Venom Inc. – Welcome to… Traffic!

VENOM INC. + DIVINE CHAOS + WITCHES
live @ Traffic, Roma
– giovedì 1 ottobre 2015 – 

 

LIVE REPORT •
Ancora una volta il Traffic di Roma si rende protagonista delle serate metal della capitale ospitando sul proprio palco tre musicisti che hanno contribuito a rendere grande questo genere: Mantas, The Demolition Man e Abaddon, ovvero i Venom (Mk III), che sotto il moniker di Venom Inc. (per ovvie ragioni di copyright) stanno girando l’Europa in tour, facendo tappa anche qui in Italia. Inizia così un mese, quello di ottobre, che vedrà i metalheads italiani impegnati su più fronti, viste le numerose “calate di orde metallifere” sul suolo italico. Godiamoci dunque questa serata targata eRocks Production che sarà arricchita dalla presenza di Divine Chaos e Witches, altre due band molto interessanti dell’universo thrash/death metal. Nel programma erano previsti anche i polacchi Vader, che però, anche se presenti, per imprecisati motivi hanno dato defezione proprio all’ultimo minuto (ma solo nella data romana).

Witches – (report a cura di Francesco Di Gianfilippo)
In seguito all’annuncio che i Vader non avrebbero suonato questa sera, l’orario di apertura viene posticipato, questo permette una maggiore affluenza di tutta quella parte di pubblico ancora imbottigliata nel traffico in tilt per la pioggia continua. Così quando in scena entrano i francesi Witches c’è già un buon numero di spettatori pronti a scapocciare sulla miscela death/thrash che ci viene proposta. Purtroppo il suono arriva piuttosto impastato ed è soprattutto la ruvida voce della cantante Sibylle a subirne le maggiori conseguenze, coperta dai volumi troppo alti degli strumenti dei suoi compagni. Personalmente non ne sono rimasto molto colpito, alla loro violenza sonora si contrappone, purtroppo, una tendenza a realizzare brani troppo uguali tra loro, ma devo dire che comunque il pubblico ha gradito ugualmente e sostenuto la band fino alla fine del loro set. Tra i brani più d’impatto segnalo l’iniziale “No Matter If The Wind…” e la strutturalmente complessa “Eternal Heroes”.

Setlist: “No Matter If The Wind… ” – “Horror Museum” – “Serial” – “Eternal Heroes” – “So Cold” – “Jump With Fright” – “Riding And Hunting”

WITCHES lineup:
Sibylle Colin-Tocquaine – Guitar/Vocals
Oliver – Bass
Lienj – Guitars
Jonathan “Sangli” Juré – Drums
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Divine Chaos – (report a cura di Francesco Di Gianfilippo)
Di tutt’altro registro invece gli inglesi Divine Chaos, decisamente più tecnici e dalle attitudini indiscutibili. Sanno come tenere la scena, dimostrano le loro qualità e soprattutto ci aggrediscono con una potenza non comune. “Shadow Of God” è come una tempesta che spazza via tutto al suo passaggio, un’onda sonora che abbatte ogni nostra resistenza. L’impeto che mettono nel suonare non conosce sosta, “Fields Of The Fallen” è un altro di quei pezzi che ti entrano dentro e che ti lasciano il segno. A tratti ricordano i Testament, soprattutto per la costruzione dei loro brani e l’uso della doppia chitarra, con una coppia di axemen di tutto rispetto, come Chris O’Toole e Gilmour. Una delle poche differenze con la band di Chuck Billy è forse l’uso della voce growl del loro cantante Benny F.; il singer sprona di continuo il pubblico a farsi sentire, a pogare per lui, a scatenarsi al ritmo frenetico di pezzi come “Ignorance Everlasting”, che dopo una insospettabile intro dalle atmosfere criptiche, esplode con un’intensità devastante. Tutto il gruppo merita gli applausi che gli vengono tributati: dietro le pelli James è un vero martello pneumatico ed insieme al fragoroso basso di Dave Bennett con la loro energia fanno tremare le pareti del Traffic. Insomma, questo combo è una vera macchina da guerra!

Setlist: “Shadow Of God” – “Fields Of The Fallen” – “The Myth” – “Ignorance Everlasting” – “Death Tell Rising” – “No Mans Land” – “Perpetual War Policy”

DIVINE CHAOS lineup:
Chris O’Toole – Lead Guitar
Dave Bennett – Bass
Benny F. – Vocals
Gilmour – Guitar
James – Drums
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Venom Inc. – (report a cura di Rockberto Manenti)
Entriamo ora nella macchina del tempo e torniamo indietro agli anni ’80, quando il mondo musicale venne scosso da quella nuova ondata sonora travolgente ed inarrestabile che rispondeva al nome di heavy metal. Tra i fautori del genere c’era anche un trio che contribuì a gettare le basi del metal più estremo: i Venom.
Le alterne vicende della band li hanno portati nel corso della loro storia a vari cambi di formazione e split, arrivando così ai nostri giorni ad avere da una parte i Venom dello storico bassista Cronos e dall’altra gli ospiti principali di questa sera, i Venom Inc., che ripresentano quella formazione che vide l’ingresso di Tony “The Demolition Man” Dolan (ex-Atomkraft), proprio al posto di Cronos e che pubblicò tra l’89 e il ’92 tre album (“Prime Evil”, “Temples Of Ice”, “The Waste Land”) e un EP (“Tear Your Soul Apart”).
Quindi tornano insieme, dopo oltre 25 anni, The Demolition Man, Mantas e Abaddon per darci ancora una volta una lezione di storia della musica metal, ripercorrendo le principali tappe di questa mitica band partendo dalle origini.
Una densa coltre di fumo si diffonde all’interno del locale, avvolge i numerosissimi spettatori che attendono con impazienza l’ingresso dei nostri tre. Il rumore della pioggia che sta cadendo fuori si fonde con quello dei tuoni che dagli speakers annunciano il loro imminente arrivo: un temporale si sta per abbattere sul Traffic… ecco i Venom Inc.!
Mentre in sottofondo si sente il rumore di un fax che inizia la sua trasmissione, sommersi da applausi ed urla di incitamento, la band fa il suo ingresso, Tony imbraccia il suo basso, ci scruta, ci penetra col suo guardo minaccioso e… via con “Prime Evil”. Compatti, rabbiosi, granitici: ecco come sono i Venom Inc. ancor oggi, il tempo sembra essersi fermato e ritroviamo in loro la stessa foga di allora. Il pubblico si esalta, si fomenta, incitato da un Jeffrey Dunn (in arte Mantas) che con i riff della sua chitarra ci trascina nella ridda infernale della loro musica.
“Grazie a tutti…” – ci dice Tony, subissato dall’entusiasmo dei fan – “…il mio amore è l’Italia!”. Vecchie e nuove generazioni sono lì per loro, per ascoltare quei brani che hanno fatto un’epoca e che riescono sempre a dare forti emozioni, tanto a chi le ha vissute in prima persona, quanto ai più giovani che le hanno scoperte in seguito. “Don’t Burn The Witch”, “Warhead”, “The Seven Gates Of Hell”, solo per citarne alcune, danno lo spunto per lo scatenarsi del pubblico in furioso pogo che accompagna ogni loro pezzo, una danza che coinvolge tutti, volenti o nolenti siamo tutti presi in questo vortice sonoro che ti cattura e non ti molla più. Abaddon detta i ritmi dei nostri passi, il suo drumming massiccio ci schiaccia come un rullo compressore: inarrestabile!
Canzone dopo canzone inesorabile prosegue la loro marcia trionfale, fino a salutarci temporaneamente dopo “Sons Of Satan”, il brano di apertura del loro primo album, ed è proprio con la title track di questo disco che fanno poi il loro rientro accolti dall’ovazione del pubblico: le porte degli inferi si spalancano e… “Welcome To Hell”! Il Traffic si trasforma in una bolgia dantesca, headbanging e pogo senza sosta, una sorta di ballo convulso che lascia senza fiato, complice anche il caldo “infernale” (è proprio il caso di dirlo) che c’è in sala.
E sul finale ecco il brano che è stato d’ispirazione alla nascita di un genere che trae il nome proprio dal titolo della canzone: “Black Metal”. E’ l’apoteosi, il caos regna sovrano nel club romano.
Terminano con “Countess Bathory”, ma ci regalano anche un pezzo non previsto in scaletta, “Witching Hour” con la quale concludono una performance veramente “rovente” come le fiamme dell’inferno.

Setlist: “Prime Evil” – “Die Hard” – “Don’t Burn The Witch” – “Live Like An Angel (Die Like A Devil)” – “Buried Alive” – “Raise The Dead” – “One Thousand Days In Sodom” – “Warhead” – “Schizo” – “The Seven Gates Of Hell” – “In Nomine Satanas” – “Bloodlust” – “Sons Of Satan” – “Welcome To Hell” – “Black Metal” – “Countess Bathory” – “Witching Hour “

VENOM INC. lineup:
The Demolition Man – Vocals, Bass
Mantas – Guitar
Abaddon – Drums

report Francesco Di Gianfilippo, Rockberto Manenti
foto Magda Red