Uli Jon Roth: rock in Avasinis

ULI JON ROTH
live @ Festa del Lampone e del Mirtillo, Avasinis (Ud)
– venerdì 14 agosto 2015 – 

 

LIVE REPORT •
Avasinis è un piccolo borgo in provincia di Udine, ai piedi del monte Cuar e a pochi passi de Gemona del Friuli, che ogni anno in estate diventa punto di riferimento per i migliaia di golosi che vengono a visitarla in questo periodo in occasione della Festa del Lampone e del Mirtillo, un evento caratteristico che coinvolge un intero paese e permette agli occasionali avventori di immergersi in un clima festoso gustando prodotti tipici e i famosi frutti di bosco, fulcro principale di questa sagra. Tra invitanti stand gastronomici e tavole imbandite, trova spazio anche la musica con una serie di concerti gratuiti, dando così quel tocco di allegria in più all’atmosfera che si va creando nei tre giorni in cui si svolge la kermesse. In questa cornice il 14 agosto si è esibito Uli Jon Roth, ex-chitarrista degli Scorpions che, con uno spettacolo intenso e coinvolgente, ha affascinato e conquistato il numerosissimo pubblico presente, sia quello arrivato fin qui specificatamente per lui, ma soprattutto anche coloro che lo ascoltavano per la prima volta e che hanno così avuto modo di conoscere un grande artista.
Ad intrattenere i presenti, poco prima dell’arrivo di Uli, sul palco allestito di fronte alla lunga gradinata che conduce alla Chiesa, ci hanno pensato Gli Anni Ruggenti, sestetto che propone musica anni ‘60/’70 con un repertorio che spazia dai Creedence Clearwater Revival, ai Rolling Stones, Beatles, Queen, ma non dimenticando la produzione italiana con Nomadi, Morandi, Pooh, Celentano etc…, ed un tocco di blues con la riproposizione di “Still Got The Blues” (Gary Moore), raccogliendo i numerosi e calorosi applausi da parte degli appassionati del genere e riscaldando l’ambiente con qualche Twist che ha dato vita a degli improvvisati “balli di piazza”. Non è certo questa la sede dove recensire una band come Gli Anni Ruggenti, dal sound decisamente lontano anni luce dall’hard&heavy, ma devo dire che da navigati musicisti se la sono ben cavata.

Uli Jon Roth
Si giunge così al clou della serata, tutto è pronto per accogliere l’ospite principale: Uli Jon Roth. Tra l’altro c’è un motivo in più per essere qui, perché oltre a poter fruire della sua immensa classe, il fenomenale Uli sta portando sui palchi di tutta Europa il suo “Scorpions Revisited”, riproponendo una selezione di brani storici riguardanti il periodo della sua militanza nella band tedesca, in una versione rinnovata e più elaborata.
Uli ci prende per mano conducendo lo spettatore attraverso quelle canzoni che hanno contribuito a creare il mito intorno agli Scorpions e passo dopo passo ci narra, con la musica, la sua carriera artistica. Così ecco “All Night Long”, mai pubblicata in un album di studio (ma solo sul live “Tokyo Tapes” e successivamente come singolo), che dà il via al racconto di un lustro passato con il gruppo tedesco. Insieme ai suoi compagni di palco ripercorre i migliori momenti di una band è entrata a pieno diritto nella storia del rock, con pezzi come la magnifica ed intrigante “The Sails Of Charon”, la travolgente “We’ll Burn The Sky”, o la più introspettiva “In Trance”, una continua passerella di brani che mettono in luce l’estro, il tecnicismo e l’eleganza dello straordinario Uli, che ci incanta con i suoi virtuosismi sulla Sky guitar e il suo innato gusto musicale, lasciandoci letteralmente a bocca aperta. Non da meno è il resto del gruppo: Niklas Turmann è un perfetto vocalist che sa spaziare dalle melodiose armonie di “Fly To The Rainbow” (introdotta da un magnifico solo acustico di Roth), alle tonalità più aggressive di “Dark Lady”, facendo sfoggio della sua notevole estensione vocale, nonché del suo fascino che conquista le giovani spettatrici (ma anche quelle più mature) qui presenti. Uli ama circondarsi di musicisti di un certo spessore, li guida sapientemente come solo un grande “direttore d’orchestra” come lui sa fare, creando così un ensamble dalla sinergia unica. Luca Poma, fido alfiere dallo stile sopraffino, lo affianca alla seconda chitarra ed insieme allo stesso Uli e Niklas crea un trio fantastico che, unendo le proprie forze, nota dopo nota lascia il segno a colpi di fioretto come i tre moschettieri: tutti per uno, uno per tutti. Alle loro spalle Don Roxx (basso) e Pino Liberti (batteria) sostengono con il loro ritmo tutte le evoluzioni sonore della band, creando quel tappeto sonoro profondo e compatto sul quale ciascuno può “giocherellare” a proprio piacimento, come ad esempio su “I’ve Got To Be Free”, dove ognuno può dare “libero sfogo” alle proprie capacità.
La standing ovation è d’obbligo, tutti in piedi ad applaudire il “maestro” Roth, visibilmente felice di essere qui davanti a questo pubblico che lo acclama e lo sostiene e così ci regala ancora qualche perla come “Picture Life” e “Catch Your Train”, prima di concludere con un set dedicato al suo mentore Jimi Hendrix, iniziando con “All Along The Watchtower”, brano di Bob Dylan che fu ri-arrangiato dallo stesso Hendrix e ne fece un suo cavallo di battaglia, per finire poi con due classici del repertorio Hendrixiano come “Little Wing” e “Purple Haze” che hanno entusiasmato tutta la platea.
Una grande performance in un contesto particolare che hanno fatto di questa vigilia di Ferragosto una serata indimenticabile, grazie anche alla Proloco Amici di Avasinis che ha invitato qui un artista eccezionale come Uli Jon Roth.

Setlist: “All Night Long” (Scorpions) – “Longing For Fire” (Scorpions) – “The Sails Of Charon” (Scorpions) – “Sun in My Hand” (Scorpions) – “We’ll Burn The Sky” (Scorpions) – “In Trance” (Scorpions) – “Acoustic Solo” – “Fly To The Rainbow” (Scorpions) – “I’ve Got To Be Free” (Scorpions) – “Dark Lady” (Scorpions) – “Pictured Life” (Scorpions) – “Catch Your Train” (Scorpions) – “All Along The Watchtower” (Bob Dylan cover) – “Little Wing” (Jimi Hendrix Experience cover) – “Purple Haze” (Jimi Hendrix Experience cover)

ULI JON ROTH BAND lineup:
Uli Jon Roth – Guitars, Vocals
Niklas Turmann – Vocals, Guitars
Luca Poma – Guitars
Don Roxx – Bass
Pino Liberti – Drums

report: Rockberto Manenti