VUUR – La verità universale

VUUR + VOTUM
live @ Magazzini Generali, Milano
– sabato 24 febbraio 2017 –

 

 

LIVE REPORT •

Chi ha avuto modo di esplorare almeno in parte la poliedrica produzione musicale di Anneke van Giersbergen sarà d’accordo con me: l’instancabile musicista olandese ha il dono di trasformare in oro tutto ciò che tocca, un po’ come re Mida. Non fanno eccezione i Vuur, band “heavy progressive” nata appena due anni fa ma già forte di numerosi successi e consensi di critica e pubblico. Dopo una tappa iniziale in Italia lo scorso dicembre come supporter degli Epica, i Vuur sono tornati questa volta con uno show da headliner. Piccola anticipazione: definirlo fantastico è un eufemismo!

Votum
I supporter per questo tour europeo sono i Votum, band polacca attiva dal 2003. Si definiscono progressive rock/metal sperimentale, ma trovo che questa definizione sia ancora troppo “riduttiva” per la loro proposta musicale. I brani, quasi tutti tratti dall’ultimo album “Ktonik” (2016), alternano momenti di esplosione heavy a sonorità rarefatte quasi ambient, il tutto accompagnato dalla potentissima e decisamente particolare interpretazione del frontman Bartosz Sobieraj. L’esibizione ha un carattere piuttosto intimo (sottolineato anche dall’illuminazione cupa e dall’uso frequente del fumo) e poco improntato al coinvolgimento del pubblico, ma nonostante questo i Votum riescono a catalizzare l’attenzione strappando più di un caloroso applauso. Trovo che puntare su questa band in apertura sia stata un’ottima scelta: i ragazzi hanno talento e tengono il palco egregiamente, oltre a proporre un sound davvero interessante. Dispiace quindi il fatto che molti non abbiano avuto modo di vederli, dal momento che l’ingresso è stato anticipato di quasi un’ora senza preavviso.

Setlist:

  1. Simulacra
  2. Void
  3. Prometheus
  4. Satellite
  5. Prey
  6. Vertical
  7. Spiral

VOTUM lineup:

  • Bartosz Sobieraj – Vocals
  • Zbigniew Szatkowski – Keyboards
  • Piotr Lniany – Guitar
  • Adam Kaczmarek – Guitar/Backing vocals
  • Bartek Turkowski – Bass
  • Adam Łukaszek – Drums

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VUUR
Piccola premessa: ammetto che dopo aver assistito allo show dei Vuur dello scorso anno non ero rimasta particolarmente entusiasta. Riconoscevo certamente il talento della band, ma i brani in sè non erano riusciti a catturarmi né a lasciarmi incantata come invece è successo questa volta. Ho poi capito il motivo: “In This Moment We are Free – Cities” è un album che richiede diversi ascolti e riletture dei testi prima di essere assimilato totalmente, prima di coglierne tutte le sfumature e la complessità compositiva. In vista della data di sabato ho quindi approfondito l’intero album e questa seconda esperienza dal vivo non solo mi ha completamente stregata, ma è anche stata capace di emozionarmi fino alle lacrime.
Il quintetto olandese entra in scena accolto da grande calore. Alle chitarre troviamo Jord Otto, ex ReVamp, e Ferry Duijsens, già noto ai fan di Anneke per la sua partecipazione al progetto Gentle Storm; dietro le pelli siede invece Ed Warby, ex batterista dei Gorefest e frequente collaboratore di Arjen Lucassen. Manca all’appello il bassista Johan van Stratum (ex Stream of Passion, Gentle Storm), che ha dovuto abbandonare il tour per problemi familiari. Al centro del palco, brillante di luce propria, Anneke van Giersbergen. La cantante fa volare la sua splendida voce su linee melodiche vorticose senza sbagliare un colpo, ipnotizzando letteralmente il pubblico come farebbe una sirena. La mia attenzione è sempre portata a concentrarsi sulla sua carismatica figura, ma non manco di notare l’ottimo lavoro degli altri musicisti. Jord e Ferry eseguono in modo preciso le intricate melodie dell’album, e non mancano di cercare il contatto con il pubblico o interagire con Anneke. L’interazione è continua anche con il pubblico, che viene spesso ringraziato e reso partecipe di intermezzi “comici”. Non so quale sia stato il migliore fra Anneke che tenta di accordare un ukulele con l’aiuto del tecnico del suono (“You hear that? It’s all fucked up, man!” tra le risate generali) e l’imitazione dell’olandese medio ai concerti: a braccia incrociate, che dondola appena a ritmo la testa, con un bicchiere di birra in mano.
La scaletta di questo tour, come dichiarato da Anneke stessa, è stata studiata in modo da avere un giusto equilibrio fra le nuove canzoni e quelle di repertorio, ma anche fra sound heavy e ritmi più rilassati. Troviamo quindi un quadro variopinto contenente brani dall’energia travolgente come “My Champion – Berlin” e “Days Go By – London”, le immancabili cover dei The Gathering (“On Most Surfaces” e “Strange Machines”, accolte da un pubblico entusiasta), una vecchia conoscenza dei Gentle Storm (“The Storm”), la cupa e cadenzata “Time – Rotterdam”, la sferzata di positività targata Devin Townsend, “Fallout”. Graditissimo l’inserimento a metà concerto di un miniset acustico, in cui il palco si è svuotato ed è rimasta soltanto Anneke con la sua chitarra. Sono stati eseguiti “Like a Stone” degli Audioslave (sentito omaggio a Chris Cornell) e “Valley of the Queens” degli Ayreon, e anche se non mi sono voltata a guardare i volti del pubblico sono sicura che in quel momento l’intero parterre era a bocca aperta come me, ipnotizzato dalla voce ultraterrena di una delle migliori cantanti in circolazione. Quelle che io definisco le due perle della serata invece sono state collocate verso la fine. La prima è “Freedom – Rio”, incantevole e malinconica power ballad di un’emozione unica, amplificata a dismisura (non nego di essermi commossa) dalla dimensione live. Ad accompagnarci infine verso la conclusione di un concerto meraviglioso si fanno strada le note di “Reunite! – Paris”. Una canzone che con un testo pieno di amore e speranza conclude il piccolo viaggio emozionale dei Vuur e ci dà la buonanotte con la frase che considero il cuore dell’album stesso: “the universal truth is to love fearlessly”.

Setlist:

  1. Time – Rotterdam
  2. My Champion – Berlin
  3. On Most Surfaces (The Gathering cover)
  4. The Martyr and the Saint – Beirut
  5. The Storm
  6. Like A Stone (Audioslave cover)
  7. Valley Of The Queens (Ayreon cover)
  8. Freedom – Rio
  9. Days Go By – London
  10. Your Glorious Light Will Shine – Helsinki
  11. Strange Machines (The Gathering cover)
  12. Fallout (Devin Townsend cover)
  13. Reunite! – Paris

VUUR lineup:

  • Anneke van Giersbergen – Vocals
  • Johan van Stratum – Bass [assente]
  • Ed Warby – Drums
  • Jord Otto – Guitar
  • Ferry Duijsens – Guitar
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foto: Matteo Musazzi