SEVENTH WONDER – il prog delle meraviglie

SEVENTH WONDER + HIDDEN LAPSE + HELIKON
live @ Dagda Live Club, Retorbido (Pv)
– venerdì 12 aprile 2019 –

 

 

LIVE REPORT •

Tornano in Italia, dopo un lungo periodo di assenza sui nostri palchi, i Seventh Wonder, la band capitanata da Tommy Karevik, vocalist di fama internazionale per la sua militanza nei Kamelot.
Tre date organizzate dalla nuova realtà Cerberus Booking, in collaborazione con Truck Me Hard. Noi di Metalforce abbiamo seguito per voi l’appuntamento che la band svedese ha dato ai suoi fans in quel di Retorbido e precisamente al Dagda Live Club. Ecco come è andata.

Helikon
Si parte, in ritardo sulla tabella di marcia, con gli Helikon, gruppo bresciano dedito al thrash di chiara matrice Megadethiana.
Che i cinque ragazzi sul palco prendano ispirazione da Mustaine & Co. è decisamente palese, vista la costruzione dei loro brani, con riff aggressivi alte. rnati a improvvise incursioni tecnicamente riconduzibili alla struttura dei brani a cui i Megadeth ci hanno abituato. Soprattutto la struttura delle melodie ci riportano alla mente quelle del quartetto di Los Angeles, con repentini cambi d ritmo e un cantato che, in alcuni brani, segue le linee tracciate dallo stesso Mustaine, come ad esempio su “Prince Of Night”, anche se il cantato di Giacomo Merigo non dà il giusto risalto al sound d’impatto che i suoi compagni sparano nelle nostre orecchie.
Nel frattempo una domanda mi sorge spontanea: cosa ci fa Tony Manero sul palco con una chitarra in mano?. Il mistero ce lo svela direttamente Giacomo: causa l’assenza del loro secondo chitarrista Mauro Nicolini, hanno dovuto optare per un rimpiazzo per questa serata e la scelta è andata su Fabrizio Bresciani.
E questo si rivelerà l’arma vincente del loro set. Infatti, Fabrizio, a prescindere dal suo look, ci pettinerà tutti con i suoi virtuosismi. Chapeau!
Purtroppo, causa i problemini tecnici che hanno posticipato l’inizio, si vedono costretti a tagliare la già breve scaletta e ci salutano con “Myth And Legend”. Un inizio di serata assolutamente energetico.

Setlist:

  1. A Last Kiss To Say Goodbye
  2. Prince Of Night
  3. Hyde
  4. Myth And Legend

HELIKON lineup:

  • Giacomo Merigo – Vocals
  • Davide Piazza – Guitars
  • Fabrizio Bresciani – Guitars
  • Lorenzo Piazza – Basss
  • Edoardo Scanzi – Drums
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foto: Luna La Chimia Photographer

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Hidden Lapse
Si accelerano i tempi per il cambio palco, e ci si dirige verso altri lidi musicali con l’ingresso degli Hidden Lapse, band marchigiana che, personalmente, non riesco ad inquadrare in un genere ben definito, tante sono le influenze che caratterizzano il loro sound. Sì, perché i quattro giovani musicisti riassumono, nella loro musica, quelle che sono le tendenze delle nuove generazioni, tra metal melodico, quello moderno, elementi alternative, con l’aggiunta di qualche spruzzatina di prog.
Pur riconoscendo l’ottima preparazione dei ragazzi, non mi hanno particolarmente colpito, soprattutto per la struttura dei loro brani molto prevedibile e già utilizzata dalle migliaia di band che imperversano nell’ormai saturo universo musicale.
Forse un pizzico di personalità propria sarebbe più opportuna per farli distinguere dalla massa che propone questo genere.
Nulla da eccepire sulle doti tecniche che, per esempio, Marco Ricco mette in mostra con le sue armonie ricercate, o le vocalizzazioni che Alessia Marchigiani ricama sui panorami sonori disegnati dalla band, anche se arricchiti da troppe basi pre-registrate, che non danno la giusta dimensione del valore effettivo di una band..
Gli Hidden Lapse fanno bene il loro mestiere e, sicuramente, saranno apprezzati dagli appassionati del genere, ma, difficilmente, entreranno nella circolazione sanguigna di incalliti metallari come me, poco avvezzi al cosiddetto metal moderno.
Anche per loro, in questo contesto, si applica la legge del taglione e la loro scaletta vede una drastica riduzione dei brani per recuperare il tempo perduto in apertura di serata.

Setlist:

  1. Cruel Enigma
  2. Dead jJester
  3. Third
  4. Redemption

HIDDEN LAPSE lineup:

  • Alessia Marchigiani – Vocals
  • Marco Ricco – Guitars
  • Romina Pantanetti – Bass
  • Alessio Monacelli – Drums
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foto: Luna La Chimia Photographer

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Seventh Wonder
L’afflusso di pubblico, nel frattempo, è andato aumentando: è arrivato il momento dei Seventh Wonder.
Forti della recente pubblicazione di “Tiara”, su Fronters Records, dal quale trarranno la maggior parte della loro setlist, i cinque ragazzoni (e tale definizione per il batterista Stefan Norgren è alquanto riduttiva…) vengono accolti con molto entusiasmo dal tutto il pubblico presente al Dagda.
Tecnicismo, classe e raffinatezza prendono possesso della scena e ciascun membro della band mette le proprie capacità a servizio di un ensemble sonoro che è perfezione assoluta.
Incitato da un goliardico Tommy Karevik, il pubblico canta pezzo dopo pezzo senza smettere un solo istante: “The Everones”, “Welcome To The Mercy Falls”, “Alley Cats” si susseguono con un incedere quasi regale, mettendo in evidenza tutta la maestosità dei Seventh Wonder.
Impressionante il lavoro del bassista Andreas Blomqvist, un autentico “ricamatore” (cit.) che impreziosisce il già ricco tappeto sonoro che si sta sviluppando, con crescente magnificenza, davanti ai nostri occhi.
Non da meno sono le armonizzazioni che, come per magia, le dita di Johan Liefvendhal estraggono dal proprio cilindro… ops!, scusate, dalla propria chitarra.
Il drumming possente e nel contempo elaborato del già citato Stefan Norgren e il sottofondo delicato, ma sempre presente, delle tastiere di Andreas Söderin fanno da cornice ad un quadro che risulta, così, essere un capolavoro assoluto, sul quale il grande Tommy dipinge, con la sua duttilità vocale, immaginari scenari multicolore: lo stato dell’arte!
Nota dopo nota, i Seventh Wonder, in un set breve, ma intenso, danno prova (anche se non ce n’è bisogno) di essere tra le migliori band in assoluto di progressive metal… e i prolungati applausi che accompagnano ogni canzone ne sono la prova.
Ci salutano con “Exhale” in un finale da brividi che chiude un concerto semplicemente superlativo.
Che dire… la Cerberus Booking fa il suo esordio mettendo a segno un gran colpo regalando una serata indimenticabile al pubblico accorso, uniamoci la sempre cordiale accoglienza del Dagda e del suo staff… et voilà: l’atmosfera ideale per immergersi in un oceano fatto di musica ed emozioni, e lasciare da parte, almeno per una sera, il solito tran-tran quotidiano.

Setlist:

  1. Welcome to Mercy Falls
  2. Alley Cat
  3. Tiara’s Song (Farewell Pt.1)
  4. Tears for a Father
  5. Hide and Seek
  6. Victorious
  7. Taint The Sky
  8. Exhale

SEVENTH WONDER lineup:

  • Andreas Blomqvist – Bass
  • Johan Liefvendahl – Guitars
  • Tommy Karevik – Vocals
  • Andreas Söderin – Keyboards
  • Stefan Norgren – Drums
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foto: Luna La Chimia Photographer