Una notte nel mito di… Perseus!

PERSEUS + VEIL OF CONSPIRACY + ALTAIR
live @ Traffic, Roma
– venerdì 1 aprile 2016 –

 

LIVE REPORT •

Appuntamento da non perdere per chi ha l’heavy metal nel sangue: stasera si esibiranno al Traffic i Perseus che nell’occasione avranno il release party del loro nuovo disco. A rendere ancora più allettante questa festa sarà la partecipazione di special guest d’eccezione. Organizzato dalla Rock On Agency, a calcare le assi ci saranno anche i Veil Of Consipracy e gli Altair.

Altair
Ad avviare la serata ci pensano i ferraresi Altair. Propongono un power metal ispirandosi alle band che hanno fatto grande il genere come Helloween, Gamma Ray, Angra, Symphony X, Stratovarius, Avantasia, Sonata Artica e molti altri. Attualmente sono impegnati alla stesura del nuovo disco, successore di “Lost Eden” (2013). Dopo l’intro “Prelude” partono nel migliore dei modi con un riff molto andante in stile maideniano in “Power Of The Gods”, che mette in mostra tutte le loro qualità: dall’irruenza da fabbro alla batteria di Simone C. (di nome e di fatto, visto che lo è al di fuori del palco), alle melodie epiche/fantasy delle chitarre e keytar fino ai cori dagli acuti ultrasonori di “Kiskeiana” memoria di Simone M.. Proseguono con “Path Of Sworms”, che sarà parte del prossimo disco, dalle atmosfere più progressive/symphonic sulla quale si notano i virtuosismi alle tastiere di Enrico. La cavalcata “Fly Away” che, come di consueto nei loro concerti dedicano al pubblico presente (fin’ora in numero molto ridotto, ma nonostante ciò è partecipe e apprezza), fa volare le menti proprio come suggerisce il titolo. “Godless” e “Flame Of The Knowledge” faranno parte anch’esse del nuovo album: nella prima il duo Albert e Gianmarco alle chitarre mostrano le loro abilità negli assolo, mentre la seconda, dal keytar d’impronta Nightwish, è tirata e potente. Chiudono con “Lost Eden” nella quale sembra di entrare proprio in un Eden, dal mood gioioso e mistico, dove il ritornello è cantato da Luca senza assolutamente sfigurare affianco al talentuoso frontman. Riassumendo: una voce da brividi, chitarre che si passano gli assolo alla velocità della luce a mo’ di staffetta, tastiere atmosferiche e marcate, vorticosi giri di basso e doppio pedale onnipresente sono gli ingredienti per un power metal senza soluzione di continuità. Altair: semplicemente fantastici.

Setlist:

  1. Prelude/Power Of The Gods
  2. Path Of Worms
  3. Fly Away
  4. Godless
  5. Flame Of Knowledge
  6. Lost Eden

ALTAIR lineup:

  • Simone Mala – Vocals
  • Gianmarco Bambini – Guitar
  • Albert Marshall – Guitar
  • Enrico Ditta – Keyboards
  • Luca Scalabrin – Bass & Vocals
  • Simone Caparrucci – Drums
{{title}} {{title}}

_______________________________

Veil Of Conspiracy
Dopo un veloce cambio palco è il momento dei Veil Of Conspiracy. Prima di chiamarsi così, la band era nota come Astral Domine, ma con i nuovi arrivi di Titta Tani in primis e successivamente di Marco Antonio, è coinciso un cambio di repertorio e gioco forza anche del moniker. Adesso suonano un progressive metal più moderno, con accenni di thrash, abbandonando le tematiche fantasy/epiche per quelle più attuali legate alla dura realtà. Partono alla grande “aggredendo” il palco con “Children Of Deception” (farà parte del prossimo disco) dove alla voce ruggente e graffiante di Titta Tani si uniscono la ritmica massiccia e riff imponenti. In “Where Heroes Die”, da “Arcanum Gloriae” (Astral Domine), tornano al passato mostrando atmosfere oniriche ed immaginarie grazie anche all’aiuto delle basi registrate della tastiera e degli effetti speciali. Segue la rabbiosa “Time Is Over”, che tratta di amici poco fedeli, dove all’arpeggio iniziale succedono riff heavy e cupi alla Black Sabbath. Terminano l’esibizione con un altro brano da “Arcanum Gloriae”, è “Welcome To My Reign” dalla voce “cattiva” e ritmi sostenuti. La seppur breve performance lascia traccia del loro passaggio con linee di chitarra leste ed efficaci e gli assolo pungenti di Luca insieme alla tenacia possente e veloce della sezione ritmica ed alla voce navigata di Titta Tani. Veil Of Conspiracy: progressive metal d’impatto.

Setlist:

  1. Children Of Deception
  2. Where Heroes Die (Astral Domine)
  3. Time Is Over
  4. Welcome To My Reign (Astral Domine)

VEIL OF CONSPIRACY lineup:

  • Titta Tani – Vocals
  • Luca Gagnoni – Guitars
  • Marco Antonio Sergi – Bass
  • Davide Di Patrizio – Drums
{{title}} {{title}}

_______________________________

Perseus
Ecco finalmente i Perseus! Giungono qui in questa data per il release party del secondo lavoro “A Tale Whispered In The Night” per Buil2Kill Records/Audioglobe (qui ottimamente recensito) che è la continuazione della saga di John Burns nel suo viaggio verso la redenzione interiore avviata nel disco d’esordio “The Mystic Hands Of Fate” (2014). La band brindisina prende vita dall’unione degli Hastings e di una tribute band dei Judas Priest (Defenders Of The Faith) ed amalgama sonorità tipiche dell’heavy metal classico al power metal più moderno, risultando apprezzabilissimi dai fan di Judas Priest, Iron Maiden, Labyrinth e Rhapsody. Si presentano sul palco con un look alla Matrix e, differentemente dal film in cui il protagonista deve scegliere tra la pillola blu e quella rossa, i Perseus non offrono alternative: qui si fa solo heavy metal nudo e crudo. Dopo l’intro che “richiama alle armi” segue il primo brano, “The Diary” in cui fanno subito sentire il proprio sound fatto di riff massicci e taglienti, colpendo lo spettatore e avendo un impatto travolgente. Sin dall’inizio non si può non notare la voce acutissima a stampo “Halfordiano” di Antonio che riecheggia nella sala e riempie i cuori dei pochissimi (purtroppo) presenti. Dopo l’intermezzo registrato “Time Is Over” in cui una telefonata si interrompe bruscamente, anche “Hidden Murders” irrompe bruscamente in puro stile Judas Priest, tanto che sulla base nel finale si sente un’allarme esplodere: tuonanti. “Magic Mirror” è il singolo/video del nuovo disco che parte con vocalizzi potenti e raffinati e dove il ritornello dalle melodie power si fa cantare, mentre l’assolo ricorda particolarmente le atmosfere di “One Shot At Glory” sempre dei Priest. Una domanda sorge spontanea: “specchio magico delle mie brame, chi è la band che sta scuotendo il reame?”; la risposta è facilmente intuibile. Segue poi “Dying Everytime”, dai ritmi più pacati e melodici. Su “Memories” (hit del primo album) ritornano a sciorinare heavy metal a ritmi sostenuti, riff potenti e dal ritornello più che “memorabile”. Alzare le corna è d’obbligo! I bpm salgono ancora di più in “Deciever”, che è decisamente tra i brani meglio riusciti, caratterizzata dalla cavalcata al doppio pedale, dai notevoli duetti alle chitarre armonizzate e dal ritornello degno di una hit. In “Son Of The Rising Sun” calcano l’hard’n’heavy degli anni ottanta con cori precisi e diretti. Neanche il tempo di prendere fiato che ritornano a martellare lanciando rasoiate con del power aggressivo in “I’m The Chosen One”: da far tremare le viscere. Prima del rush finale, ecco il momento “romantico” con la power ballad “Rain Is Falling”. Si ritorna a macinare heavy metal classico con la “saltellante” “Legions Of Heaven” seguita dalla cavalcata nei cieli di Pegaso (“The Ride Of Pegasus”) annunciata dall’intro “Never Surrender”. A questo punto Antonio presenta il primo ospite speciale per questa festa dei Perseus: è il mitico Fabio Lione! Insieme proporranno “un po’ di roba” ovvero un mix di evergreen metal. Iniziano con “Wasted Years” degli Iron Maiden, proseguendo con “Rock The Night” degli Europe dove, per completare l’opera, viene chiamato alle tastiere un’altro ospite, ovvero Giulio Cattivera (Dragonhammer) che ha partecipato alla registrazione del disco. I vocalist si divertono a duettare e a coinvolgere il pubblico, adesso discretamente più numeroso. Concludono in bellezza questa setlist speciale con la doppietta “Touch Of Evil” e la classicissima “Braking The Law” dei Judas Priest. La band ha espresso un metal possente ed elegante, dove alle altisonanti linee vocali del talentuoso e carismatico Antonio (da notare l’assoluta tenuta della sua ugola ad elevatissimi livelli per tutto lo show) si affiancano le trame metalliche delle chitarre infuocate e la sezione ritmica turbolenta, risultando in un’onda sonora inarrestabile che spettina. Perseus: veri “defenders” del heavy metal.

Setlist:

  1. Intro/The Diary
  2. Time Over/Hidden Murders
  3. Magic Mirror
  4. Dying Everytime
  5. Memories
  6. Deceiver
  7. Lux Domini/Son Of The Rising Sun
  8. I’m The Chosen One
  9. Rain Is Falling
  10. Legions Of Raven
  11. Never Surrender / The Ride Of Pegasus
  12. Wasted Years (with Fabio Lione – Iron Maiden cover)
  13. Rock The Night (with Fabio Lione & Giulio Cattivera – Europe cover)
  14. Touch Of Evil (with Fabio Lione & Giulio Cattivera – Judas Priest cover)
  15. Braking The Law (with Fabio Lione – Judas Priest cover)

PERSEUS lineup:

  • Antonio Abate – Vocals
  • Cristian Guzzo – Guitar
  • Gabriele Pinto – Guitar
  • Alex Anelli – Bass
  • Feliciano Lamarina – Drums
{{title}} {{title}}

 

La data del primo aprile potrebbe trarre in inganno, ma stasera i protagonisti non hanno assolutamente scherzato fornendo una prova convincente. Chi invece non ha preso sul serio l’evento è stato il pubblico rimasto a casa insieme a quello arrivato quando ormai la serata era volta quasi al termine: è davvero un peccato perché si sono persi un grande spettacolo e tre band veramente di livello nel panorama metal nostrano.