Skiltron: metal e folklore celtico al Legend

SKILTRON + ATLAS PAIN + HERCUNIA
live @ Legend – Rock in Park, Milano
– mercoledì 14 settembre 2016 – 

 

LIVE REPORT •

Terza ed ultima tappa sul suolo italico per gli Skiltron. La folk/power metal band argentina è venuta a farci visita in questa prima tranche del mese di settembre facendo un breve, ma intenso, mini-tour nel nord Italia con una serie di date completamente gratuite, giusto il tempo per far capire che l’Argentina non è solo terra di balli appassionati come il tango, ma che anche la musica più dura può fare la sua parte, come hanno dimostrato in questa serata al Legend di Milano, sempre pronto ad offrire eventi interessanti nell’ambito del Rock in Park.

Hercunia
Ad aprire le “danze”, visto l’aspetto folk del programma di oggi, troviamo gli Hercunia, giovane formazione meneghina nata nel 2013. Ben nove gli elementi nella band, che tra cornamuse, bouzouki, violini e ghironde, iniziano la loro fragorosa e vivace esibizione. Sulla base della tastiere di Andrea Marini e la chitarre graffiante di Stefano Zocchi, si intrecciano le interessanti melodie dei flauti di Emanuele Cosmaro e Leandro Pessina che fanno da pittoresco contorno al growl di Marco Boccotti, come in “Iron And Gold”, sulla quale il pubblico più sfrenato si lancia in un infiammato pogo a cui si unisce, durante “Rise And Fall Again”, anche il “corpulento” Ghill Prati. Folk, power, atmosfere medievali ed elementi etnici: gli Hervunia iniettano una buona dose di energia al già numeroso pubblico del Legend (e per essere un mercoledì sera non è poco), suonando pezzi essenzialmente tratti dal loro demo. Certo, qualche piccolo errore c’è, ma avranno tempo e modo di correggerli, ad ogni modo il pubblico si è ben “gasato”, come dice lo stesso singer Marco, e i “balli” convulsi dei fan, durante tutto il loro set, lo dimostrano. Divertenti e simpatici.

Setlist:

  1. Exobnos
  2. Iron And Gold
  3. Rise And Fall Again
  4. Visonna
  5. Embers
  6. Hercunia

HERCUNIA lineup:

  • Marco Boccotti – Vocals
  • Emanuele Cosmaro – Bagpipes, Whistles
  • Ghilli Prati – Bouzouki, Violin
  • Leandro Pessina – Whistles
  • Andrea Marino – Keyboards
  • Laura Tomaino – Hurdy-Gurdy
  • Stefano Zocchi – Guitar
  • Andrea Simone – Bass Guitar
  • Nicolò Brioschi – Drums
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foto: 
Federica Borroni

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Atlas Pain
Più propensi al power symphonic invece gli Atlas Pain, che comunque colora le proprie sonorità sempre con forti tinte folk, ma la band milanese si spinge su territori decisamente più heavy con riff furiosi e trascinanti, dove le chitarre di Samuele Faulisi e Fabrizio Tartarini la fanno da padrone e i ritmi possenti della batteria di Riccardo Floridia scatenano l’headbanging forsennato su pezzi come “To The Moon”. Pur non essendo, personalmente, un grande sostenitore del cantato gutturale, la ruvida voce di Samuele aggiunge quella giusta dose di cattiveria ai pezzi rendendoli, se possibile, ancor più d’impatto. Gli Atlas Pain costruiscono così un muro di suono veramente granitico, peccato il troppo uso di basi pre-registrate, ma ormai questo è d’uso comune tra le nuove generazioni di artisti. Alla band sicuramente va il merito di aver dato il massimo dall’inizio alla fine, senza perdere un solo colpo e dimostrando che anche nell’underground italiano ci sono delle ottime realtà. Forgiati col ferro!

Setlist:

  1. The Time And The Muse
  2. To The Moon
  3. The Storm
  4. Ironforged
  5. The Counter Dance
  6. Each Uisge
  7. Once Upon A Time
  8. Annwn’s Gate

ATLAS PAIN lineup:

  • Samuele Faulisi – Vocals, Guitar
  • Fabrizio Tartarini – Guitar
  • Louie Raphael – Bass
  • Riccardo Floridia – Drums
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foto: Federica Borroni

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Skiltron
Ed ora pronti a scatenarsi al ritmo furibondo degli Skiltron. Kilt neri, cornamuse e tanto metallo incandescente: gli Skiltron rievocano lo spirito combattivo dei clan scozzesi e lo mettono in scena con pezzi robusti come l’iniziale “Highland Blood” o “By Sword And Shield” che esaltano il pubblico e lo caricano al punto giusto per farlo esplodere al momento opportuno come su “The Brave’s Revenge”: braccia al cielo e tutti in coro a cantare con loro.
La voce di Martin McManus risuona forte in sala ed inneggia alla battaglia. Qui non si usano spade o lance, ma chitarre taglienti, quelle di Emilio Souto che colpisce senza pietà con i suoi micidiali solos, mentre i tamburi di Matias Pena scandiscono il tempo della loro inarrestabile marcia: è il momento di “Storm In Largs” ed una vera tempesta sonora ci investe. Le loro qualità sono evidenti e lo mettono in mostra con la strumentale “Hate Dance”, dove Emilio, Ignacio, Matias e il magico flauto di Pereg mettono in moto l’ennesimo ballo festoso in platea. E’ ancora Pereg poi protagonista di “Bagpies Of War”: con la sua cornamusa anima gli impavidi fan conducendoli verso un finale trionfale.
Chiudono con l’omonima “Skiltron” prima di regalarci, a grande richiesta, il bis finale con “It’s A Long Way To The Top (If You Wanna Rock ‘n’ Roll)”, cover degli Ac/Dc e che, ovviamente, è stata la scelta più mirata visto che anche nella versione originale era presente un assolo di cornamusa, creando, così, una bella combinazione tra rock e musica folk.
Ci salutano così gli Skiltron, con la promessa che torneranno nuovamente nel nostro Paese, dopo una serata all’insegna del puro divertimento alla quale hanno risposto numerosi appassionati di musica metal e per la quale ringraziamo lo staff del Legend e tutta l’organizzazione del Rock in Park, attenti nel dare a noi headbangers il massimo della qualità.

Setlist:

  1. Highland Blood
  2. By Sword And Shield
  3. On The Trail Of David Ross
  4. Hate Of My Life
  5. One Way Journey
  6. The Brave’s Revenge
  7. Rise From Any Grave
  8. Storm In Largs
  9. Hate Dance
  10. I’m Shipping Up To Boston (Dropkick Murphys cover)
  11. The Bonfire Alliance
  12. Lion Rampant
  13. The Vision Of Blind Harry
  14. Bagpipes Of War
  15. The Taste Of Victory
  16. Skiltron
  17. It’s A Long Way To The Top (If You Wanna Rock ‘n’ Roll) (Ac/Dc cover)

SKILTRON lineup:

  • Emilio Souto – Guitar & Vocals
  • Ignacio Lopez – Bass
  • Matias Pena – Drums
  • Pereg Ar Bagol – Bagpipes
  • Martin McManus – Vocals
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foto: Federica Borroni