Testament – disciples of the thrash all’Atlantico!

TESTAMENT + INFERNAL TENEBRA + DYING GORGEOUS LIES
live @ Atlantico, Roma
– giovedì 28 luglio 2016 –

 

LIVE REPORT •

Quando si parla di thrash, sono quattro i nomi che subito balzano alla mente: Metallica, Slayer, Megadeth e… Testament. Per chi ha vissuto appieno gli anni ’80, sa benissimo che quelle di cui abbiamo parlato sono senz’altro tra le band più importanti per la storia di un genere che ha veramente fatto furore, e che, tanto allora quanto ancor oggi, hanno influenzato migliaia di nuove leve a venire. I Testament tornano in Italia per tre date e danno il via al loro mini-tour nella nostra penisola proprio dalla capitale, precisamente all’Atlantico, che in questa calda serata vedrà radunarsi numerosi metalheads per formare un’unica ed indomabile legione.

Dying Gorgeous Lies
Con un po’ di ritardo sull’orario previsto, causa problemi tecnici nel pre-concerto (come ci spiegherà in seguito Ivo Petrovic, chitarrista degli Infernal Tenebra), il compito di aprire le porte dell’inferno (e mai come in questo caso definizione fu più appropriata, visto il caldo all’interno del locale) viene affidato ai Dying Gorgeous Lies, formazione tedesca capitanata dalla rossa Lisa Monet. Fautori di un thrash che strizza l’occhio più agli anni duemila piuttosto che agli “eighties”, i DGL sparano a raffica i loro brani uno dietro l’altro con ritmi e riff serratissimi e martellanti, suonati con cattiveria e rabbia, sui quali la giovane singer può aggredire con la sua voce al vetriolo. Certo, la fantasia compositiva non è sicuramente il loro forte e, alla lunga, i loro pezzi sembrano essere molto simili tra loro (ed in alcuni momenti anche un po’ troppo “ispirati” ad altre più ben note canzoni: casualmente il riff centrale di “First World Breakdown” somiglia un po’ troppo a “Princess Of The Night” dei Saxon…). Anche a livello tecnico non siamo oltre la sufficienza, ma sicuramente gli va dato atto di avere dalla loro l’irruenza della loro giovane età e, soprattutto, la giusta energia per dare la carica ad un pubblico affamato di metal, come quello di stasera. A mio parere il pezzo più interessante e meno anonimo è proprio la self titled “Dying Gorgeous Lies”, brano con cui chiudono il loro set tutto sommato abbastanza apprezzato dal pubblico che li ha incoraggiati dall’inizio alla fine.

Setlist:

  1. Ancient Tales
  2. Rise Again
  3. No. 759
  4. Suppressing Fire
  5. First World Breakdown
  6. Edge
  7. Beast Mode
  8. DGL

DYING GORGEOUS LIES lineup:

  • Lisa “Liz Gorgeous” Minet – Vocals
  • Marcel “Mashl J.” Völkel – Guitar
  • Bernd “E. Burned” Stübinger – Guitar
  • Sascha “Buzz’D Joe” Schulze – Bass
  • Stephan “J.J.” Straubinger – Drums
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foto: Stefano Panaro

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Infernal Tenebra
Con l’arrivo degli Infernal Tenebra ci addentriamo in territori più estremi, per spingersi così verso il death metal tecnico del loro sound. Il combo croato (provengono esattamente dall’Istria) parte all’assalto con pezzi come “The Seventh Seal” o “Blood Stained Canvas”, dando l’impressione di voler demolire ogni ostacolo con sonorità brutali che miscelano, con successo, capacità, abilità e tanta lucida violenza, dove al ringhioso growl di Darko Etinger, si affianca il travolgente tecnicismo del chitarrista Ivo Petrovic, con le sue improvvise e vincenti incursioni solistiche. Purtroppo per loro, ma soprattutto per i tanti appassionati di questo genere qui presenti, vengono bruscamente interrotti per il ritardo accumulato sulla tabella di marcia (per i motivi di cui sopra), e la loro esibizione finisce con molto anticipo suscitando le ovvie proteste di tutto il pubblico che li applaude a lungo e calorosamente, a dimostrare tutta la sua solidarietà. Una prima volta a Roma che, probabilmente, lascia l’amaro in bocca ai quattro ragazzi istriani… ma non solo a loro. Li attendiamo nuovamente nella Città Eterna per ascoltare il resto dei brani, quelli che non hanno fatto qui oggi e che, viste le premesse, avrebbero sicuramente dato maggior risalto alla loro buona performance.

Setlist:

  1. The Seventh Seal
  2. Catharsis
  3. Blood Stained Canvas
  4. The Art Of Survival

INFERNAL TENEBRA lineup:

  • Darko Etinger – Guitars, Vocals
  • Ivo Petrovic – Guitars
  • Viktor Sincic – Bass
  • Sebastian Stell – Drums
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foto: Stefano Panaro

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Testament
Era il 1987 quando ebbi il primo incontro ravvicinato live con i Testament, in quel di Reggio Emilia a supporto degli Anthrax. Sono trascorsi quasi 30 anni, eppure ogni volta che li rivedo ritrovo in loro la stessa energia di una volta, come se il tempo non fosse mai passato. Mentre il pubblico, impaziente, nell’attesa del loro ingresso comincia a gridare il loro nome con cori da stadio, sul palco fervono i preparativi e la scena comincia a prendere forma e come in un tempio, tra simboli pagani, simulacri e profumo d’incenso, ci si prepara al “Rituale”: tutto è pronto per mettere in “pratica ciò che si predicherà” stasera!
Un massiccio attacco che va ben oltre il muro del suono è quello che ci aspetta: i Testament partono all’assalto con “Over The Wall”, il primo brano con cui si presentarono al mondo intero tanti e tanti anni fa… e la distruzione ha inizio!
Chuck Billy dall’alto della sua maestosa presenza ci dà la carica: è tempo di sollevarsi e far sentire la nostra presenza e “Rise Up” è la sua imperiosa esortazione alla quale rispondiamo con tutta la nostra forza, alimentati dalla potenza di un sound che ci travolge senza pietà.
Il possente vocalist domina la scena, ci incita, ci stimola, ci infiamma ruggendoci contro con la sua voce graffiante e cavernosa: lui è il nostro Verbo, lui è il nostro “The Preacher”!
Old school, pogo, crowd surfing, stage diving: tutto contribuisce a rendere ancora più veemente l’offensiva di una band che vanta nelle proprie fila cinque musicisti di qualità superiori, a cominciare da un Alex Skolnick che strabilia con la sua tecnica e che su ogni brano lascia la sua impronta con stratosferici assoli di chitarra, ostentando una classe e una disinvoltura veramente disarmante e sciorinando migliaia di note che in pochi secondi colpiscono nel segno, letali come una raffica di proiettili d’acciaio.
E se Eric Peterson ci trafigge con i furiosi riff di “The Haunting” e “More Than Meets The Eye”, ecco che Steve DiGiorgio, dopo aver fomentato il pubblico con qualche “altisonante” bestemmia, mette in mostra il suo animalesco stile e ci frusta col suo basso su “Practice What You Preach” nel delirio più totale.
E poi ancora “The New Order”, l’oscura e crudele “Dark Roots Of The Earth”: brani vecchi e nuovi che si susseguono come l’incedere inarrestabile di un rullo compressore, spinti dall’impetuoso e granitico drumming di Gene Hoglan, che detta il ritmo del nostro incontrollabile headbanging.
Non c’è tregua alcuna, i Testament spingono sempre più e allora entriamo tutti “Into The Pit” e lanciamoci nel frenetico pogo che si innesca in platea, un vortice umano che pian piano si allarga e coinvolge, inesorabilmente, tutti i fan sempre più scatenati: il massacro è appena cominciato!
Chuck si batte spesso il petto all’altezza del cuore per ringraziarci dell’ardore che ci anima nei loro confronti e farci capire che prova la stessa cosa, un legame inscindibile come quello che ha nei confronti degli indiani d’America, fiero delle sue origini e ai quali dedica “Native Blood”.
E nel finale, tutti a cantare insieme a lui “Alone In The Dark”, preludio dell’apocalisse sonora che si prepara con le prime note della conclusiva “The Formation Of Damnation”: Chuck scende e si avvicina alle transenne in prossimità del pubblico, lo divide in due e poi lancia uno scontro muro contro muro che scuote come un terremoto la location, in uno scontro frontale devastante, mentre sul palco la band procede nella sua marcia trionfale come un’invincibile macchina da guerra.
Ancora un volta i Testament dimostrano la loro grandiosità e lo fanno in una piazza importante come Roma che non li vedeva da parecchio tempo, esattamente dal 2009, e che, grazie alla Hellfire Booking in collaborazione con Erocks Production, ha potuto finalmente rivivere dal vivo il loro emozionante e prorompente sound. Assolutamente micidiali!

Setlist:

  1. Over The Wall
  2. Rise Up
  3. The Preacher
  4. The Haunting
  5. More Than Meets The Eye
  6. Practice What You Preach
  7. The New Order
  8. Dark Roots Of Earth
  9. Into The Pit
  10. D.N.R. (Do Not Resuscitate)
  11. 3 Days In Darkness
  12. Native Blood
  13. Disciples Of The Watch
  14. Alone In The Dark
  15. The Formation Of Damnation

TESTAMENT lineup:

  • Chuck Billy – Vocals
  • Eric Peterson – Guitar
  • Alex Skolnick – Guitar
  • Steve DiGiorgio – Bass
  • Gene Hoglan – Drums
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foto: Stefano Panaro