Uniti e solidali nel nome del metal

METAL FOR KIDS UNITED – ALL-STAR METAL CHARITY JAM SESSION
live @ Crossroads, Osteria Nuova (Roma)
– sabato 13 febbraio 2016 – 

 

LIVE REPORT •

Il CABSS (Centro Assistenza per Bambini Sordi e Sordociechi) è un’associazione Onlus che si dedica al supporto dei bambini sordi e sordociechi e delle loro famiglie. Per sostenere l’opera dell’associazione è stato organizzato il 13 febbraio presso il Crossroads di Roma, un evento di beneficenza che ha visto salire sul palco del club numerosi artisti italiani ed internazionali dell’universo metal, riuniti qui con il nobile scopo di raccogliere fondi ed evolvere l’intero incasso della serata alla CABSS. Fabrizio Troiano ha pianificato con grande perizia questo avvenimento ricevendo una buona risposta di pubblico, sempre sensibile quando si tratta di solidarietà.
Enrico ERK Scutti ha presentato il ricco programma che ha visto avvicendarsi tantissimi musicisti nelle oltre 4 ore passate piacevolmente ad ascoltare la musica che più ci appassiona e che è stato strutturato in due parti: un primo set dedicato alle band di appartenenza dei protagonisti che hanno suonato brani propri ed un secondo che ha visto salire nuovamente in scena tutti i personaggi che si sono così alternati nel proporre grandi successi del passato.
Il numero degli artisti partecipanti è stato così elevato che spero ci perdonerete se ne dimenticheremo qualcuno nel racconto della serata.

Timestorm
Si inizia proprio con la band di Fabrizio Troiano, ovvero l’ideatore della kermesse: i Timestorm. Il gruppo aveva fatto perdere le proprie tracce dopo un primo album del 2000 e torna in sede live proprio per questa occasione. Una buona proposta in ambito power metal con venature progressive, anche se a tratti il loro cantante Pierpaolo Calore è sembrato leggermente dissonante, ma partire a freddo (gioco di parole involontario col suo cognome) ed essere la prima band non paga mai. Mettiamoci anche che erano ben 15 anni che il gruppo non si esibiva dal vivo, ma nonostante ciò hanno mostrato un immediato e ritrovato affiatamento. Bravi.

Setlist:

  1. Catharsis
  2. Labyrinth Of Dreams
  3. Genesis
  4. Lost In The Net

TIMESTORM lineup:

  • Pierpaolo Calore – Vocals
  • Marco Migliaccio – Bass
  • Fabrizio Troiano – Guitars
  • Giuseppe Longo – Guitars
  • Gianluca Maccarone – Drums
  • Paolo Campitelli – Keyboards

foto: Stefano Panaro
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Sailing To Nowhere
Rotto il ghiaccio si comincia ora a navigare verso altri lidi ed ecco appunto, tanto per rimanere in tema marinaresco, i Sailing To Nowhere. I romani hanno appena accolto nelle proprie fila la nuova singer Federica Garenna che affianca così Marco Palazzi in questo ambizioso progetto del chitarrista Andrea Lanzillo e del batterista Giovanni Noè. Negli ultimi tempi c’è stato un bombardamento mediatico da parte loro che non è passato inosservato: photo-session, articoli su varie riviste specializzate nel settore, insomma, puntano molto sulla loro immagine. Il particolare look che adotta il gruppo è sicuramente d’impatto ed è il loro punto più forte. E la musica? C’è da dire che hanno un nutrito seguito, quindi presumo che piacciano alle giovani leve, ma se devo dare un giudizio personale per quel che ho sentito al Crossroads, non ho trovato stimolante la loro proposta, soprattutto nel songwriting. Manca sicuramente il mordente nel loro sound, o forse potrei dire quella giusta dose di potenza che serve per caricarmi. In effetti il bravo Giovanni Noè picchia come un fabbro sui suoi tamburi, ma non è supportato a dovere dal resto della band, con dei riff di chitarra ed assoli troppo deboli per lasciare il segno (anche per colpa dell’apparato wireless che ha abbandonato ad un certo punto il nostro Andrea) e particolarmente da un uso un po’ troppo ordinario delle tastiere da parte di Valentina De Iuliis. Sulla più intensa “Strange Dimension” vengono invitati Terence Holler (vocalist degli Eldritch) per duettare con Marco Palazzi e Federica, mentre alla batteria siederà David Folchitto, ma questo non cambia di molto il mio giudizio. Aspetto un loro riscatto in un prossimo live.

Setlist:

  1. No Dreams In My Night
  2. Big Fire
  3. Strange Dimension
  4. Sailing To Nowhere

SAILING TO NOWHERE lineup:

  • Marco Palazzi – Vocals
  • Federica Garenna – Vocals
  • Andrea Lanzillo – Guitars
  • Valentina De Iuliis – Keyboards
  • Carlo Cruciani – Bass
  • Giovanni Noè – Drums

foto: Stefano Panaro
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Secret Sphere set
Si sale di un gradino,o forse anche di più, con l’arrivo dei Secret Sphere (sarebbe meglio dire Aldo Lonobile in loro rappresentanza), eccellenza italiana del melodic power metal. Orfani temporanei di Michele Luppi (ospite alla corte di Mr. David Coverdale), la band si avvale questa sera dei servigi del loro ex-cantante Roberto Messina, ed attualmente nei Physical Noise. Di certo una bella reunion, anche se purtroppo per la sola durata di due brani, ma sufficienti per farci apprezzare al meglio il loro potenziale tecnico, con un Aldo in grande forma e ben sostenuto dai suoi temporanei compagni di viaggio, segno che quando si ha la padronanza di uno strumento si riesce a suonare di tutto, e con musicisti come questi non avevamo dubbi!

Setlist:

  1. Age Of Wizard
  2. Recall Of The Valkyrie

SECRET SPHERE set lineup:

  • Aldo Lonobile – Guitars
  • Enrico Sandri – Bass
  • David Folchitto – Drums
  • Roberto Messina – Vocals
  • Alessio Lucatti – Keyboards

foto: Stefano Panaro
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Eldritch set
Si prosegue in questo excursus nel panorama power metal italiano con l’ingresso in scena di Terence Holler, leader degli Eldritch. Anche qui si proporranno due brani soltanto, ma che mettono in luce le doti tecniche di Leonardo Porcheddu che da qui in poi comincerà ad essere il più presente sul palco… e meno male, aggiungerei io, perché i suoi virtuosismi lasceranno, nel corso della serata, un marchio indelebile su ogni brano: chapeau! Un po’ meno incisivo invece ho trovato Holler, e forse anche un po’ sottotono, forse perché troppo impegnato a chiedere continuamente chi avesse vinto Sanremo: non lo sappiamo, certamente oggi ha vinto la solidarietà. Comunque gli applausi non sono mancati anche per lui.

Setlist:

  1. Bleed Mask Bleed
  2. No Direction Home

ELDRITCH set lineup:

  • Terence Holler – Vocals
  • Alessandro Bissa – Drums
  • Enrico Sandri – Bass
  • Leonardo Porcheddu – Guitars
  • Alessio Lucatti – Keyboards

foto: Stefano Panaro
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Labyrinth set
Altro cambio palco ed arriva il momento di Fabio Lione. Il paladino italiano del bel canto si unisce alla sua vecchia band e ci regala due gioiellini che naturalmente interpreta con il suo solito spirito epico, portando all’esaltazione un pubblico che lo applaude a scena aperta. Bel duello all’arma bianca con gli assoli taglienti dei due chitarristi Leonardo Porcheddu ed Andrea Cantarelli, che rendono ancora più efficace l’impatto sonoro della band: perfezione assoluta sotto tutti gli aspetti.

Setlist:

  1. Piece Of Time
  2. In The Shade

LABYRINTH set lineup:

  • Fabio Lione – Vocals
  • Andrea Cantarelli – Guitars
  • Sergio Pagnacco – Bass
  • Leonardo Porcheddu – Guitar
  • Andrea Cantarelli – Guitar
  • Alessio Lucatti – Keyboards

foto: Stefano Panaro
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Vision Divine set
E non poteva mancare anche la presenza di un altro nome illustre del metal made in Italy: Vision Divine. Ovviamente Fabio Lione resta in scena e ci fa degustare una robusta dose di sano metallo italiano condensata in due brani, grazie anche ai riff granitici e robusti di Federico Puleri e vista la sua prestanza fisica non poteva essere altrimenti: massicci!

Setlist:

  1. Taste Of A Goodbye
  2. Send Me An Angel

VISION DIVINE set lineup:

  • Alessandro Bissa – Drums
  • Fabio Lione – Vocals
  • Andrea “Tower” Torricini – Bass
  • Alessio Lucatti – Keyboard
  • Federico Puleri – Guitar

foto: Stefano Panaro
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Vicious Rumors set
Ed ora si scatena l’inferno sulla terra, un terremoto – come di dice anche lo speaker ufficiale ERK – sta per colpire il Crossroads: è pronto ad entrare in scena Brian O’Connor, ex-vocalist dei Vicious Rumors. Le prime note di “Digital Dictator” fanno scattare l’headbanging in sala e non ce n’è più per nessuno! Brian ci carica iniettandoci pura energia metallica e poi ci attacca con la sua voce potente e rabbiosa; la furia delle chitarre di Leonardo Porcheddu (e sì, ancora lui) e di Fabrizio Troiano non dà tregua e i loro riff aggressivi ci stendono con pezzi come “You Only Live Twice” e la micidiale “Don’t Wait For Me”, trascinandoci nel vortice della pura violenza sonora. Brian è superlativo, sa come tenere la scena, e quando è il momento di colpire lo fa senza pietà, facendo sembrare tutto quello che c’era stato fino a quel momento, un semplice incontro tra amici per parlare del più e del meno: ora invece è iniziato il massacro e non possiamo fermarci più. Il concerto per il sottoscritto potrebbe anche terminare qui, appagato come sono nel risentire pezzi che hanno fatto la storia del metal, come “Down To The Temple”, e ritemprato nello spirito tanto da ritrovarmi a scapocciare come facevo più di trent’anni fa! Grandissima performance di Brian O’Connor: assolutamente letale!
Eppure in sala qualcuno poco prima aveva detto che il power metal era morto e che c’era bisogno di innovazione… sarà, ma al termine di questo set anche lui ha dovuto ricredersi ed arrendersi all’evidenza: THIS IS TRUE FUCKIN’ HEAVY METAL!

Setlist:

  1. Digital Dictator
  2. You Only Live Twice
  3. Don’t Wait For Me
  4. Down To The Temple

VICIOUS RUMORS set lineup:

  • Brian O’Connor – Vocals
  • David Folchitto – Drums
  • Leonardo Porcheddu – Guitars
  • Carlo Fantoni – Bass
  • Fabrizio Troiano – Guitars

foto: Stefano Panaro
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Angra set
E si giunge al termine della prima parte, è il momento dell’ospite principale della serata: Edu Falaschi. Il cantante brasiliano inizia da qui il suo nuovo tour italiano e presenta una serie di brani tratti dal periodo della sua militanza negli Angra. In compagnia del suo fido scudiero Maestro Mistheria, il bravissimo Edu ci delizia con la sua voce su “Millenium Sun”, per poi farci esaltare con “Heroes Of The Sand”. Da grande professionista condivide il palco prima con Titta Tani per un duetto sulla delicata “Bleeding Heart” e subito dopo invita a salire sul palco Fabio Lione, suo successore al microfono degli Angra, con il quale si alterna alla voce solista su “Rebirth” e “Nova Era”, un sodalizio musicale perfettamente riuscito.
Peccato non abbia proseguito nella sua performance, ma il tempo purtroppo è tiranno e bisogna anche badare alle cose più serie. Infatti è il momento di devolvere ufficialmente la somma raccolta quest’oggi ed è lo stesso Fabrizio Troiano a consegnare l’assegno nelle mani della Dott.ssa Giusy Caravello, rappresentante della CABSS.

Setlist:

  1. Millenium Sun
  2. Heroes Of Sand (with Aldo Nobile – Guitar)
  3. Bleeding Heart (with Titta Tani – Vocals)
  4. Rebirth (with Fabio Lione – Vocals)
  5. Nova Era (with Fabio Lione – Vocals)

ANGRA set lineup:

  • Edu Falaschi – Vocals
  • Leonardo Porcheddu – Guitars
  • Enrico Sandri – Bass
  • David Folchitto – Drums
  • Maestro Mistheria – Keyboards

foto: Stefano Panaro
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All- Star Jam set
La musica torna ad essere la protagonista assoluta ed inizia a lunga passerella di tutti gli artisti che fin’ora hanno calcato le assi del palcoscenico e che si alterneranno agli strumenti, da questo momento in poi, per eseguire una serie di hits che hanno fatto la storia del metal e dell’hard rock. Citarli tutti sarebbe troppo lungo ed in fondo ne abbiamo parlato nella prima parte del report, ci limiteremo ad indicare coloro che fino ad ora non erano entrati nel merito della serata, come ad esempio Andrea Gianangeli (batterista dei Dragonhammer), Alex Mele (chitarrista dei Kaledon), Flavio Cicconi (chitarrista dei Dragonhammer) e Francesco Bucci (bassista degli Stormlord): ora è il loro turno di contribuire al successo di questa manifestazione.
Verranno riprosti brani come “Eagle Fly Free” degli Helloween, o la famosissima “Enter Sandman” dei Metallica, cantata all’unisono dai ancora numerosi presenti nonostante la tarda ora. Esaltante, ancora una volta, è Brian O’Connor, che in compagnia del giovane brasiliano Rob Rossi (qui al seguito di Edu Falaschi), ci da una bella sveglia con “Electric Eye” dei Judas Priest, e vista l’ora ne abbiamo bisogno!
L’americano bissa con “Iron Maiden”, una delle band più gettonate nella scelta dei brani. Qualche svarione qua e là per la verità si comincia a sentire, forse dovuto anche alla stanchezza, e a rimetterci è “Eyes Of A Stranger” dei Queensrÿche, alla quale, ahimè, il pur volenteroso Terence Holler non rende certo giustizia, ma d’altra parte non tutti hanno nelle corde le tonalità di un certo Sig. Geoff Tate. Anche “Burn” dei Deep Purple lascia un pochino a desiderare, ma poco importa, in fondo siamo ad una festa e dobbiamo divertirci e un po’ di solidarietà agli artisti che si sono impegnati sul palco, bisogna darla lo stesso e quindi gli applausi non mancano di certo.
Così tra “The Final Countdown” degli Europe, “Cowboy From Hell” dei Pantera, che innesca un pogo generale in platea, e “Long Live Rock’n’Roll” dei Rainbow, inno di tutti noi metalheads, ci si avvia alla conclusione e quindi tutti sul palco a cantare “Highway To Hell” degli Ac/Dc che chiude definitivamente questa lunga ed importante maratona musicale.

Setlist:

  1. Eagle Fly Free (Helloween cover with Edu Falaschi on vocals)
  2. Enter Sandman (Metallica cover with Edu Falaschi and Terence Holler on vocals)
  3. Electric Eye (Judas Priest cover with Brian O’Connor and Rob Rossi on vocals)
  4. Iron Maiden (Iron Maiden cover with Brian O’Connor on vocal)
  5. The Final Countdown (Europe cover with Fabio Lione and Pierpaolo Calori on vocals)
  6. Wasted Years (Iron Maiden cover with Fabio Lione and Titta Tani on vocals)
  7. Eyes Of A Stranger (Queensrÿche cover with Terence Holler on vocals)
  8. You Give Love A Bad Name (Bon Jovi cover with Terence Holler and Marco Palazzi on vocals)
  9. Burn (Deep Purple cover with Edu Falaschi and Marco Palazzi on vocals)
  10. The Number Of The Beast (Iron Maiden cover with Edu Falaschi on vocals)
  11. Cowboys From Hell (Pantera cover with Brian O’Connor on vocals)
  12. Black Diamond (Stratovarius cover with Roberto Messina and Pierpaolo Calore on vocals)
  13. The Trooper (Iron Maiden cover with Roberto Messina and Pierpaolo Calore on vocals)
  14. Rising Force (Yngwie Malmsteen cover with Rob Rossi and Pierpaolo Calore on vocals)
  15. Long Live rock’n’Roll (Rainbow cover with Roberto Messina and Titta Tani on vocals)
  16. Highway To Hell (Ac/Dc cover with all the singers on stage)

foto: Stefano Panaro

Un grande applauso va senz’altro a tutti i musicisti, all’organizzazione, allo staff del Crossroads e a tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di un progetto come questo: un grande impegno, un grande lavoro che si è concretizzato in un grande gesto di solidarietà.

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