SOILWORK: La Svezia infiamma il Legend Club

SOILWORK + KAMBRIUM + MALEDIA + INIRA
live @ Legend, Milano
– sabato 27 luglio 2019 – 

 

LIVE REPORT •

Serata attesa al Legend Club di Milano per sabato 27 luglio 2019 con i Soilwork, combo che ogni volta sa mettere in piedi show emozionanti e adrenalinici. Un trittico di band di supporto ha scaldato lo spettacolo, in cui gli headliner si sono confermati all’altezza delle aspettative, acclamati dal pubblico presente. Nonostante fosse prevista una maggiore affluenza, c’è stato in generale un discreto riscontro, con un’audience recettiva e scatenata.

Inira
Il compito di aprire il live è degli Inira, che hanno sorpreso con un’esibizione senza sbavature. Impattano con un brano molto ritmato, “Gray Painted Garden”, per poi continuare con riff di chitarra accentuati su “This is war”. E’ uno dei più convincenti della scaletta proposta, insieme a “Venezia”e “Home”. Assetto perfetto e dirompente, insieme a una buona presenza scenica sono state le chiavi di lettura di una performance che ha stupito per la precisione e cura nei dettagli. Nonostante abbiano presentato sei pezzi, la varietà e l’originalità li ha premiati, grazie all’intesa che si è visibilmente percepita tra i  componenti.  Nonostante negli anni abbiano subito vari cambi di formazione, la spontaneità nell’esecuzione è notevole, non solo nella parte canora, ma in ogni strumento, senza sviluppare pezzi autoreferenziali. Il sound cambia da un deathcore ricercato presente in “Home”, a un’indemoniata old school.  Sono pronti per affrontare grandi palchi, senza ombra di dubbio. Sono la band rivelazione della serata.

Setlist:

  1. Gray Painted Garden
  2. This Is War
  3. Medley
  4. Discarded
  5. Venezia
  6. Home

INIRA Line-up:

  • Efis Canu NajarroVoice
  • Marco “Cucci” BernardonBass
  • Daniele “Acido” BressaGuitar
  • Gabriele Boz – drumsDrums
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foto: Lisa Berg 

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Maledia
Iniziano in sordina i Maledia, anche loro preparati tecnicamente, per una performance di notevole caratura, soprattutto nei giri di basso e batteria. Eseguono i brani d’un fiato, senza pause. Si sono formati nel 2000, quindi, già ampiamente rodati. Iniziano con “Not Homologated”, facente parte dell’ultimo album, con il quale hanno preferito dirottare verso nuovi arrangiamenti. Addirittura, la versione in studio è stata concepita per un’accordatura a 432 Hz, ovvero la cosiddetta ”frequenza della terra e della vita”, prima che Hitler, sotto consiglio del suo cancelliere, imponesse di alzare la frequenza a 440 Hz. Chiaramente, nella versione live e per praticità, hanno interpretato il brano seguendo i 440. In ogni caso,  soltanto aver provato a sperimentare questa teoria, è da elogio. Anche se non sono stati impulsivi come i Soilwork nell’esecuzione, hanno un sound che spazia e quest’ultimo lavoro presenta un radicale cambio di rotta, in quanto incentrato verso un new metal robusto, come anche la copertina (by Stex) suggerisce. I Maledia proseguono senza sosta verso il terzo brano, un inedito dal titolo “Leave”. Granitici e taglienti, costellati da scale elaborate, insieme ai repentini cambi di ritmo e mid-tempo contribuiscono a creare un’atmosfera da completo headbanging fino alla fine.

Setlist:

  1. Not Homologated
  2. Sweep away
  3. Leave
  4. Falling Generation
  5. Ready
  6. Feel It

MALEDIA line-up:

  • Mechanix – Drums
  • Daniele – Guitar and Vocals
  • Marco – Keyboards and Screaming
  • Maleun – Bass
  • Hedon – Guitar and screaming
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foto: Lisa Berg 

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Kambrium
Direttamente da Helmstedt arrivano i Kambrium, band che recentemente sta ottenendo recensioni positive grazie al suo nuovo album, “Dawn Of The Five Suns”, uscito a novembre 2018 via Nuclear Blast . Con potenza e vigore nell’esecuzione, hanno scatenato un pogo esagerato nelle prime file del Legend. Carisma, carica e savoir faire hanno letteralmente conquistato il pubblico, con il loro epic death metal roccioso, edulcorato da testi rari e affascinanti. Piramidi, tombe ancora inesplorate ed epiche imprese, sono il giusto corollario di melodie tecnicamente limpide, diluite in raffinate digressioni sonore, dagli accenni di viking/folk tra i brani. Granitici nella loro performance, hanno proposto un’esibizione da veri maestri. Piglio deciso e senza esitazione, cala il sipario con un brano eseguito in modo impeccabile, “Tribe Of Darkness”. Chiudono con atteggiamento da artisti maturi.

Setlist:

  1. Cabrakan
  2. God Of Mountains
  3. Everlasting Resistance
  4. Against All Gods
  5. Tribe Of Darkness

KAMBRIUM line-up:

  • Jan Hein – Keyboards & Orchestrations
  • Karsten Simon – Guitar & Clean vocals
  • Martin Simon – Bass & Growls
  • Fabien Chmiel – Drums
  • Maximilian Werner – Guitar & Backing vocals
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foto: Lisa Berg 

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Soilwork
Sembra senza fine la fase in ascesa degli svedesi Soilwork, perché con il nuovo lavoro in studio, “Verkligheten”, hanno veramente confermato di avere ottime risorse. Il valore che hanno sempre dimostrato nel corso degli anni, rimane di alto livello. Una lunga scaletta inizia da “Arrival” e prosegue verso il clou della performance, portata avanti come veri carri armati umani. “Like The Average Stalker” è  un altro coinvolgente assemblage di riff di chitarra e scale articolate, per un’imponente sound che continua ancora più cattivo ed incisivo su “The Ride Majestic”. Durante il live, presi dall’euforia, i musicisti interagiscono in modo esagerato con il pubblico e intanto un piccolo incidente occorre al chitarrista, il quale inciampa e scivola sul pavimento.
Classe e tanta preparazione sono il risultato di esperienza, per una scaletta che si conclude con Stålfågel. Il pubblico in delirio ha in coro urlato un’ovazione in piena regola all’ultimo brano acclamando i Soilwork. Il Legend, gremito così di persone con le mani rivolte verso il cielo, testimonia ancora che il metal è una grande famiglia, grazie al carisma dei musicisti provenienti dalla lontana Svezia. Misteriosa e avvolta da echi di riti, miti e leggende, è un serbatoio di talenti, che meritatamente sono apprezzati in Europa e nel mondo. Chapeau.

Setlist:

  1. Arrival
  2. The Crestfallen
  3. Nerve
  4. Full Moon Shoals
  5. Death In General
  6. Like The Average Stalker
  7. The Akuma Afterglow
  8. Drowning With Silence
  9. The Phantom
  10. The Nurturing Glance
  11. Bastard Chain
  12. The Ride Majestic
  13. The Living Infinite
  14. Witan
  15. Stabbing the Drama
  16. Stålfågel

SOILWORK line-up:

  • Björn “Speed” Strid – Vocals
  • Sven Karlsson – Keyboards
  • Bastian Thusgaard – Drums
  • Sylvain Coudret – Guitar
  • David Andersson – Guitar
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foto: Lisa Berg