TARJA & STRATOVARIUS: sinfonie nordiche nella Città Eterna

TARJA + STRATOVARIUS + SERPENTYNE
live @ Orion, Ciampino (Roma)
– martedì 16 ottobre 2018 –

 

LIVE REPORT •

Quella del 16 Ottobre è stata una serata imperdibile per tutti gli amanti del metal sinfonico. La prima delle due tappe italiane del tour Europeo che vede Tarja e Stratovarius nel ruolo di co-headliner tocca l’Orion di Ciampino per un concerto sì dalle tinte sinfoniche, ma che allo stesso tempo può essere appetibile a diversi tipi di palati musicali. Come già accennato infatti la chiave sinfonica che accomuna tutte e tre i gruppi presenti in cartellone è contornata da stili musicali abbastanza diversi passando dalle tinte più rock di Tarja al power metal degli Stratovarius, fino ad arrivare alla band di apertura della serata, i Serpentyne, che propongono un sound più vicino al folk.

 

Serpentyne
Sono da poco passate le 19 quando i Londinesi Serpentine fanno il loro ingresso sul palco vestiti di nero con tanto di palandrane e cappucci. Davanti a loro il locale è ancora abbastanza vuoto, ma la formazione inglese non si scoraggia proponendo ai pochi accorsi sotto al palco il loro Folk Metal dalle atmosfere piuttosto epiche. La band, con all’attivo tre dischi, è qui per promuovere l’ultima uscita targata 2016, “The Serpent’s Kiss”. La vocalist Maggiebeth Sand, la cui voce eterea ed a tratti narrativa è uno dei tratti più distintivi del sound della band, saluta il pubblico con un delicato italiano dicendo di essere contenta di essere qui per la prima volta. E così parte “Dark Queen” primo pezzo della serata (brano per cui è stato girato anche un videoclip) dall’andamento abbastanza cadenzato, con una struttura piuttosto semplice arricchita da una cornamusa e da una importante struttura sinfonica tra cui spiccano dei cori (probabilmente pre-registrati, come del resto lo sono tutte le trame sonore create dalle tastiere… in realtà assenti sulla scena ). La band ci conduce per mano attraverso dei brani che narrano di personaggi mitologici e altri di rilevanza storica (vedasi “Helen Of Troy” o “Jean D’Arc”) in un’atmosfera molto allegra e fiabesca. A seguito di “Helen Of Troy” abbiamo un intermezzo in pieno stile folk celtico su “Pipes And Drums” con tanto di kilt, flauti, cornamuse, tamorre e balletti sul palco. Nel complesso una band che per certi versi mi ha ricordato un connubio tra i tedeschi Haggard e i Blackmore’s Night. Senz’altro un buon antipasto per riscaldare i presenti che già scalpitano per l’arrivo degli Stratovarius…

Setlist:

  1. Dark Queen
  2. Jean D’Arc
  3. Helen Of Troy
  4. Pipes And Drums
  5. Lammas Night
  6. Morrigan’s Jig

SERPENTYNE line up:

  • Vaughan Grandin – Bagpipes, Vocals
  • Nigel Midleton – Bass
  • John Haithwaite – Drums
  • Lee Wilmer – Guitars
  • Maggiebeth Sand – Vocals
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foto: 
 Stefano Panaro

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Stratovarius
Quando la celebre band finlandese sale sul palco sono da poco passate le 20 e l’Orion è gremito di fans, una parte dei quali, lasceranno in seguito il locale dopo il concerto degli Stratovarius, segno che la maggior parte delle persone stasera è qui per loro. Ormai dopo un certo numero di volte in cui ho presenziato ad un concerto della band scandinava mi sono reso conto che il vero aspetto che può decretare il successo o meno dello stesso live show è la voce di Timo Kotipelto, tanto perfetta su disco quanto altalenante nei live. In questa occasione, tuttavia, il biondo vocalist degli Stratovarius ci offre una prestazione maiuscola e senza sbavature a cui si è associata una prestazione altrettanto perfetta da parte del resto della band. Stasera ci attendono un paio di chicche non indifferenti; innanzitutto un nuovo pezzo inedito estratto dall’album uscito di recente chiamato “Enigma- Intermission pt. II” (recensito dal sottoscritto su queste stesse pagine – link) che è in pratica una raccolta di B-Side del periodo post-Tolkki con qualche brano riarrangiato in chiave orchestrale e tre inediti. “Oblivion” è il pezzo che è stato scelto per promuovere il disco in questione stasera. La seconda chicca è la semi-ballad “4000 Rainy Nights” che, come accennato da Timo Koltipelto, viene suonato in questo tour per la prima volta con la nuova formazione. E poi c’è la magnifica “Destiny”, tratta dall’omonimo full-lenght, suite da dieci minuti che per quanto mi riguarda rappresenta una delle cose migliori che la band abbia mai scritto e avendo sicuramente rappresentato uno dei massimi highlight della serata. Per il resto la band si presenta coesa e compatta sul palco il quale viene munito sui lati di due teli con il classico giglio del gruppo mentre sul retro della batteria troneggia uno schermo di grandi dimensioni che verrà in seguito usato per proiettare i video durante il concerto di Tarja, ma che in questo caso mostrerà il logo degli Stratovarius. Il pubblico sarà sempre piuttosto caldo durante tutto l’andamento del concerto e non si risparmierà nel cantare a squarciagola i ritornelli dei brani più famosi come “Eagleheart”, “Paradise”, “Black Diamond”, “Forever” e “Unbreakable” (che ormai può essere considerata una nuova hit della band essendo un pezzo che gli Strato non rinunciano mai di proporre dal vivo) oltre la solita immancabile “Hunting High And Low” posta in chiusura del concerto. Dall’ultimo disco “Eternal” viene proposto il singolo “Shine In The Dark”, brano dall’andamento meno veloce e dalle melodie accattivanti sicuramente adatto per far rifiatare Timo. E nel mezzo di tutti questi pezzi abbiamo i mitici e immancabili assoli di tastiera e chitarra di Jens Johansson e Matias Kupiainen… uno spettacolo nello spettacolo! Senza contare poi l’assolo di basso di Lauri Porra che spezza “Hunting High And Low” prima che il pubblico si cimenti nuovamente nel cantare il ritornello incoraggiato da Timo Koltipelto che, ricordando che il giorno seguente avrebbero suonato a Milano, ha acceso nel pubblico romano l’inevitabile “rivalità” che c’è tra le due città incoraggiando i fans a cantare il più fortemente possibile per battere la “concorrenza” che ci sarebbe stata il giorno dopo.

Setlist:

  1. Eagleheart
  2. Forever Free
  3. Oblivion
  4. Shine in the Dark
  5. Paradise
  6. 4000 Rainy Nights
  7. Black Diamond
  8. Destiny
  9. Forever
  10. Unbreakable
  11. Hunting High and Low

STRATOVARIUS line up:

  • Matias Kupiainen – Guitar
  • Timo Kotipelto – Vocals
  • Lauri Porra – Bass
  • Rolf Pilve – Drums
  • Jens Johansson – Keyboards
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foto: 
 Stefano Panaro

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Tarja
A livello personale il concerto di Tarja è stato più un tributo al personaggio e alla vocalist che è e che è stata Tarja Turunen, piuttosto che un reale e genuino apprezzamento della sua proposta musicale, che per quanto mi riguarda, non ho mai digerito particolarmente nel periodo solista della sua carriera (quello post-Nightwish). Tuttavia la curiosità di vedere dal vivo la vocalist che mi ha accompagnato in così tanti anni della mia vita nelle canzoni di una delle mie band preferite in assoluto (i Nightwish appunto) ha rappresentato un buon motivo per seguire con interesse il suo concerto. Bisogna anche dire che, messi da parte i gusti personali, Tarja è una grandissima artista e sa intrattenere il pubblico alla grande oltre che essere una vocalist dall’indubbio talento. Il palco allestito per il suo show è di grande impatto visivo con uno schermo enorme posto sul retro della batteria (in anni di concerti all’Orion devo dire che raramente ho riscontrato un impatto visivo tanto notevole contando anche le ristrette dimensioni del palco). La presenza di un violoncellista aggiunge una certa classe al suono della band che entra sul palco sulle note di “Demons in You” brano di qualche anno addietro registrato in collaborazione con Alissa White-Gluz degli Arch Enemy che impreziosiva il pezzo con delle parti in growl. Tarja con tutto il suo carisma entra sul palco in forma smagliante sia dal punto di vista fisico che vocale. Gli anni passano ma lei sembra davvero di non risentirne! Si prosegue con “500 Letters” singolo estratto dal disco “Colours In The Dark” del 2013 accompagnato sullo schermo dal videoclip originale della canzone. “Falling Awake” e “Deliverance” precendono “Calling From The Wild” che viene introdotta da un sentito discorso da parte di Tarja riguardante Madre Natura e di come essa stia chiedendo aiuto per via di tutto ciò che l’essere umano le sta facendo, con un appello verso i presenti nel cercare di avere un ruolo attivo e fare qualcosa perché queste problematiche vengano affrontate per tempo prima che sia troppo tardi. Discorso assolutamente condivisibile ed è bello che nel Metal si parli anche di queste cose cercando di sensibilizzare le menti soprattutto dei più giovani. In “Diva” le tematiche sembrano alleggerirsi un tantino con Tarja che sfoggia una simpatica coroncina da “Diva” appunto. Una versione acustica di “I Walk Alone” impreziosisce la serata proponendoci la song in una veste molto diversa dall’originale trovando l’approvazione unanime del pubblico. “Victim Of Ritual” ci mostra tutto il range vocale della soprano finlandese ma è con “Until My Last Breath” posta in chiusura che la cantante riscuote la maggior ovazione riservatole in tutta la serata. Ammetto che il sottoscritto avrebbe preferito sentire una “Nemo” o un qualsiasi medley dei Nightwish per chiudere la serata, come è successo già le altre due volte che mi è capitato di vedere la cantante finlandese dal vivo, ma è anche giusto che Tarja vada avanti per la sua strada senza volersi guardare troppo indietro anche perché ormai di acqua sotto i ponti ne è passata dallo split con la sua ex-band e la Turunen ha dimostrato a livello di vendite e riscontro da parte di media e pubblico di potersi reggere sulle proprie gambe senza chiamare in causa il suo “ingombrante” passato.
In conclusione, che dire, una bella serata, e fa molto piacere che nonostante il pubblico metal romano non sia tra i più numerosi, band di questo livello continuino ancora a scendere verso la capitale. Speriamo ci possano essere molte altre serate come questa!

Setlist:

  1. Demons in You
  2. 500 Letters
  3. Falling Awake
  4. Deliverance
  5. Calling from the Wild
  6. Diva
  7. Love to Hate
  8. Innocence
  9. I Walk Alone (acoustic)
  10. Victim of Ritual
  11. Until My Last Breath

TARJA line up:

  • Tarja Turunen – Vocals
  • Kevin Chown – Bass
  • Christian Kretschmar – Keyboards
  • Max Lilja – Cello
  • Alex Scholpp – Guitar
  • Timm Schreiner – Drums
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foto: 
 Stefano Panaro