure da “The Deeper The Love” a “Fool For Your Love”, cantate a squarciagola da un pubblico che segue con passione e trasporto ogni singola nota che viene dal palco, senza lasciarne sfuggire una, pronto a catturare ogni momento di questa magica serata.
David sembra essere in forma: da grande anfitrione fa gli onori di casa e ci accoglie nel suo mondo, e da navigato showman ci incanta con la sua presenza scenica; ci accarezza delicatamente con la sua voce calda e graffiata, come su “Ain’t No Love In The Heart Of The City”, per poi darci una bella scossa quando il brano pian piano sfuma verso la più massiccia (e zeppeliniana) “Judgement Day”.
Ma sul palco non c’è solo Coverdale, da sempre il cantante britannico si circonda di musicisti di grande spessore: il fido Reb Beach e il nuovo affiliato Joel Hoekstra su ogni pezzo danno un saggio della loro infinita classe, per poi illuminarci con i loro rispettivi solos spaziando tra elettrico ed acustico con una disinvoltura veramente disarmante. Chapeau!
E c’è spazio anche per il “tecnologico” solo di basso del bravissimo Michael Devin, che poi lascia campo libero ad un funambolico Tommy Aldrige per un assolo di batteria che ha dell’incredibile: tra volteggi di bacchette ed acrobatiche evoluzioni sulle percussioni, Tommy ci lascia tutti a bocca aperta, in particolare quando comincerà a suonare a mani nude colpendo piatti e tamburi con tutta la sua forza. Strabiliante!
Anche Michele Luppi fa la sua parte: tra tastiere, cori, raddoppi vocali il nostro simpatico e sempre sorridente Michele merita gli applausi dei suoi connazionali.
La delicatezza di “Is This Love” ci avvolge come un caldo abbraccio: tutti a cantare questa che da sempre è una delle canzoni romantiche più belle della musica rock.
Il tempo passa inesorabilmente e ci si avvia ormai verso la conclusione: “Here I Go Again” è il brano con cui chiudono il loro set e lasciano momentaneamente il palco, per poi tornare a salutarci con la monumentale “Still Of The Night” che mette la parola fine ad una prestazione maiuscola di una band intramontabile.
Al prossimo morso del Serpente Bianco!

Setlist:

  1. Bad Boys
  2. Slide It In
  3. Love Ain’t No Stranger
  4. The Deeper The Love
  5. Fool For Your Loving
  6. Ain’t No Love In The Heart Of The City / Judgement Day
  7. Guitar Solo
  8. Slow An’ Easy
  9. Bass Solo
  10. Crying In The Rain / Drum Solo
  11. Is This Love
  12. Give Me All Your Love
  13. Here I Go Again
  14. Still Of The Night

WHITESNAKE lineup:

  • David Coverdale – Vocals
  • Reb Beach – Guitars
  • Joel Hoekstra – Guitars
  • Michael Devin – Bass
  • Tommy Aldridge – Drums
  • Michele Luppi – Keyboards
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foto:
 Stefania Marchi