Un viaggio nel tempo con gli Uriah Heep

URIAH HEEP
live @ Lido Po (ex-cantiere Arni), Boretto (Re)
– sabato 1 agosto 2015 – 

LIVE REPORT •
Un concerto di una band storica quali sono gli inossidabili Uriah Heep, portabandiera di quell’hard rock tipicamente British anni ‘7O che solo loro e pochi altri grandi sanno fare, rappresenta sempre qualcosa di unico e irrinunciabile. Le previsioni meteo purtroppo erano tutto fuorché incoraggianti, ma complice la grande voglia di rivedere gli Heep e una trasferta tutto sommato agevole in termini di chilometraggio, ci hanno dato le giuste motivazioni per metterci in strada. Man mano ci si avvicinava alla location il cielo si faceva sempre più cupo e minaccioso ed una volta giunti a Borreto (Re) siamo stati inondati da una cascata di pioggia. Per fortuna l’attenta e previdente organizzazione ha predisposto all’ingresso degli impermeabili usa e getta, una vera e propria salvezza per tutti visto che la pioggia incessante avrebbe continuato ad accompagnare un evento che si sarebbe svolto all’aperto (eccenzion fatta per il palco coperto).

Non erano previsti gruppi di supporto in apertura e alle 21.45 (con un ritardo minimo causa sound check posticipato per maltempo) i nostri Eroi fanno la comparsa sul palco, accolti da una selva di urla ed applausi! L’inizio è davvero di grande impatto e ci fa intravvedere sin dalle battute iniziali una band in ottima forma, con un Bernie Shaw in gran spolvero e un Mick Box adrenalinico ed in palla! Ad aprire le danze “Speed Of Sound” estratta dalla loro ultima uscita discografica (molto valida) “Outsider”. Un ottimo aperitivo direi prima di trovarsi risucchiati nel glorioso passato con la classica “The Hanging Tree”, ottimamente eseguita. “The Law” e “The Outsider” ci riproiettano al presente, ma è questione di poco… “Sunrise” prima, “Stealin'” subito dopo e a seguire “The Magician’s Birthday” riportano le nostre menti in un nuovo viaggio a ritroso nel tempo, trascinando il pubblico (non numerosissimo per la verità) al delirio più totale! Box da vero mattatore consumato, capisce che è il momento di pigiare l’acceleratore e ci regala assoli ed emozioni senza respiro, interagendo e dispensando sorrisi ai presenti, prontamente contraccambianti. A quasi 70 anni il leader e fondatore chitarrista bianco crinito è ancora in grado di stupire e lasciarci a bocca aperta, tanta la tecnica e la classe di cui è in possesso. “What Kind Of God” rappresenta una grossa inaspettata sorpresa, capace di graffiare ora come allora. “One Minute” e “Can’t Take That Away” sono altri due estratti di “Outsider” che, a mio parere, potevano essere tranquillamente trascurati per dare spazio a vecchi cavalli di battaglia. E’ ovvio che questo sia il tour mondiale a supporto di “Outsider”, ma francamente cinque estratti di questo (e lo ribadisco) validissimo album mi sono parsi eccessivi… una “Rainbow Demon” sarebbe stata più gradita. A questo punto, in prossimità dell’imminente rush finale, Box imbraccia la sua chitarra acustica ed ai presenti non è difficile intuire che è arrivato il momento di “July Morning”, uno dei loro pezzi più famosi e conosciuti di sempre, cantata a squarciagola da tutti insieme a Bernie. La magistrale “Lady In Black” ci provoca più di qualche brivido e sembrava sancire, a conti fatti, la degna conclusione dopo 1 ora e 15 minuti di un concerto perfetto. Ma invece i nostri “vecchietti” hanno voluto stupire ancora tutti e dopo soli 5 minuti d’attesa si sono ripresentati per il bis finale, con un accoppiata al fulmicotone,”Gypsy” e “Easy Leavin”, con il pubblico a questo punto preso nell’esaltazione più totale.

Uno scroscio incessante di meritatissimi applausi come ringraziamento va agli Uriah Heep per averci regalato un concerto indimenticabile, a tratti commovente e di rara bellezza artistica. Forever and ever Heep!
Infine vorrei fare un elogio anche a Slang Music e Kolosseo che, in collaborazione con il Comune di Boretto, hanno organizzato con perizia questo evento in una location facilmente raggiungibile e dotata di un ottima acustica, senza dimenticare poi i fonici della band ai quali vanno fatti i nostri complimenti per i suoni quasi perfetti (cosa non così comune da riscontrare oggigiorno).

Setlist: “Speed of Sound” – “The Hanging Tree” – “The Law” – “The Outsider” – “Sunrise” – “Stealin'” – “The Magician’s Birthday”  – “What Kind of God” – “One Minute” – “Can’t Take That Away” – “July Morning” – “Lady in Black” – “Gypsy” – “Easy Livin'”

URIAH HEEP lineup:
Mick Box – Guitar
Phil Lanzon – Keyboards
Bernie Shaw – Vocals
Russell Gilbrook – Drums
Dave Rimmer – Bass

report: Alessandro Masetto
foto: Stefania Marchi