THE CLASSIC POWER METAL SHOW – il report della prima edizione

THE CLASSIC POWER METAL SHOW :
DRAKKAR + BLACK PHANTOM + AIRBORN + AHRCANA
live @ The One Live Club, Cassano d’Adda (MI)
– sabato 6 aprile 2019 –

 

 

LIVE REPORT • 

Il Power Metal Show nasce da un’idea di 3 veterani della scena Metal italiana, Dario Beretta dei DRAKKAR, Alessio Perardi degli AIRBORN ed Andrea Tito dei BLACK PHANTOM, e quale migliore location per la prima data di questo festival metal itinerante, se non il The One di Cassano d’Adda, sempre apprezzato per dare ampio spazio a gruppi che suonino musica propria, piuttosto che le solite cover band: perché, ricordiamolo, il metal italiano non è solo Lacuna Coil e Rhapsody of Fire!

Ahrcana
La band milanese è la prima a rompere il ghiaccio col pubblico e ad aprire la serata inaugurale del festival.
Fondata inizialmente col nome Dark Elf, dall’incontro tra il batterista Gianluca Luci e il chitarrista Andrea Carisi nel 1998, nel ’99 si arriva alla prima formazione stabile.
Un paio di demo, poi il contratto con la Steelborn Records (divisione della Northwind Records) e nel 2003 vede la luce, nei New Sin Studios di Treviso, “Into the prophecy”, il debutto di un concept album, con evidenti riferimenti fantasy, di immediato successo.
Nel 2005 lo split, poi un lungo silenzio durato 12 anni.
Nel 2017 ecco la nuova line up, capitanata dai due membri storici, Montonati e Luci, completata dai nuovi arrivi, la voce Riccardo Re, la chitarra di Mike Guzzo e il basso di Luca Prederi, che portano nuova carica, sia tecnica che compositiva e vigore alla band.
Con chiare influenze del power/speed tedesco (Helloween, Gamma Ray, Angra, da cui prendono ispirazione), gli Ahrcana cercano nuovamente il loro posto di prepotenza nella scena Power metal italiana: quando si pensa che il Power metal in Italia abbia già detto tutto, il gruppo milanese riesce a emergere per la sua creatività, con motivi orecchiabili e ben arrangiati per quanto riguarda la costruzione dei cori, armonizzazioni di chitarra negli assoli, composizioni articolate, lunghe e forse ambiziose, ma alla fine vincenti.
Seppure la set list abbia un sound speed metal con influenze sinfoniche, strutturato da potenti cori epici, si tengono ben lontani da atmosfere sinfoniche e neoclassiche o da tentativi prog.
Dopo una breve intro, ecco partire “The travel”, con la sua chiara impronta speed, rapida e dinamica, in puro stile Helloween, indiscutibile breaker della serata.
“Immortal”, vero inno di priestiana memoria, trascina il pubblico e lo prepara ad accogliere con eccitazione “L’ira di Achille”, brano che sarà inserito nel nuovo album in preparazione, le cui registrazioni dovrebbero partire in autunno.
Conclude questa breve, ma intensa performance “Stormmaster”, drammatica, da gran finale, con la chitarra di Franz Montonati.

Setlist:

  1. The travel
  2. Immortal
  3. L’ira di Achille
  4. Stormmaster

AHRCANA lineup:

  • Riccardo Re – Voice
  • Franz Montonati – Guitar
  • Mike Guzzo – Guitar
  • Luca Prederi – Bass
  • Gianluca Luci – Drums
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foto: Melissa Ghezzo – Maurizio Imbriaco

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Airborn
Band torinese nata nel 1995, con già 1 album live e 5 album in studio all’attivo. L’ultimo, “Lizard Secrets – Part One: Land Of The Living” è il primo capitolo di una trilogia, il cui secondo atto è attualmente in fase di preparazione.
La band è alle prese con il Lizard secrets tour per la promozione dell’ultimo album e oggi vede la sua seconda tappa, dopo l’esordio a Bergamo e in preparazione della trasferta in Germania, patria d’elezione della band, per l’ XI Taunus festival il 13 aprile.
Il pubblico già caldo per la performance degli Ahrcana accoglie con entusiasmo “The hero”, cui segue “Who We Are”, in cui si sente tutta la grinta dei quattro componenti della band. Seguendo la track list dell’ultimo album, si prosegue con la cantabile “Lizard secret”, per poi cedere alla epica “Wolf child”.
Dopo ancora n paio di brani, gran finale con “Metal Haters”, ormai inno della band, cui il pubblico risponde “Long live metal, fuck the haters!“.
E alla fine è tempo di applausi: “Ain’t gonna hide, we are born to fly, higher and higher!!!”

Setlist:

  1. The hero
  2. Who we are
  3. Lizard secret
  4. Wolf child
  5. Here comes the claw
  6. King of fear
  7. Metal haters

AIRBORN lineup:

  • Alessio Perardi – vocals, guitars
  • Roberto Capucchio – guitars
  • Domenico Buratti – bass
  • Roberto Gaia – drums
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foto: Melissa Ghezzo

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Black Phantom
Dopo una breve pausa, ecco salire sul palco nuovamente una band milanese, i Black Phantom, nati nel 2014 da un progetto parallelo ai Mesmerize di Andrea Tito.
Approfittando di una pausa dopo il quinto album con la sua band, Andrea Tito, bassista e compositore dei Mesmerize inizia un progetto solista che lo porta alla pubblicazione del primo album, Better beware!” con la nuova band, i Black Phantom: una serie di brani di metal classico, nel cassetto da anni e mai pubblicati con la band storica.
La band è attualmente al lavoro su un secondo album, ma non lascia trapelare indiscrezioni.
Le sonorità del primo album sono più heavy metal piuttosto che power thrash della band di origine; Judas Priest, Helloween e Iron Maiden sono punti di riferimento imprescindibili: proprio degli Iron includono una cover nel primo album, un pezzo non così usuale, “Total Eclipse”.
Si inizia subito forte, con “Light Behind the Armour”, una epica cavalcata di apertura, con andature diversificate e repentini cambi di tempo, puro heavy metal, nudo e crudo.
“Less Than Zero”, pungente, molto dinamica, dà un approccio molto più power al brano. Segue ancora un omaggio agli Iron, con “Firebase Valley Forge”.
“From an Is to a Was” presenta un interessante l’assolo di basso con i virtuosismi di Tito, cui segue “The invisible man”, esplosiva, passionale.
È il momento dell’omaggio vero agli Iron Maiden, con la cover “Total eclipse”, e il pubblico si fa sentire ancora più caldo.
Ultimo brano, “Black Phantom” in stile Iron Maiden, in cui Andrea Tito al basso dà il suo meglio.

Setlist:

  1. Light behind the armour
  2. Less than zero
  3. Firebase valley forge
  4. From an is to a was
  5. The invisible man
  6. Total eclipse (Iron Maiden cover)
  7. Black phantom

BLACK PHANTOM lineup:

  • Manuel Malini – vocals
  • Luca Belbruno – guitar
  • Roberto Manfrinato – guitar
  • Andrea Tito – bass
  • Ivan Carsenzuola – drums

 

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foto: Maurizio Imbriaco

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Drakkar
L’atmosfera è ormai calda, tanto che un terzetto di ragazzi del pubblico inizia un tentativo di pogo…
Entra sul palco l’ultima band della serata, i Drakkar, il cui chitarrista, Dario Beretta è anche promotore del festival.
Nata nel 1995, diversi cambi di formazione, ma con una solida produzione negli anni, la band milanese sa bene come infiammare gli animi del pubblico, con un power metal di stampo prettamente tedesco, che trae ispirazione da gruppi come Rage, Blind Guardian e Running Wild.
La band è attualmente alle prese con la registrazione del nuovo album in studio e nel corso della serata coglie l’occasione per presentare alcuni brani inediti, che accolgono decisamente l’approvazione unanime della sala: negli anni la band ha imparato a valorizzare maggiormente i suoi punti di forza, soprattutto non temendo più la pressione esterna, affrontata con una maturità e consapevolezza.
I brani si susseguono quasi senza soluzione di continuità, col pubblico che asseconda e canta con la band: anche un paio di incursioni del terzetto del pogo dà il polso della serata.
Una breve introduzione al brano “Invincible” interrompe per pochi attimi la musica. È una dedica alle band che si sono esibite stasera e a quelle che ancora lottano contro tutto e tutti, tenendo sempre accesa la fiamma del power metal: per coloro che, nonostante il duro lavoro profuso negli anni, i sacrifici, magari non ha raccolto il successo sperato e meritato, ma che continuano sempre a tener duro con la stessa passione e ad andare avanti. -Siete voi gli “Invincible”!
Ancora un ultimo brano, “Dragonheart”, e la serata volge al termine, ma il pubblico vuole ancora qualcosa… -One more song! One more song!-
E allora avviene quello che non ti aspetti: la band invita un batterista a unirsi a loro… inizialmente nessuno ha il coraggio di farsi avanti, ma poi iniziano a salire sul palco anche i membri delle altre band: il batterista degli Airborn sostituisce Daniele Ferru, poi si unisce anche il cantante, ma virtualmente (e anche fisicamente, chi tra il pubblico, chi appena dietro le quinte) partecipano tutti e si intona “Breaking the law” dei Judas Priest.
Raise your horns, metalheads!!

Setlist:

  1. Black sails
  2. Pure of heart
  3. Eridan falls
  4. Flaming shores
  5. Nebula
  6. Run with the wolf
  7. Invincible
  8. Dragonheart
  9. Breaking the law (Judas Priest cover)

DRAKKAR lineup:

  • Dario Beretta – Guitar
  • Dave Dell’Orto – Vocals
  • Marco Rusconi – Guitar
  • Simone Pesenti Gritti – Bass
  • Daniele Ferru – Drums
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foto: Maurizio Imbriaco