Ushas ed Helligators: quando la highway si dirige verso Est

USHAS + HELLIGATORS
live @ Jailbreak, Roma
– venerdì 29 aprile 2016 – 

 

LIVE REPORT •

Una serata con due band molto seguite nella scena romana: Ushas ed Helligators. Ancora una volta hanno dimostrato mood, tecnica e soprattutto grande carisma dando prova non solo di mettere in piedi uno show per il pubblico e non autororeferenziale, ma di saper interpretare la musica che propongono nel vero senso della parola.
Sono band che, anche se fanno parte dell’underground, hanno un buon seguito proprio per tecnica, qualità e versatilità. Siamo di fronte a due realtà complete, che non hanno bisogno di mezze misure.

Helligators
Si inizia con gli Helligators, che calcano il palco impattando con il pubblico suonando “Doomstroyer”, direttamente dal loro album in studio “Road Roller Machine”, uscito per la Sliptrick Records il 25 maggio 2015. E’ un sound che non dà respiro, diluito in una full immersion di brani da gustarsi su una Harley Davidson. Dopo il loro esordio con Against All Odds nel 2011, piuttosto embrionale, con questo full lenght in studio hanno superato ogni aspettativa perché l’album è tecnicamente elevato e mai ripetitivo anche dal vivo, come hanno fatto sentire al Jailbreak.
In canzoni come “Truckdriver” o “Swamp Man Voodoo”, se analizzate, in alcuni passaggi sono simili ai Black Label Society dei primi album, anche se personalizzate negli arrangiamenti e rielaborate in chiave più sludge meno propensa verso la vecchia scuola. “Snake Oil Jesus” e “Motomouth” hanno un altro stile, un’altra forma, con ritmi rocciosi che divagano e seguono molteplici sviluppi armonici. L’invasione di alligatori è servita con un pubblico in delirio.

Setlist:

  1. Doomstroyer
  2. Scream
  3. She Laughs
  4. Nomad
  5. Tattooed Killer
  6. Southern Cross
  7. Truckdriver Rock’n’Roll
  8. Swamp Man Voodoo
  9. Motormouth
  10. Snake Oil Jesus

HELLIGATORS lineup:

  • Emanuele “Hellvis” – Vocals (Lead)
  • Mik “El Santo” – Rhythm Guitar, Backing Vocals
  • Daniele “Kamo” – Lead Guitar, Backing Vocals
  • Pinna “Yeti” – Bass
  • Alex – Drums

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foto: Stefano Panaro

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Ushas
Si prosegue con gli Ushas che presentano tracks correlate e legate tra loro in un album che ha una sua vera filosofia alle spalle, studiato e calibrato sotto tutti i punti di vista. Nella loro esibizione non lasciano niente al caso da un punto di vista tecnico e testuale, così come l’interpretazione del cantante, Giorgio Lorito, che ha una voce versatile adattabile a varie sonorità. I testi sono molto appassionati, narranti vicende attinte dal quotidiano che ricordano vagamente anche opere famose, che si dipanano tra l’antico corpo letterario sacro induista e altri autori più moderni. E’ un progetto che amplia il suo contenuto verso contestualizzazioni a tratti heavy a tratti più hard blues, dai Grateful Dead agli ZZ Top.
Sono poliedrici, veri padroni del palco che coinvolgono il pubblico proponendo in maniera appassionata ogni singolo brano.
E’ stata una notte di grandi festeggiamenti, che ha lasciato il posto all’imminente alba con la Dea Ushas che veglia sulla highway del rock, dove ”la strada scorre solitaria”.

Setlist:

  1. Guerra
  2. Io Non Sono Qui
  3. Cheaper
  4. In Nome Di Anam
  5. Fuorilegge
  6. Verso Est
  7. Yama
  8. Easy Rider
  9. Shry Heruka
  10. Desperados

USHAS lineup:

  • Giorgio Lorito – Vocals
  • Guido Prandi – Bass
  • Giorgio Ottaviani – Drums
  • Filippo Lunardo – Guitars
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foto: Stefano Panaro