SLIPKNOT – un’attesa più che ripagata

BOLOGNA SONIC PARK 2019:
SLIPKNOT + AMON AMARTH + TESTAMENT
+ LACUNA COIL + CORROSION OF CONFORMITY + ELUVEITIE + BLACK PEAKS
live @ Arena Parco Nord, Bologna
– giovedì 27 giugno 2019 –

 

LIVE REPORT •

Prima giornata del Bologna Sonic Park, un nuovo festival dedicato alla musica a 360°. Purtroppo si sa, l’estate italiana è calda, molto calda, e noi, giovedì 27, abbiamo avuto la (s)fortuna di beccare proprio una delle giornate più bollenti. In merito a questo, un grande riconoscimento va all’organizzazione che, con distribuzione di acqua gratis e nebulizzatori, ha cercato di placare almeno in parte questo grande disagio, se così vogliamo chiamarlo. Molto professionali anche le band che, nonostante i quaranta gradi e il sole cocente, hanno dato il meglio di sé mettendo su uno show indimenticabile per tutti i ventimila presenti.

BLACK PEAKS
Appena messo piede nel Parco Nord di Bologna si percepisce un’atmosfera molto positiva e piena di passione, una passione condivisa da tutti i presenti, quella per la musica. La temperatura molto alta non ferma i già numerosi fan presenti sotto il palco. Ad aprire le danze ci sono i Black Peaks che gettano le basi per una giornata all’insegna del Metal con il loro sound moderno e aggressivo. La band di Brighton si rivela una vera chicca nel panorama odierno.

Setlist:

  1. Can’t Sleep
  2. Eternal Light
  3. The Midnight Sun
  4. Say You Will
  5. Fate I & II

BLACK PEAKS line-up:

  • Will Gardner – Vocals
  • Joe Gosney – Guitars
  • Dave Larkin – Bass
  • Liam Kearley – Drums

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ELUVEITIE
Secondi in scaletta sono gli Eluveitie, una band molto amata dai metalhead presenti. possiamo notare infatti un buon numero di persone che indossano merch della band Folk svizzera. Nonostante l’acustica non perfetta soprattutto durante i primi due brani, i nostri riescono a stupire il pubblico con il loro stile molto particolare, ricco di melodie folkeggianti. I vocalist e polistrumentisti Chrigel e Fabienne si rivelano molto capaci e riescono ad instaurare una forte connessione con i loro fan. Molto apprezzata “The Call Of The Mountains” cantata in lingua italiana.

Setlist:

  1. Ategnatos
  2. The Call Of The Mountains
  3. King
  4. Ambiramus
  5. Rebirth
  6. Inis Mona

ELUVEITIE line-up:

  • Chrigel Glanzmann – Vocals, Mandolin, Bodhràn, Tin & Low Whistles, Bagpipes
  • Fabienne Erni – Vocals, Harp, Mandola
  • Rafael Salzmann – Guitar
  • Jonas Wolf – Guitar
  • Kay Brem – Bass
  • Matteo Sisti – Bagpipes, Flute, Whistle
  • Alain Ackermann – Drums
  • Michalina Malisz – Hurdygurdy
  • Nicole Ansperger – Violin

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CORROSION OF CONFORMITY
Sono gli “Sludge Metallers” Corrosion Of Conformity i terzi a salire sul palco. Il pubblico è sempre più numeroso e l’atmosfera sempre più infuocata (in tutti i sensi). Le cavalcate di chitarra sono accompagnate dalla profonda voce del frontman e chitarrista Pepper Keenan. La band statunitense, purtroppo, vede il pubblico davanti a sé dividersi in due: una parte è costituita dai fan che hanno realmente apprezzato l’opportunità di vedere questa band live in occasione del Sonic Park; l’altra parte, probabilmente, è formata da ascoltatori che non conoscono i Corrosion Of Conformity o semplicemente non apprezzano il genere proposto. I nostri riescono tuttavia a portarsi a casa un buon risultato.

Setlist

  1. Seven Days
  2. Señor Limpio
  3. Broken Man
  4. Vote With A Bullet
  5. Albatross
  6. Clean My Wounds

CORROSION OF CONFORMITY line-up:

  • Pepper Keenan – Vocals, Guitar
  • Woody Weatherman – Guitar
  • Mike Dean – Bass
  • Reed Mullin – Drums

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LACUNA COIL
Ecco finalmente sul palco l’unica band italiana presente nel bill dell’evento targato Sonic Park. I Lacuna Coil ci hanno dimostrato più volte di avere un grande seguito, sia in Italia che all’estero. Nonostante le avversità causate dalla temperatura e la sventura di esibirsi proprio nel momento più caldo della giornata, la band milanese non si lascia abbattere e sfoggia i particolarissimi abiti di scena con tanto di pittura facciale che colpisce subito i presenti. La formidabile Cristina Scabbia si rivela, come sempre, una frontwoman di tutto rispetto: carismatica, simpatica e capace di coinvolgere magistralmente tutti i presenti. All’improvviso la vocalist dà anche inizio ad una versione a cappella di “Highway To Hell” degli AC/DC. Fantastico anche Andrea Ferro, con la sua inconfondibile e potente voce. I nostri propongono, nella loro setlist, anche brani storici come “The House Of Shame” e “Heaven’s A Lie”, oltre ad una cover di “Enjoy The Silence” dei magnifici Depeche Mode. Show piuttosto breve ma assolutamente meraviglioso.

Setlist:

  1. Our Truth
  2. Die & Rise
  3. Trip The Darkness
  4. Blood, Tears, Dust
  5. My Demons
  6. The House Of Shame
  7. Enjoy The Silence
  8. Heaven’s A Lie
  9. Nothing Stands In Our Way

LACUNA COIL line-up:

  • Cristina Scabbia – Vocals
  • Andrea Ferro – Vocals
  • Diego Cavallotti – Guitar
  • Marco Coti Zelati – Bass
  • Ryan Blake Folden – Drums

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TESTAMENT
Una delle band più attese della giornata, sia dai metalhead meno giovani sia da quelli più New School, una band che è storia, uno dei pilastri del Thrash Metal: i Testament. E su di loro non c’è molto da dire, in verità. Performance a dir poco strepitosa e dei suoni quasi perfetti per godere appieno della furia devastante che i nostri portano con il loro nome. Chuck Billy, vedendolo muoversi ininterrottamente sul grande palco del Sonic Park, sembra quasi un ragazzino, è un frontman pieno di energia e gioia per quello che fa. Nulla è comparabile al sorriso sul volto di Billy mentre suona il suo microfono seguendo le note durante un assolo di chitarra. La band californiana trasmette sì violenza sonora e carica adrenalinica, ma anche un divertimento senza eguali e una felicità molto particolare, in grado di farti sentire parte di una famiglia. Inutile parlare dei numerosi circle-pit e mosh-pit per tutta la durata dello show, una nube di polvere si innalza nel cielo sopra il Parco Nord di Bologna. I Testament ci regalano un concerto emozionante, intenso e indimenticabile.

Setlist:

  1. Brotherhood Of The Snake
  2. The Pale King
  3. More Than Meets The Eye
  4. N.R. (Do Not Resuscitate)
  5. Eyes Of Wrath
  6. Legions Of The Dead
  7. Low
  8. Into The Pit
  9. Electric Crown
  10. Over The Wall
  11. The Formation Of Damnation

TESTAMENT line-up:

  • Chuck Billy – Vocals
  • Eric Peterson – Guitar
  • Alex Skolnick – Guitar
  • Steve Di Giorgio – Bass
  • Gene Hoglan – Drums

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AMON AMARTH
Gli Amon Amarth live sono sempre una garanzia. C’è gente che li critica per il sound, c’è gente che li critica per le liriche, ma se assistete ad un loro live show non potete che divertirvi. Gli svedesi, oltre alla potentissima presenza scenica, rendono tutto più bello visivamente grazie all’enorme elmo cornuto (più Fantasy che vichingo), su cui regna il batterista Jocke Wallgren, e ai numerosi spettacoli pirotecnici che, tra l’altro, scaldano ancora di più l’atmosfera. Il vocalist Johan Hegg è una figura indubbiamente molto carismatica e lascia tutti a bocca spalancata già dal primo feroce growl. I nostri ci propongono una scaletta molto varia, con brani sia dall’ultimo album che da alcuni più datati. Ovviamente non possono mancare i cavalli di battaglia “The Pursuit Of Vikings”, con cui la band inizia lo spettacolo, “Deceiver Of The Gods”, “Guardians Of Asgaard” e “Twilight Of The Thunder God”, durante il quale il gigante svedese colpisce con forza il suolo con un Mjolnir di “modeste” dimensioni. Molto apprezzate dal pubblico le comparse di guerrieri norreni pronti alla battaglia durante brani come “The Way Of Vikings” e “Shield Wall”. Molto buona la scelta di inserire in setlist “Raven’s Flight”, una delle tracce più amate dell’ultimo album degli Amon Amarth. Che dire dunque, la band svedese è ormai più che matura ed esperta e sa benissimo come catturare il pubblico durante un live show, una performance davvero strabiliante.

Setlist:

  1. The Pursuit Of Vikings
  2. Deceiver Of The Gods
  3. First Kill
  4. The Way Of Vikings
  5. Asator
  6. Crack The Sky
  7. As Loke Falls
  8. Legend Of A Banished Man
  9. Death In Fire
  10. Shield Wall
  11. Raven’s Flight
  12. Guardians Of Asgaard
  13. Raise Your Horns
  14. Twilight Of The Thunder God

AMON AMARTH line-up:

  • Johan Hegg – Vocals
  • Olavi Mikkonen – Guitar
  • Johan Söderberg – Guitar
  • Ted Lundström – Bass
  • Jocke Wallgren – Drums

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SLIPKNOT
In quanti aspettavano questo momento? Tutti direi. Dopo anni di attesa, gli Slipknot fanno finalmente ritorno in Italia nella prima data del Bologna Sonic Park. Un’emozione grandissima, una gioia tangibile nell’aria, già alla vista dell’enorme telo nero con il logo della band statunitense che copre il palco durante l’interminabile attesta pre-concerto. Ed eccoli sul palco. Dopo una breve intro, “515”, gli Slipknot partono alla grande con la famosissima “People = Shit”, un marchio di fabbrica ormai. Corey Taylor si mostra subito stupito nel vedere i quasi ventimila presenti all’evento e ci regala anche un bellissimo “siamo davvero felici di essere tornati in uno dei paesi più pazzi del mondo intero”, al quale i fan rispondono con un urlo più che sonoro. Nella scaletta troviamo pezzi datati come “Disasterpiece”, “Vermillion” e “The Heretic Anthem”, ma anche le nuovissime “Unsainted” e “All Out Life” che i presenti pare adorino e conoscano già alla perfezione, cantando assieme al frontman per tutta la durata del live. Non molto tempo fa, Taylor ha dichiarato di volere creare, con questo tour, qualcosa di molto simile a quello che fanno gli Iron Maiden. È vero, un’affermazione del genere può causare non poche lamentele soprattutto da parte di metalhead più Old School, ma dopo averi visto l’esibizione di giovedì, non si può negare che gli Slipknot siano riusciti nel loro intento. I presenti vengono infatti catapultati in una sorta di complesso industriale, con numerose scale e oggetti tecnologici, fuoco e ferro. L’idea è quella di avere davanti un ambiente “abitato” da pazzoidi frenetici. Uno spettacolo meravigliosamente macabro. I nostri, quasi alla fine del concerto, promettono ai loro carissimi fan un ritorno imminente in Italia, chiedendo prima, però, se i presenti fossero felici di riavere la band dell’Iowa lì nel loro paese. Gli Slipknot dimostrano di essere in ottima forma, dando vita ad un live memorabile. A fine concerto è solo uno il pensiero presente nella testa del pubblico: “Corey Taylor è il perfetto esempio di come dovrebbe essere il frontman di una band Metal.” L’attesa e la sofferenza per l’alta temperatura, dunque, sono state più che ripagate.

Setlist:

  1. People = Shit
  2. (sic)
  3. Get This
  4. Unsainted
  5. Disasterpiece
  6. Befor I Forget
  7. The Heretic Anthem
  8. Psychosocial
  9. The Devil In I
  10. Prosthetics
  11. Vermillion
  12. Custer
  13. Sulfur
  14. All Out Life
  15. Duality
  16. Spit It Out
  17. Surfacing

SLIPKNOT line-up:

  • Corey Taylor – Vocals
  • Jim Root – Guitar
  • Mick Thomson – Guitar
  • Alessandro Venturella – Bass
  • Jay Weinberg – Drums
  • Shawn Crahan – Drums
  • Craig Jones – Keyboards
  • Sid Wilson – Turntablism