Volcano Rock Fest: un’eruzione di rock incandescente!

VOLCANO ROCK FEST I
stage E-festo:
DGM + HANGARVAIN + KALEDON + TEODASIA +
DOUBLE MALT + MASTRIBES + RED RIOT
stage Orion:
DRESDA CODE + AGED TEEN + THELEGATI + DROPE
live @ Sea Legend, Pozzuoli (Na)
– giovedì 21 luglio 2016 – 

 

LIVE REPORT •

Sabbia, sole, mare… questo il paesaggio intorno al quale ha ruotato la prima edizione del Volcano Rock Fest, un festival che ha riunito alcune delle band più interessanti del panorama hard’n’heavy nostrano.
In un caldo pomeriggio di luglio, la Volcano Records and Promotion organizza in quel di Pozzuoli (Na), e precisamente nell’accogliente Sea Legend, una kermesse che ci terrà compagnia per ben oltre sei ore spaziando tra metal, hard, glam, sleaze e prog e che divertirà ed appassionerà tutti i numerosi partecipanti.
Simpatica l’idea di dividere su due palchi le varie band in un’alternanza di sonorità che permetterà, così, di godere di tanta musica senza nessuna sosta.

Red Riot
Si parte dal main stage E-festo e a rompere il ghiaccio ci pensano i Red Riot, formazione proveniente dalla vicina provincia di Salerno. Probabilmente con il caldo di quest’oggi il famoso “ghiaccio” si sarebbe sciolto prima o poi, ma con la loro energia i cinque ragazzi sul palco ci mettono del proprio e danno una bella mano alla palla di fuoco che, rovente, risplende nel cielo azzurro.
Tra sleaze, thrash e qualche spruzzatina di rock’n’roll, i Red Riot sparano le loro cartucce senza guardare in faccia nessuno, con pezzi trascinanti come l’iniziale “Sleazy Streets” o “Bang Your Head” durante la quale uno scatenato Lexy Riot (basso) scende tra il pubblico ed inizia a pogare insieme a loro. Forse il songwriting a tratti può sembrare un po’ ripetitivo, ma va bene così, i Red Riot hanno acceso la miccia di un festival che già da ora si preannuncia esplosivo.

Setlist:

  1. Sleazy Streets
  2. Hipster
  3. Squealers
  4. Bang Your Head
  5. Fight
  6. Who We Are

RED RIOT lineup:

  • Alpha Red – Voice
  • Max Power – Guitar
  • J. Riot – Guitar
  • Lexy Riot – Bass
  • Be/eR – Drums
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foto:
 Stefano Panaro 

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Double Malt
Arrivano da Avezzano, sono giovani, incazzati e si chiamano Double Malt. Sonorità hard moderne miste a quelle più d’annata (o “dannate”?) che tanto piacciono alla folta schiera di fan che li hanno seguiti fin qui dall’Abruzzo; pezzi sicuramente d’impatto come “Let Me Roll” o “Noise”, che però non bastano per dare un giudizio più positivo, al limite della sufficienza. Tanto rumore sì, forse troppo: il singer Alfredo Mariani è sicuramente un urlatore, ma non proprio cantante con la C maiuscola ed anche la band ci mette del suo e in alcuni tratti sembra entrare in confusione e sbagliare alcuni passaggi elementari, eppure molti dei loro brani, se arrangiati diversamente, potrebbero risultare anche interessanti. Li aspettiamo ad una prova d’appello, perché sicuramente sapranno riscattarsi. Un plauso va sicuramente ai loro aficionados che li hanno sostenuti dall’inizio alla fine.

Setlist:

  1. Long Way
  2. Edge
  3. Falling
  4. Let Me Roll
  5. Lust
  6. Noise
  7. Just You Know Y
  8. Black Star

DOUBLE MALT lineup:

  • Alfredo Mariani – Vocals
  • Vittoriano Palerma – Keyboards
  • Angelo Lo Tesoriere – Guitar
  • Bruno Sciri – Guitar
  • Davide D’Amico – Drums
  • Francesco Casoli – Bass
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foto:
Stefano Panaro 

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Drope
E si passa al primo dei gruppi che suoneranno all’interno del locale, i Drope, simpatico trio (in realtà sono quattro, ma per motivi imprecisati il batterista ha dovuto dare forfait) che si presenta qui in acustico e che con le loro canzoni danno una ventata di freschezza a questo lungo pomeriggio. Brani semplici, orecchiabili, ben interpretati da Francesco Bernaudo, canzoni come “Passing By” e “Secrets” che con questo tipo di arrangiamento non rientrano in un contesto prettamente rock, ma che con le loro aperture ci accompagnano piacevolmente nell’attesa di tornare al palco principale. Menzione speciale per loro.

Setlist:

  1. Passing By
  2. Needs
  3. Secrets
  4. Getaway

DROPE lineup:

  • Francesco Bernaudo – Lead Vocals, Rhythm Guitar
  • Alessandro Petricciuolo – Bass, Backing Vocals
  • Leonardo Firenze – Guitar
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foto:
 Stefano Panaro 

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Mastribes
Gioca in casa la band che sta per salire ora sul palco: è il momento dei Mastribes. Hard rock a forti tinte glam, nella più classica delle tradizioni degli 80’s con brani graffianti ed incisivi. Peccato che la band paga lo scotto della giovane età e laddove nelle parti ritmiche tiene bene il passo, in quelle solistiche comincia a perdere un po’ di colpi e la chitarra di Cristian Iorio in alcuni momenti sembra essere un po’ fuori tono, così come la voce del frontman Michael Flame, che gioca molto con il pubblico facendolo divertire, tra megafoni giocattolo, coriandoli e finte mitragliette spara-acqua, ma che non colpisce come dovrebbe con la sua vocalità. I margini di miglioramento ci sono sicuramente e i nostri non devono assolutamente demordere e lavorare più sodo, perché i risultati alla fine arriveranno.

Setlist:

  1. Rock’n’Roll
  2. My Game
  3. Wasred Youth
  4. Pussy Crusher
  5. She’s Got The Look
  6. Shane Boom Tequila

MASTRIBES lineup:

  • Michael Flame – Lead Vocals
  • Cristian Iorio – Guitar & Vocals
  • Cosimo Castorini – Bass & Vocals
  • Umberto Viro – Drums
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foto: Stefano Panaro 

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Dresda Code
Si torna al palco secondario, ma che nulla ha da invidiare finora a quello principale. E questo lo si nota con l’arrivo dei Dresda Code. Hard’n’heavy allo stato puro: il combo napoletano colpisce veramente duro con pezzi come “Shilla” o “Livin’ Grey”, con un Alex Mafia che “ringhia” forte su ogni brano con la sua voce roca e poi si lascia andare in assoli decisamente velenosi. Ma non è tutto: anche il resto della band fa il suo dovere alla grande, con la robusta sezione ritmica di Vincent Curcio alla batteria e Matteo Bianchini al basso che come uno schiacciasassi abbattono ogni ostacolo che si pone davanti; metteteci poi i riff aggressivi di Simone Pennucci et voilà: una perfetta macchina da guerra! Peccato che sul finale la mancanza di corrente abbia interrotto bruscamente la loro esibizione. Sicuramente lo spazio a loro disposizione è stato riduttivo e avrebbero meritato molto di più (forse anche di stare sul palco insieme ai big). Veramente micidiali!

Setlist:

  1. Shilla
  2. Livin’ Grey
  3. The Girl And Bear

DRESDA CODE lineup:

  • Alex Mafia – Vocals, Guitar
  • Matteo Bianchini – Bass
  • Simone Pennucci – Vocals, Guitar
  • Vincent “Natas Raw” Curcio – Drums
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foto: Stefano Panaro 

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Teodasia
Se fino a questo momento, a giudizio di chi scrive, lo stage Orion è nettamente in vantaggio rispetto l’E-festo, con i Teodasia si comincia recuperare il gap e il palco principale comincia a presentare i pezzi da novanta. Forti di avere nelle proprie fila un vocalist d’eccezione e poliedrico come Giacomo Voli, la band veneta mette in mostra classe ed eleganza con brani ben costruiti e che percorrono le infinite strade del metal più sinfonico e melodico, con le sue innumerevoli sfaccettature, passando dalle sonorità più ricercate di “Temptress” a quelle più raffinate di “Ghosts”, sulla quale spiccano le doti interpretative del nostro Giacomo. Il giudizio rimane lo stesso espresso in occasione del Metal For Emergency di qualche giorno fa: ottima band, non c’è che dire, ma dovrebbe dimostrare il proprio valore senza l’aiuto di basi pre-registrate, ma con l’ausilio di un vero tastierista: in sede live ne guadagnerebbero senz’altro e sopperirebbero alla “freddezza” di un computer.

Setlist:

  1. Broken
  2. Temptress
  3. Revelations
  4. Ghosts
  5. Hollow Earth
  6. Lost Words Of Forgiveness
  7. Rise

TEODASIA lineup:

  • Giacomo Voli – Vocals
  • Nicola Falsone – Bass
  • Alberto Melinato – Guitar
  • Francesco Gozzo – Drums
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foto: Stefano Panaro 

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TheLegati
Tra stoner, blues e rock ecco ora i Thelegati. Non c’è che dire: il palco denominato Orion propone le cose più interessanti dal punto di vista dell’originalità, anche in questo caso i ragazzi mettono in scena uno spettacolo allegro e assai divertente che non lascia spazio ad alcuna flessione con i loro brani carichi di energia, cantati anche in napoletano “verace”, come il loro sound diretto e senza compromessi. Insomma, il power trio nei pochi minuti a loro disposizione mette in mostra una genuinità che non sempre si riscontra in band anche più blasonate. Una piacevole sorpresa!

Setlist:

  1. Black Out
  2. Je So Chiu Pazz E Te
  3. Jolla
  4. N’atu Paro D’ore
  5. Ma Nuttata Scetata

THELEGATI lineup:

  • Danilo “Cefrone” Di Fiore – Vocals, Guitar
  • Stefano “Pelo” Pelosi – Vocals, Bass, Guitar
  • Ciro “La Bionda” D’Ambrosio – Drums
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foto: Stefano Panaro 

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Kaledon
E si viaggia sulle strade del power metal più epico e travolgente con i romani Kaledon.
Il recente ingresso di Michele Guaitoli nella formazione sembra aver portato nuova linfa vitale alla band. Il talentuoso singer mette tutta la sua stratosferica vocalità al servizio dei nuovi compagni di ventura creando così, insieme a loro, un tappeto sonoro molto compatto e di rara potenza. Tra miti e leggende, le sapienti mani di Paolo Campitelli, sostenuto dal drumming incessante e martellante del neo acquisto Manuele Di Ascenzio e dalle inarrestabili cavalcate del basso di Paolo Lezziroli, disegnano panorami fantastici sui quali “The King” Alex e il suo fido cavaliere Tommy Nemesio possono guerreggiare a colpi di chitarra con i loro assoli taglienti come lama di una spada scintillante.
Con pezzi come “The Calm Before The Storm”,  “The God Beyond The Man” e la conclusiva “In Search Of Kaledon”,  i 5 paladini si preparano ad una battaglia che li vede senz’altro vincitori: il regno Borbonico è conquistato!

Setlist:

  1. Intro
  2. The Calm Before The Storm
  3. Angry Vengeance
  4. Into The Fog
  5. Surprise Impact
  6. The God Beyond The Man
  7. The Fallen King
  8. In Search Of Kaledon

KALEDON lineup:

  • Alex Mele – Guitars
  • Michele Guaitoli – Vocals
  • Tommy Nemesio – Guitars
  • Paolo Campitelli – Keyboards
  • Paolo Lezziroli – Bass
  • Manuele Di Ascenzo – Drums
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foto:
 Stefano Panaro 

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Aged Teen
Si torna all’interno del Sea Legend per un set acustico di tutto rispetto: sul palco troviamo ora Dario Guarino a proporre un “one man show” denominato Aged Teen. Chitarra acustica alla mano, grancassa elettronica, tamburello e il cantautore napoletano ci trasporta nel suo mondo fatto di country, rock, folk, presentando brani propri come “Slight Summer Depression”, “Self-Doubt” ed un’interessante cover di “Personal Jesus” dei Depeche Mode.
Gli applausi di un pubblico visibilmente soddisfatto sono sicuramente il miglior modo per salutare una prova di carattere molto positiva.

Setlist:

  1. Slight Summer Depression
  2. Self-Doubt
  3. Personal Jesus (Depeche Mode cover)
  4. Plastic Wrapped Passenger’s Seat
  5. Desolation
  6. I Don’t Wanna Know The News

AGED TEEN lineup:

  • Dario Guarino – Vocals/Guitar
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foto: Stefano Panaro 

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Hangarvain
C’è parecchia gente quando è il turno degli Hangarvain, band che ha fortemente voluto questo festival è lo ha organizzato in maniera impeccabile e con grande orgoglio, lo stesso che li anima e con il quale affrontano il palco, consci delle loro potenzialità, ma soprattutto di avere quello spirito che solo i rockers di razza hanno. Una band, quella degli Hangarvain, che sta sempre più crescendo e lo dimostrano i continui consensi che stanno raccogliendo, sia in Italia che all’estero (recentemente hanno fatto un tour in Ucraina), segno che il loro sound piace ed anche molto! Southern rock, misto ad alternative: questa la loro formula vincente che con pezzi come “Get On”, “Freak” o, fra le altre, “Free Bird”, fanno saltare, cantare e ballare tutti i presenti in un clima festoso e trasgressivo. Gli Hangarvain hanno i pezzi, tengono bene il palco e, cosa fondamentale, sanno suonare: Sergio Toledo Mosca è singer dotato di calde tonalità che danno colore e profondità alle loro canzoni, ma in una magica serata come questa è soprattutto Alessandro Liccardo a dare le zampate più pericolose con i suoi assoli decisamente ispirati. Che dire? Gli Hangarvain lasciano un’impronta indelebile con una performance sugli scudi e se lo dice uno come il sottoscritto, che non segue il loro genere, vuol dire che i tanti applausi ricevuti se li sono veramente meritati. Bravi!

Setlist:

  1. Into The Hangar
  2. Get On
  3. Freaks
  4. Keep Falling
  5. A Coke Shot
  6. Devil Of The South
  7. Father Shoes
  8. Free Bird
  9. Sliding To Hell

HANGARVAIN lineup:

  • Sergio Toledo Mosca – Lead Vocals
  • Alessandro Liccardo – Guitar, Backing Vocals
  • Francesco Sacco – Bass
  • Mirkko De Maio – Drums
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foto:  Stefano Panaro 

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Dgm
E siamo in dirittura d’arrivo, la lunga maratona musicale sta per concludersi, ecco gli headliner della serata: i superbi Dgm. L’eccellenza si fa musica con il loro ingresso sul palco. Davanti ad un pubblico “attento, ma scatenato” – come ci dice il cantante Mark Basile – la band romana sale in cattedra e tiene una lezione su come si suoni prog metal di alta qualità. Con pezzi come “Void” o “Universe”, i Dgm danno il via ad un set che passo dopo passo metterà in luce tutte le loro infinite qualità. Presentano alcuni grandi tratti dal nuovo album, “The Passage”, che uscirà ad agosto e lo fanno proprio qui, a Napoli, città natale della loro etichetta discografica Frontiers, i cui vertici, tra l’altro, sono presenti qui questa sera. Classe e potenza: i Dgm si presentano in grande forma, con la versatilità di Simone Mularoni alla chitarra, capace di incantarci con le sue evoluzioni, la straordinaria duttilità vocale del singer Mark Basile (anche lui nato qui a Napoli), la polivalenza del tastierista Emanuele Casali, l’elasticità del bassista Andrea Arcangeli e l’acrobatica agilità del batterista Fabio Costantino, per un ensemble veramente impressionante fatto di creatività, tecnicismo e perfezione. La loro musica è pura arte e la finale “Hereafter” è il culmine di un concerto di altissimi livelli, salutato da tutti con una standing ovation prolungata. Chapeau!

Setlist:

  1. Void
  2. Reason
  3. No Lookin’ Back
  4. Universe
  5. Repay
  6. The Secret Pt.1
  7. Animal
  8. Trust
  9. Hereafter

DGM lineup:

  • Mark Basile – Vocals
  • Simone Mularoni – Guitars
  • Andrea Arcangeli – Bass
  • Fabio Costantino – Drums
  • Emanuele Casali – Keyboards
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foto: Stefano Panaro

Si chiude questa prima edizione del Volcano Rock Fest, una manifestazione destinata a crescere vista la passione e la professionalità con cui lo staff della Volcano l’ha realizzata, offrendo al pubblico che ha partecipato, un programma sostanzioso e ben strutturato. Non ci resta, quindi che ringraziarli della squisita accoglienza e per quello che hanno dato per renderla tale ed attendere la prossima kermesse, che, se le premesse sono queste, sarà certamente molto interessante.