Voivod @ Legend Club – All systems go… once again!

VOIVOD
live @ Legend Club, Milano
– giovedì 28 maggio 2015 –

LIVE REPORT •
L’ultimo scampolo di questo Maggio 2015 ha offerto agli amanti del thrash “vecchia scuola”, una ghiottissima, forse irripetibile opportunità di rinverdire i fasti passati, grazie alla calata in rapidissima successione di alcuni gruppi che hanno contribuito in maniera determinante a fare la storia di questo genere: i Voivod al Legend Club, i Flotsam & Jetsam al Freakout Club di Bologna, la line-up stellare del Metalitalia che quest’anno è riuscita a riunire al Live Club di Trezzo calibri da novanta quali Onslaught, Exodus e Testament. Una sequenza da knock-out insomma, cui possiamo aggiungere, se vogliamo, il Sonisphere del 2 giugno, che va a completare il quadro in virtù dell’esibizione dei Metallica, magari attualmente non i migliori interpreti, ma senz’altro i maggiori divulgatori planetari della dottrina thrash ottantiana.

Voivod
Ad aprire le danze di questo festival virtuale (per così dire), ci pensano proprio i canadesi Voivod, che tornano ad esibirsi in Italia giovedì 28 maggio al Legend Club di Milano nel contesto della rassegna “Rock in Park”, che anche quest’anno ha intrattenuto (e ancora intratterrà) piacevolmente fino alla fine di giugno gli appassionati della musica dal vivo con un cartellone molto variegato in grado di accontentare un po’ tutti i palati. Non è frequentissimo vedere Snake e soci sui palchi nostrani, quindi l’occasione è di quelle da non perdere. L’ultima volta che abbiamo avuto l’onore di ricevere la loro visita è stata infatti tre anni fa al Bloom di Mezzago, in occasione del tour promozionale dell’ottimo “Target Earth”, con un’esibizione decisamente “psichedelica”, con buona parte del set dedicata all’esecuzione della corposissima suite “Jack Luminous”. Le anticipazioni del tour in corso ci lasciano intendere che quest’anno ci dovremo aspettare un repertorio molto più aggressivo e adatto alle nostre orecchie metalliche, e saremo infatti accontentati.
L’attuale formazione consta degli storici Snake (all’anagrafe Denis Belanger) alla voce, l’inossidabile Away (Michel Langevin) alla batteria, l’ormai consolidato chitarrista Chewy (Daniel Morgrain), che ha da tempo sostituito lo sfortunatissimo Piggy (Denis D’Amour), morto di cancro ormai dieci anni fa e vede l’ingresso di Rocky, alias Dominique Laroche, che ha preso il posto dello storico bassista Blacky (Jean-Yves Theriault), che per la seconda volta si prende una pausa, forse definitiva, dal gruppo. Sono un grande estimatore di Blacky, quindi la sua assenza è per me un piccolo dispiacere, ma devo ammettere che il nuovo arrivato sa il fatto suo e tiene molto bene il palco: lo spettacolo non ne ha di certo risentito!
Il menu della serata avrebbe previsto in apertura gli statunitensi Enabler, che però hanno dovuto dare forfait. Nessuna band in sostituzione, quindi si comincia direttamente con gli headliner. Durante le operazioni di allestimento del palco osserviamo con curiosità la strumentazione “minimalista” di Away: niente doppia cassa, un solo Tom, quasi a dimostrare che, quando c’è la tecnica e la classe, si può tenere ritmi avventurosi e forsennati alla batteria anche pestando sui bidoni di latta!
Il tempo di ultimare il soundcheck e i non enormi spazi offerti dal locale cominciano a farsi decisamente angusti: anche questa volta la risposta dei fan non lascia a desiderare e la band mostrerà il suo apprezzamento al pubblico (“loyal fans in the years”). La scaletta, come già anticipato, questa volta pesca da quello che definisco il “periodo di mezzo”, ossia quella fase della carriera in cui i Voivod, messe da parte le sonorità frenetiche, un po’ caotiche e pesantemente influenzate dall’hardcore punk di “War and Pain” e “Rrroooaaarrr”, cominciano a complicare il sound con iniezioni di progressive, psichedelia, sperimentazione creando una formula a mio avviso personalissima e davvero originale. E’ dunque con grande entusiasmo che accogliamo i vecchi classici tratti da “Dimension Hatross”, “Killing Technology”, “Nothingface”, eseguiti come di consueto con competenza e trasporto, con l’ottimo Snake che interagisce frequentemente con gli spettatori, incita, si agita, mima i testi delle canzoni, si esibisce in espressioni allucinate e divertenti, dimostrando una passione non comune e rimasta intatta nel tempo. Da dietro le pelli, intanto, Away fa mostra di tutta la sua abilità, macinando continui cambi di ritmo, con una naturalezza impressionante, sempre sorridente e disponibile: un artista vero. Chewy si conferma un ottimo interprete, sciorinando la sua tecnica fatta di riff complicati e assoli incendiari: l’unico appunto è che, rispetto ai colleghi, mi è sembrato un po’ troppo “impostato” e distaccato, ma non cerchiamo il pelo nell’uovo!
Segnalo un simpatico siparietto, quando è stato presentato al pubblico il nuovo elemento: Chewy accenna alla chitarra la fanfaretta del film “Rocky”, e non ci facciamo cogliere impreparati cantandola a squarciagola. Dominique, tutto compiaciuto, mima le mosse del pugile in fase di riscaldamento sul ring e Snake si limita a commentare che “sarà una serata molto divertente”. E avrà dannatamente ragione.
Oltre ai dischi citati, i Canadesi ci propongono un paio di estratti da “Target Earth” (l’impronunciabile “Kluskap O’Kom” e “Mechanical Mind”), l’irrinunciabile hit tratto da “Angel Rat” (“The Prow”), la semi-inedita “We are Connected”, e due classiconi prima maniera (“Ripping Headaches” e la mitica “Voivod”). Il finale è affidato come da tradizione alla cover dei Pink Floyd “Astronomy Domine”, dedicata allo scomparso Piggy, che ci accompagna con le sue atmosfere psichedeliche ed evocative alla fine di uno show, che, non c’è bisogno di ribadirlo, va ascritto nel novero dei migliori di questa annata.
Non resta dunque che attendere che l’astronave Voivod rientri dall’iperspazio e atterri ancora una volta nelle nostre lande (nel 2016 dovrebbe uscire il nuovo disco, mi sembra un’ottima occasione). Noi certamente “restiamo connessi”.

Setlist: “Kluskap O’Kom” – “Tribal Convictions” – “Ripping Headaches” – “The Unknown Knows” – “Chaosmöngers” – “The Prow” – “Order Of The Blackguards” – “Mechanical Mind” – “Psychic Vacuum” – “Forgotten In Space” – “Inner Combustion” – “Overreaction” – “We Are Connected” – “Voivod” – “Astronomy Domine”

VOIVOD lineup:
Snake – Vocals
Chewy – Guitar
Away – Drums
Rocky – Bass

report: Marco Morrone

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