SOUND STORM – Tempesta di note alle Officine Sonore

SOUND STORM + KANTICA + REVENIENCE
live @ Officine Sonore, Vercelli
– sabato 26 gennaio 2019 –

LIVE REPORT •

Dopo un lungo ed intenso tour con gli Haggard, i Sound Storm tornano in Italia con quattro date per presentare il loro nuovo singolo con una formazione totalmente rinnovata. Assieme a loro hanno suonato altre due band dello stesso livello di bravura, ognuna con il proprio stile.

Revenience
A riscaldare questa gelida sarata ci hanno pensato subito i goth metallers Revenience. Seconda volta che assisto con mio sommo piacere a questo gruppo dall’eccellente bravura, accompagnati questa volta da un nuovo bassista, Luca Negro, già noto per la sua militanza nella melodic band Temperance. Un musicista dal talento impeccabile. Sarà fondamentale per tutti i membri della band nella ricerca del proprio sound personale.
Lo show inizia con l’intro evocativo “In a Landscape of Winter”, per poi partire spedito e deciso con “Blown Away By the Wind”, song che presenta i classici elementi distinti della band, un gothic metal dove a far da protagonista sono le tastiere di Pasquale Barile accompagnate dai growl del batterista Simone Spolzino e da una chitarra che vira verso il gothic rock dei Lacuna Coil. La voce limpida e cristallina di Debora Ceneri è unica nel suo genere. Si alterna con tranquillità ed allarmante facilità dalle song più aggressive a quelle più malinconiche. Negro non rimane in disparte. Anzi ! Nel singolo “A-Maze” si esibisce con un bel giro di basso da far rizzare i peli delle braccia!
Punta di diamante della scaletta è la breve, ma intensa “Revenant”, dove a far da padrone sono la bravura della Ceneri e le keyboards di Barile. Altro “must” dell’esibizione è la strumentale nota a noi tutti “Profondo Rosso” dei Goblin. Introdotta dall’agghiacciante nenia infantile riproposta dalla Ceneri, esplode successivamente in voli pindarici del rock progressivo settantiano. Proseguono con una nuova chicca della loro scaletta, “Awake”. Una song che la frontwoman annuncia con piacere che sarà presente nel loro nuovo parto discografico. Un brano decisamente accattivante che colpisce subito per i vocalizzi in clean del batterista. Curiosa e al contempo insolita per il sound proposto fino ad ora dalla band. Chiudono la loro esibizione con “Shamble” ringraziando le Officine Sonore e lo sparuto numero di spettatori infreddoliti ma pienamente soddisfatti per essere stati presenti al loro show.

Setlist: 

  1. In a Landscape of Winter (Intro)
  2. Blown Away by the Wind
  3. A-Maze
  4. Revenant
  5. Not my Choice
  6. Profondo Rosso
  7. Awake
  8. Shamble

REVENIENCE lineup

  • Debora Ceneri – Vocals
  • Fausto De Bellis – Guitars
  • Pasquale Barile – Keyboards & Synths
  • Luca Negro – Bass
  • Simone Spolzino – Drums & Growl
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foto: Dario De Marco Photography 

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Kantica
Concluso il primo show, l’attesa si fa subito sentire tra gli astanti per la band successiva, i Kantica. Questo gruppo nutre una buona fetta di fruitori del Metal. Non passano di certo inosservati come tutte le altre band Power che propongono lo stesso minestrone sotto forme diverse. Cinque ragazzi dediti al sound impartito dai celeberrimi Nightwish con una spruzzata di Power veloce e cattivo. Tutto merito di Tiziana “Titti” Cotella che, nonostante la giovane età ci sa fare con la batteria. Il loro full-lenght “Reborn in Aesthetics” ne è un lampante esempio. Ascoltare per credere.
Altro elemento fondamentale del gruppo è la frontwoman, l’affascinante e sensuale Chiara Manese, dotata di un ineccepibile talento vocale. In questa serata ha dimostrato di essere più “Pop” rispetto all’album, ma comunque tale aspetto non è andato ad influire troppo sull’esibizione.
Dopo tanta attesa salgono sul palco i cinque membri della band accompagnati dall’intro “(Re)Born Unto Aestheticism”. Ad aprire la prima song “Fascination of the Elements” ci pensa la Cotella con una batteria al fulmicotone. Un dolce giro di piano di Enrico Borro ed entrano in scena i dolci vocalizzi della Manese alternati ad acuti da mezzosoprano presenti sul finire del ritornello. Proseguono con “And Then There Was Pain”, brano dove a far da padrone sono le tastiere di Borro accompagnate sul ritornello da dei riff di chitarra Heavy di Andy “K” Cappellari.
Altri brani da segnalare in particolare sono: “Hellborn Lust”, introdotta da un inserto di tastiere e di sublimi violini, la stupenda “Albatross”, ma soprattutto “Psychological Vampire”. Una delle migliori a parer mio. Era la prima volta che la sentivo live. E superava di gran lunga la versione in studio. Alla fine, salutano tutti gli spettatori con l’orchestrale “Mescaline”, degna di essere inserita nella soundtrack di un film epico. Non deludono mai i Kantica. Che continuino su questa strada !

Setlist: 

  1. (Re)born Unto Aestheticism
  2. Fascination of the Elements
  3. And Then There was Pain
  4. Hellborn Lust
  5. Albatross
  6. Illegitimate Son
  7. Psychological Vampire
  8. Mescaline 

KANTICA lineup

  • Fulvio Decastelli – Bass
  • Andy “K” Cappellari – Guitars
  • Enrico Borro – Keyboards
  • Tiziana “Titti” Cotella – Drums
  • Chiara Manese – Vocals
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foto: Dario De Marco Photography 

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Sound Storm
E arriviamo infine agli Headliner, i torinesi Sound Storm. Con una veste totalmente nuova, vede la presenza di due voci, una maschile e una femminile. Andrea Racco e Chiara Tricarico, già nota lei per essere stata la frontwoman nella prima incarnazione dei Temperance e in un breve periodo anche nei Teodasia.
Con molti cambi di formazione alle spalle il loro sound ne è stato fortemente alterato. Agli inizi della loro carriera erano maggiormente improntati verso un tipico stile neoclassico con influenze sinfoniche dei nostrani Rhapsody of Fire. L’ultimo album che risale a tre anni fa, ovvero Vertigo, presenta un cambio di direzione nel genere, grazie anche alla presenza di una delle migliori tastieriste presenti in circolazione, Elena Crolle. Aggiungono al loro bagaglio elementi gotici, discostandosi sempre di più dall’impronta Power. Ora, con la nuova formazione propongono uno stile già adottato da band quali Tristania, Sirenia e Theatre of Tragedy. Non manca però una bella dose di batteria al fulmicotone alla Rhapsody of Fire!
Partono con il singolo “The Dragonfly”. Sin dall’inizio si nota subito che, rispetto alle precedenti band, il loro sound si presenta più elaborato e complesso nella sua struttura. Il timbro vocale di Racco si distingue subito per il suo continuo alternarsi di voce pulita, sporca e di acuti magistrali, non coprendo troppo l’ugola d’oro della Tricarico. Procedono senza prender fiato con “Metamorphosis” e “Forsaken” sempre tratte dall’ultimo album.
Dopo di queste, tornano indietro nel tempo sfoggiando del symphonic Power con “Wrath of the Storm” del loro penultimo album Immortalia. Un applauso va al fonico che ha fatto sì che tutti gli strumenti si sentissero perfettamente. Nessuno copriva nessuno.
Ritornano a “Vertigo” con “Gemini”, bellissima song cantata solamente dalla Tricarico, introdotta da un melanconico passaggio di piano della Crolle. Continuano con altri due brani di Immortalia fino ad arrivare al tanto atteso singolo rilasciato poco tempo fa, “To the Stars”. Decisamente più cattiva rispetto alle precedenti ! Il pubblico ne rimane estasiato e lo si sente dai loro fragorosi applausi. Chiudono infine la serata con altre tre song: “Back To Life”, “Torquemada”, cantata solamente da Racco ed infine “The Portrait”.
I presenti rimangono soddisfatti della consistente scaletta. Chiedono un bis, ma sfortunatamente la band con suo grande rammarico ci saluta, non senza però fare il consueto selfie di gruppo.

Setlist: 

  1. Vertigo
  2. The Dragonfly
  3. Metamorphosis
  4. Forsaken
  5. Wrath of the Storm
  6. Gemini
  7. Promises
  8. The Curse of the Moon
  9. To the Stars
  10. Back to Life
  11. Torquemada
  12. The Portrait

SOUND STORM lineup

  • Chiara Tricarico – Vocals
  • Andrea Racco – Vocals
  • Valerio Sbriglione – Guitars
  • Elena Crolle – Piano and Keyboards
  • Massimiliano Flak – Bass
  • Rocco Mirarchi – Guitars
  • Mattia Rubino – Drums
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foto: Dario De Marco Photography