Una domenica con gli Hardcore Superstar!

HARDCORE SUPERSTAR + MICHAEL MONROE + CHASE THE ACE
live @ Live Club, Trezzo sull’Adda (Mi)
– domenica 25 ottobre 2015 – 

LIVE REPORT •
Solitamente la domenica è dedicata alla pace ed alla tranquillità delle mura domestiche, alla famiglia e al riposo, specialmente dopo una faticosa settimana lavorativa o scolastica. Normalmente sarebbe così…, ma non quando in città arrivano gli Hardcore Superstar, allora il rocker che è in noi esce fuori, l’adrenalina sale e si recuperano tutte quelle forze necessarie per andare ad assistere al loro concerto, come hanno fatto i numerosissimi fan che il 25 ottobre si sono ritrovati al Live Club di Trezzo sull’Adda (Mi), dove la band svedese ha fatto tappa per una delle tre date che hanno tenuto in Italia a supporto del loro nuovo album che prende il titolo dal loro nome, “HCSS” appunto. E come se non bastasse, il programma della serata è stato arricchito da un ospite d’eccezione che come co-headliner li accompagna in questa tournée: Michael Monroe! Un motivo in più per essere qui e divertirsi al ritmo della loro musica.

Chase The Ace
All’apertura delle porte un’orda di ragazzine impazzite prende d’assalto le transenne per conquistare un posto in prima fila, in attesa dell’arrivo dei loro beniamini. A tenergli compagnia ci sono i Chase The Ace, quartetto dalle origini israeliane, con qualche innesto inglese, con forti tendenze all’hard rock/glam/r’n’r. Una bella carica di energia la loro, arrembanti, spavaldi, affrontano il palco con grinta, la stessa che caratterizza brani come “The Cats Is On The Loose”. Conquistano facilmente il pubblico, brindando con una bottiglia di whiskey in nostro onore e con qualche frase un po’ “spinta” buttata qua e là in simil-italiano. Non se la cavano male questi ragazzi, il loro sound è intrigante, la platea si scioglie, comincia ad applaudirli e a cantare con loro “Hell Yeah” (che dà anche il titolo al loro secondo album di prossima uscita). Volano grossi palloni rossi sulle nostre teste durante la conclusiva “California”, in un clima festoso all’insegna del rock’n’roll: con loro il party è appena cominciato.

Setlist: “The Cats Is On The Loose” – “The Stalker” – “Fortunate Son” – “Bad Seed” – “Raise Your Glass” (Pink cover) – “Hell Yeah” – “California”

CHASE THE ACE lineup:
Roi Vito Peleg – Vocals / Rhythm Guitar
Yam Artzy – Drums
Dan Parsons – Lead Guitar
Yair Gadon – Bass
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Michael Monroe
Il numero dei presenti nel frattempo è notevolmente aumentato e come spesso accade per questo genere di eventi è molto eterogeneo: troviamo dal metallaro incallito, a chi invece è più avvezzo alle linee melodiche, da quelli che seguono tanto lo street rock quanto il punk… insomma, di tutto e di più, dato che le sonorità sia di Michael Monroe che quelle degli HCSS sono il punto d’incontro di vari generi, in un mix esplosivo pronto far saltare il Live Club. Tra bandane, creste, strass, glitter, maglie dei Ramones e Amon Amarth, ci si prepara ad accogliere Michael Monroe. Un ritmo tribale di tamburi preannuncia il suo arrivo e la sua sarà un’entrata col botto. Salutato dalle urla della folla, Michael comincia il suo show ed infiamma i propri fan brano dopo brano. Il suo lungo set ripercorre un po’ tutta la sua carriera: dagli Hanoi Rocks di “Oriental Beat” e Malibu Beach Nightmare”, ai Demolition 23 di “Hammersmith Palais”, senza ovviamente tralasciare la sua produzione solista come l’iniziale “’78”, “Trick Of The Wrist” o “R.L.F.”. Un grande frontman, non c’è che dire, camaleontico, un vero animale da palcoscenico, fa salire la temperatura del Live Club portando all’ebollizione il pubblico che si diverte sempre più, che si scatena e si esalta sui ritmi scanzonati della loro musica. Merito anche dei musicisti con i quali Michael si circonda, con due chitarristi d’eccezione come Steve Conte e Rich Jones che con la loro fantasia aggiungono quel pizzico di follia che non guasta mai. Sul palco succede di tutto, Michael è scatenato: più volte strapazza l’asta del microfono, suona il sax, l’armonica, balla il twist con Steve, poi lo vediamo in punta di piedi sulle transenne per stare più vicino al suo pubblico e fargli cantare “Goin’ Down With The Sheep”, allontanando anche gli uomini della sicurezza, per poi richiamarli e far bloccare un facinoroso che disturbava insistemente tutti gli altri spettatori. Su “Ballad Of The Lover East Side” tornano i scena i palloni che come Monroe schizzano da un punto all’altro del palco, poi una fan gli mostra un cartello col titolo di una canzone, “Stained Glass Heart”, e lui, fuori programma, l’accontenta e gliela dedica. E subito dopo eccoci insieme a cantare la scoppiettante “Dead, Jail Or Rock’n’Roll”, con la quale Michael prova a salutarci una prima volta, ma a gran voce tutti lo rivogliono in scena e lui torna per un caotico bis finale con “Nothing’s Alright” e “I Wanna Be Loved” (cover degli Heartbreakers) durante la quale succederà di tutto, in una baraonda generale che tra applausi, urla, chitarre sbattute a terra ed aste lanciate lascerà sul palco un vero e proprio campo di battaglia. Anche se a me non piacciono le contaminazioni musicali nell’heavy rock (soprattutto quelle pseudo punk’n’roll che non fanno proprio parte del mio dna), la dinamicità e la vitalità di Michael Monroe riescono a conquistare sempre tutti, me compreso.

Setlist: “’78” – “This Ain’t No Love Song” – “Old Kings Road” – “Trick Of The Wrist”  – “Oriental Beat” (Hanoi Rocks) – “Ballad Of The Lover East Side” “Man With No Eyes” – “R.L.F” – “Goin’ Down With The Ship” – “Hammersmith Palais” (Demolition 23) – “Got Blood?” – “Stained Glass Heart” – “Tragedy” (Hanoi Rocks) – “Malibu Beach Nightmare” (Hanoi Rocks) – “Up Around The Bend” (Creedence Clearwater Revival cover) – “Dead, Jail Or Rock’n’Roll” – “Nothing’s Alright” (Demolition 23) – “I Wanna Be Loved” (The Heartbreakers cover)

MICHAEL MONROE lineup:
Michael Monroe – Vocals
Sami Yaffa – Bass
Steve Conte – Guitar
Rich Jones – Guitar
Karl Rockfist – Drums
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Hardcore Superstar
Ci siamo quasi, il palco viene minuziosamente preparato per i protagonisti della serata: gli Hardcore Superstar. Tantissimi sono ora i loro fedelissimi che hanno raggiunto la location, sinceramente non mi aspettavo una risposta così numerosa. Ma la band svedese conta moltissimi seguaci nel nostro paese, soprattutto tra il gentil sesso, pronti a sostenerli ancora una volta. “Siete pronti Italia?” – ci chiede una voce femminile attraverso gli speakers – “fate il benvenuto ai vostri quattro spaccac*li, nati dallo stesso utero svedese!”. E poi continua: “A questi ragazzi piace il casino. A voi piace, vero? Accogliete questi quattro bastardi… Adde, Jocke, Martin Vic… questi sono Hardcore Fuckin’ Superstar!”.
E si parte con la travolgente “Sadistic Girl” che accende la miccia e fa esplodere un pubblico caricato a dovere poco prima dal biondo platinato Michael Monroe. Il carismatico Jocke è un vero trascinatore, la sua incontrollabile esuberanza è contagiosa e dilaga in tutta la sala: si canta, si salta, ci si lascia andare in uno stato di euforia generale sempre più forte, sempre più intenso. Non c’è brano che non inneschi un ballo convulso: “Guestlist”, “Torch The Sky”, “Bully”, danno il via in platea a continui vortici umani ininterrotti e senza sosta. D’altra parte non c’è tempo di prendere fiato, il drumming forsennato di Adde detta i ritmi del loro sound indiavolato, tra i tuonanti colpi di basso di Martin Sandvik e le graffianti zampate della chitarra di Vic Zino, probabilmente l’anima più metal della band. Un po’ di pausa ce la concedono durante il set acustico con il bel medley di “Someone Special / Standin’ On The Verge”, che tutti cantano in coro, giusto il tempo di ricaricare le batterie e ripartire in quarta con “Don’t Mean Shit”, sotto gli occhi di Michael Monroe che insieme alla sua band li sta seguendo dal backstage. Il pubblico va in delirio quando poi Jocke scende nel pit e corre verso il bancone del bar da dove canterà “Moonshine”. Sarà un puro caso, ma a questa escursione fa seguito la tutt’altro che sobria “Last Call For Alcohol”, con l’arrivo in scena di quattro bicchierini di whiskey: che li abbia ordinati Jocke mentre era al bar? Adde lascia temporaneamente la batteria nelle mani di un roadie per raggiungere i suoi compagni e brindare con loro alla nostra salute. C’è spazio anche per una sorpresa nel finale, Jocke introduce Michael Monroe ed insieme cantano “Long Way To Go” di Alice Cooper (pubblicata nel 2002 sull’edizione giapponese del loro Ep “Mother’s Love/Significant Other” – n.d.r.): una ciliegina sulla torta! Ma non è la sola. Durante “Above The Law”, ultimo brano della scaletta, gli HCSS smettono bruscamente di suonare e mettono in atto un simpatico siparietto: l’esibizione sui tamburi di poco prima del loro addetto non deve averli evidentemente soddisfatti e così i quattro prendono a forza il malcapitato roadie e lo lanciano sul pubblico per un po’ di sano crowd surfing. Piccolo giro sulle nostre teste ed eccolo ritornare in scena per attuare la sua vendetta: pian piano smantellerà la batteria, così la band finirà per suonare con quel poco che rimane sul palco. Ci penseranno i membri di tutte e due le band principali a riempirlo per i saluti finali, chiudendo così uno show sensazionale nel tripudio generale e con la promessa di tornare al più presto da noi. Anche se era domenica e gli HCSS (come citano nella loro famosa canzone) non la celebrano, per tutti è stata una grande festa!

Setlist: “Sadistic Girls” – “Guestlist” – “Touch The Sky” – “Medicate Me” – “Bully” – “Wild Boys” – “Dreamin’ In A Casket” – “Into Debauchery” – medley “Someone Special / Standin’ On The Verge” – “Don’t Mean Shit” – “Hateful” – “Moonshine” – “Last Call For Alcohol” – “We Don’t Celebrate Sundays” – “Long Way To Go” (Alice Cooper cover – con Michael Monroe) – “Above The Law”

HARDCORE SUPERSTAR lineup:
Jocke Berg – Vocals
Vic Zino – Guitar
Martin Sandvik – Bass
Adde Andreasson – Drums

report Rockberto Manenti
foto Stefania Marchi