SONATA ARCTICA – Back to the future!

SONATA ARCTICA + EDGE OF PARADISE + TEMPLE BALLS
live @ Hall, Padova
– venerdì 29 novembre 2019 –

 

LIVE REPORT •

È una serata decisamente piovosa e fredda quella che attende i Sonata Arctica all’Hall di Padova per la prima data della nuova tranche europea a supporto dell’ultimo disco, “Talviyo”, lavoro tuttora abbastanza criticato dall’ampia fanbase dei finlandesi.  Un album, come sottolineato più volte in svariate sedi, che, come da tradizione, ha diviso il pubblico in più fazioni e che, a distanza di due mesi appena, macina ancora pareri piuttosto discordanti fra loro. Se su disco, i finlandesi hanno fatto molto discutere per questo album definito da molti “pop rock”, c’è invece da sottolineare come in sede live, come avremo modo di raccontarvi, “Talviyo” abbia, invece, raccolto opinioni positive tanto da essere ottimamente acclamato e ben accolto da un pubblico in attesa di godersi in tranquillità un live show atteso a lungo. In compagnia di Tony Kakko e soci, troviamo i conterranei Temple Balls e gli Edge Of Paradise. Con quindici minuti di anticipo prontamente comunicati dall’organizzazione, l’Hall si appresta ad accogliere i metalheads già accorsi in Veneto dal primo pomeriggio, intenti a godersi una buona serata in compagnia di una delle band più amate dagli italiani.

Temple Balls
Direttamente dalle fredde lande finlandesi, Oulu per la precisione, i Temple Balls si presentano al pubblico con una carica ed una energia formidabile che ammalia i presenti e li cattura sin dal primo istante. Sconosciuti alla maggior parte dei presenti, i finlandesi vantano un ottimo biglietto da visita: attiva dal 2009, la band, infatti, ha alle spalle una notevole attività live in supporto ad alcuni dei nomi più importanti del panorama musicale, quali Deep Purple, Queen e Uriah Heep. Un curriculum, questo, che, al giorno d’oggi, pochi potrebbero effettivamente vantare con fierezza. “Infinity” dà inizio alle danze, il pubblico, ancora poco numeroso, appare visibilmente incuriosito dalla proposta del quintetto finlandese, un concentrato hard rock che sembra essere uscito direttamente dagli ottanta, ma che, nel complesso, risulta molto apprezzato. Nonostante la giovane età, i finlandesi dimostrano di saper tenere ottimamente il palcoscenico al pari di altre band decisamente più blasonate e sfoggiano una grinta davvero impressionante. Qualità, queste, che il pubblico premia sentitamente al termine di ogni brano proposto in questa sede: la scaletta dei nostri, infatti, si consuma in poco più di mezzora e ripercorre perlopiù i due unici album della band, “Traded Dreams” e “Untamed”, quest’ultimo uscito proprio quest’anno sul mercato. L’attenzione, ovviamente, è completamente indirizzata al cantante Arde Teronen, vero mattatore di questa parentesi, la cui padronanza vocale e forte presenza scenica sono decisamente encomiabili. Band rivelazione questi Temple Balls, incredibili e giovani artisti di talento a cui auguriamo di proseguire un cammino già costellato di successi che riserverà certamente altrettante soddisfazioni.

Setlist:

  1. Infinity
  2. Off The Grid
  3. Kill The Voice
  4. Ball And Chain
  5. Distorted Emotions
  6. Hell And Feelin’ Fine
  7. Hoist The Colors
  8. Let’s Get It On

Temple Balls lineup:

  • Arde Teronen – Vocals
  • Jiri Paavonaho – Guitars, backing vocals
  • Niko Vuorela – Guitars, backing vocals
  • Jimi Välikangas – Bass, backing vocals
  • Antti Hissa – Drums
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foto: Stefano Panaro

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Edge Of Paradise
Grandi, invece, erano le aspettative della sottoscritta volte agli Edge Of Paradise, band industrial/rock americana della quale avevo sentito parlare molto bene da amici e conoscenti. Speranze che, purtroppo, perlomeno in questa sede, sono state ampiamente deluse: partenza in sordina per il quintetto californiano che, sin dalle prime battute, non riesce a fare alcuna presa su un pubblico il cui entusiasmo cala improvvisamente dopo la grandiosa parentesi hard rock regalataci poco prima dai Temple Balls. Nella breve mezzora a loro concessa, i californiani presentano una manciata di brani tratti dal nuovo album, ‘Universe’, uscito lo scorso 8 novembre per Frontiers Music (etichetta con la quale i nostri debuttano proprio quest’anno, ndr), alternati a pezzi estrapolati dai lavori precedenti. Se su disco gli Edge Of Paradise facevano scaturire un certe interesse nei loro confronti, non si può dire lo stesso in sede live: la band, infatti, si presenta al pubblico padovano in maniera molto statica, la stessa vocalist Margarita Monet non esterna molta partecipazione, né coinvolgimento con gli spettatori e risulta, purtroppo, fin troppo statica nei movimenti e decisamente calante nella propria performance che sembra sì penalizzata da suoni un po’ impastati (sia Margarita che il bassista Vanya hanno avuto intoppi tecnici con i rispettivi microfoni), ma allo stesso tempo anche molto piatta. Una performance sfortunatamente non all’altezza di una situazione che, nel complesso, avrebbe potuto regalare un’ottima vetrina per una band dal buon potenziale.

Setlist:

  1. Bad
  2. Face Of Fear
  3. Alone

EDGE OF PARADISE lineup:

  • Margarita Monet – Vocals
  • Dave Bates – Guitars
  • David Ruiz – Guitars
  • Vanya Kapetanovic – Bass
  • Jimmy Lee – Drums
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foto: Stefano Panaro

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Sonata Arctica

Pochi minuti ancora di attesa per il trionfale ingresso dei Sonata Arctica. Assenti da circa due anni, il combo di Kemi torna nuovamente on the road con un nuovo album che, per l’occasione, avrà modo di far ricredere molti dei suoi detrattori in una sede live che, in circa novanta minuti, avrà modo di accontentare sia i fan veterani, sia quelli decisamente più giovani. Tempo di un rapido soundcheck ed ecco che l’atmosfera inizia a scaldarsi. Le note della celebre canzone di “Ritorno al Futuro” introducono lo show che andremo ad assistere da lì a pocanzi, un’intro, questa, che da subito lascia un po’ perplessa la sala dell’Hall, il cui numero di spettatori è decisamente incrementato nel corso della serata. Una scelta che, effettivamente, ha portato alle più svariate conclusioni da parte del pubblico stesso: che Tony Kakko avesse in mente di creare un po’ di dissidio tra i fan? O, semplicemente, la band ha voluto optare per qualcosa di diverso? Sconosciuta risulta ancora la risposta, ma è proprio quando il pubblico sembra essere perso nei propri pensieri che il quintetto fa il proprio ingresso sul palco, accolto da ovazioni e applausi scroscianti… ed è proprio sulle note di “A Little Less Understanding”, tratto dall’ultimo lavoro in studio, che la magia ha inizio.  Al contrario delle iniziali supposizioni, il singolo, molto criticato in rete sin dai tempi del suo rilascio, ottiene buoni riscontri in questa nuova prova dal vivo: infatti, sono molti i fan disposti lungo la transenna intenti ad accompagnare la prestazione vocale di Tony Kakko, qui visibilmente in forma nonostante il periodo possa sembrare decisamente stancante, visti i ritmi serrati di un tour di questa portata. “Closer To An Animal” e “Whirlwind” si susseguono senza troppe pause, nonostante la grinta e la voglia di far proprio il palco la band si dimostra bella concentrata sulla performance ma non si tira mai indietro all’interazione col pubblico, ammaliato da tanta maestria onstage. Sebbene la sottoscritta abbia visto i Sonata Arctica svariate volte dal vivo, bisogna ammettere che raramente si è visto una band nella sua forma più completa e rilassata: lo stesso Tony Kakko, in questa sede, regala una prestazione vocale d’alta qualità, mostrando una carica ineguagliabile e anche la stessa band sembra trarne forza, in quanto ogni singolo membro offre al pubblico padovano un’esibizione veramente sopra gli standard a cui i nostri ci avevano abituato nel corso degli anni. Con i brani successivi, i nostri ci riportano indietro nel 2012, ai tempi di “Stones Grow Her Name” ed ecco che ci presentano due pezzi da novanta: “The Day”, qui al suo debutto in sede live, regala da subito brividi lungo la schiena e sorrisi di commozione, seguita senza troppi impicci da “I Have A Right”, cantata all’unisono da ciascun spettatore presente in sala. Tanti sono gli applausi rivolti alla band finlandese e allo stesso Tony Kakko, il quale, a più riprese, ringrazia sentitamente il proprio pubblico tra un sorriso e l’altro, sottolineando, come da tradizione, la propria gratitudine nei confronti dei fan, sempre presenti e devoti nel continuare a mantenere viva la musica dal vivo. Questione, questa, molto cara a Tony e diventata nel corso degli anni ormai quasi un ringraziamento di rito, sempre più apprezzato ad ogni nuova occasione. Unica nota stonata della serata è rivolta, purtroppo, alla scelta dei pezzi proposti in questa sede live: la scaletta, a parer di chi scrive, è apparsa effettivamente “fuori dal coro”, in quanto la band ha voluto infilare i pezzi tratti dal nuovo album insieme ad altri che, raramente, vengono eseguiti dal vivo. Una scelta, forse, azzardata in quanto inserire brani così diversi tra loro, specie quelli di più recente fattura, sarebbe potuto essere rischioso, ma che nel complesso ha fornito una verve maggiore, altamente apprezzata dal pubblico. “X Marks The Spot”, brano assente dai tempi di “Pariah’s Child”, dà agli spettatori il tempo di riprendere un po’ il fiato e si riparte in quinta con la tripletta “Who Failed The Most”, “Tallulah” e le immancabili ever green “Black Sheep – Full Moon”, che scatenano l’entusiasmo generale dei presenti. Tempo di qualche breve assolo per il chitarrista Elias Viljanen e il tastierista Henkka Klingenberg e giungiamo in tempi rapidissimi all’encore. Spetta quindi a “Losing My Insanity”, celebre cover di xxx, e “Life” concludere uno dei live più energici a cui il pubblico italiano abbia mai assistito. L’Italia ama davvero i finlandesi e di questo i Sonata ne sono consapevoli: c’è giusto un ultimo spazio dedicato al classico siparietto dove il pubblico incita alla vodka, da anni degna conclusione dei live della band ed ecco che, raccolti da un abbraccio collettivo ad opera dello stesso Kakko, gli spettatori salutano i propri beniamini tra ovazioni e applausi generali che regalano anche qualche piccola lacrimuccia agli animi più sensibili. È evidente come i Sonata si sentano effettivamente a casa ad ogni nuova prova live in Italia, come sottolineato anche in fase di intervista dallo stesso Tommy Portimo, così come è palese l’enorme affetto che gli italiani provano nei confronti del combo di Kemi, da sempre considerato uno dei gruppi più amati dal nostro paese. E a noi non resta nuovamente che aspettare una nuova occasione di poter fare ancora una volta festa con persone che, nel corso degli anni, hanno saputo regalarci una miriade di emozioni e che tuttora continuano a farlo indistintamente. Kiitos paljon, Sonata.

Setlist:

  1. A Little Less Understanding
  2. Closer To An Animal
  3. Whirlwind
  4. The Day
  5. I Have A Right
  6. Cold
  7. Storm The Armada
  8. X Marks The Spot
  9. Who Failed The Most
  10. Tallulah
  11. Black Sheep
  12. FullMoon
  13. Losing My Insanity
  14. Life

SONATA ARCTICA lineup:

  • Tony Kakko – Vocals
  • Elias Viljanen – Guitars
  • Tommy Portimo – Drums
  • Henrik Klinkenberg – Bass
  • Pasi Kauppinen – Drums
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foto: Stefano Panaro