SATAN – crudeli e magici!

SATAN + SCREAMER + RAM
live @ Traffic, Roma
– domenica 24 febbraio 2019 –

 

LIVE REPORT •

Passa anche per Roma il “Cruel Winter Tour” dei leggendari Satan. La Erocks Production porta per la prima volta nella Capitale la storica band britannica per un appuntamento imperdibile e molto atteso dai tanti appassionati metalheads romani.
Una serata arricchita dalla presenza di altri due gruppi dal forte impatto sonoro, come Ram e Screamer, che hanno accompagnato i Satan in questo giro europeo. Tutto è pronto per far scatenare il nostro headbanging!

Ram
Questa di oggi è l’ultima tappa del tour e per motivi logistici c’è un piccolo cambio di programma: i Ram suoneranno in apertura al posto degli Screamer, diversamente da come invece è stato nelle altre date del tour.
Purtroppo suonare a Roma alle 20 non è mai proficuo, così non siamo ancora in molti quando gli svedesi entrano in scena. Peccato per i pigri che hanno raggiunto la location poco più tardi, perché i cinque ragazzi di Göteborg hanno veramente demolito il Traffic!
Heavy Metal allo stato puro, quello classico, sanguigno, martellante, di scuola priestiana, che ti entra dentro e scatena lo scapocciamento. Questo fanno i Ram!
Pezzi d’impatto che ti colpiscono senza pietà, duri, granitici, senza compromessi o modernità: insomma, puro e semplice Heavy Metal! E, soprattutto, senza artifizi o sostegni tecnologici (come spesso accade al giorno d’oggi). Già per questo meritano i nostri applausi.
Brani come “Eyes of the Night” o “Sudden Impact” danno l’esatta misura della potenza della band: il frontman Oscar Carlquist ci aggredisce con la sua rabbiosa vocalità, mentre Harry Granroth e Martin Jonsson ci trafiggono con i loro riff taglienti, autentiche rasoiate che non lasciano scampo.
I due si scambiano spesso il ruolo di solista, in uno schema che segue i dettami del metal più classico e che a noi defenders piace tanto: “Gulag” ne è un esempio, con le sue sonorità ossessive di acceptiana memoria.
“Infuriator”, con cui chiudono il set, è il titolo che riassume tutto il loro essere metal: ritmi serrati impressi dal massiccio drumming di Morgan Pettersson che, insieme allo scatenato bassista Tobias, getta una solida ed impenetrabile base sonora sulla quale i due lungocriniti chitarristi possono travolgerci con tutta la loro furia e lasciare poi il compito ad Oscar di condurre l’assalto finale con la sua voce grintosa e graffiante. Esaltazione totale!
Che dire… con band come i Ram l’heavy metal, quello vero, non teme confronti: è e resterà una musica immortale!

Setlist:

  1. Intro
  2. Eyes of the Night
  3. On Wings of No Return
  4. Sudden Impact
  5. Gulag
  6. Flame of the Tyrants
  7. The Usurper
  8. Machine Invaders
  9. Infuriator

RAM lineup:

  • Oscar Carlquist – Vocals
  • Morgan Pettersson – Drums
  • Harry Granroth – Guitars
  • Martin Jonsson – Guitars
  • Tobias Petterson – Bass
{{title}} {{title}}

foto: 
 Stefano Panaro

____________________________

Screamer
Mentre sul palco fervono i preparativi per l’arrivo degli Screamer, la sala si va man mano riempiendo e si entra nel vivo della serata. Se poco prima vi era stata la celebrazione dell’universo priestiano, con tanto di borchie e cuoio, ora si esalteranno le sonorità più maideniane con gli Screamer. Sì, perché i cinque ragazzi svedesi seguono le stesse orme di Harris & Co., percorrendo quelle strade lastricate di N.W.O.B.H.M. cui i Maiden hanno dato origine (insieme ad altre storiche band) tanti e tanti anni orsono.
Già l’iniziale “Demon Rider” ci pone di fronte una band che non fa mistero delle proprie influenze, con riff e cambi di velocità che, molto da vicino, ricordano quelle dei primi lavori dei Maestri Iron Maiden.
A differenza dei connazionali che li hanno preceduti, gli Screamer puntano più su melodie “orecchiabili” e meno aggressive (Thin Lizzy docet), ma nel contempo coinvolgenti e facilmente fruibili, creando una miscela molto accattivante. Questo grazie anche alla elasticità vocale di Andreas Wikström, frontman dalle ottime qualità canore, che spesso coinvolge il pubblico in ritornelli e cori.
Ma in fondo tutta la band contribuisce a creare la giusta atmosfera per una serata dove il metal la fa da padrone e quando premono sull’acceleratore l’headbanging parte spontaneo: ascoltate “Slavegrinder” e capirete di cosa parlo.
Piccolo siparietto sull’incalzante “Monte Carlo Nights” con l’ingresso in scena di Russ Tippins (chitarrista dei Satan) che si finge addetto delle pulizie e si intrufola tra i membri del gruppo facendo finta di spazzare le assi del palcoscenico.
Sempre sorridenti e disponibili ad interagire col pubblico, oltre a dimostrare le loro innate attitudini, gli Screamer danno prova di saper tenere bene il palco con una prova esente da sbavature e perfetta sotto ogni punto di vista.
I simpatici ragazzoni svedesi (e per l’altissimo drummer Henrik Petersson “ragazzone” è l’aggettivo giusto) fanno divertire il pubblico romano grazie alla grande voglia di suonare che sprigionano da ogni poro. Brani come “Phoenix” o “Can You Hear Me”, con cui chiudono la loro performance, sono una vera boccata d’ossigeno metal per tutti noi, in un universo musicale dove le troppe contaminazioni hanno fatto perdere l’orientamento al genere più bello del mondo: con gli Screamer la direzione è quella giusta!

Setlist:

  1. Demon Rider
  2. Adrenaline Distractions
  3. No Sleep ‘Til Hamilton
  4. Slavegrinder
  5. Lady of the Night
  6. Monte Carlo Nights
  7. Ride On
  8. Keep on Walking
  9. On My Way
  10. Phoenix
  11. Highway Of Heroes
  12. Can You Hear Me

SCREAMER lineup:

  • Andreas Wikström – Vocals
  • Anton Fingal – Guitar
  • Dejan Rosić – Guitar
  • Fredrik Svensson Carlström – Bass
  • Henrik Petersson – Drums
{{title}} {{title}}

foto: 
 Stefano Panaro

____________________________

Satan
E siamo al clou della serata: è il momento dei Satan. La celeberrima band inglese, dopo un lungo periodo di pausa, è tornata a far sentire la propria voce da qualche anno e, con questo tour, sta promuovendo il nuovo album “Cruel Magic”, pubblicato nello scorso mese di settembre dalla Metal Blade (altra etichetta storica che ha contribuito in modo notevole alla diffusione del verbo metal).
L’ovazione del numeroso pubblico del Traffic, che accoglie l’ingresso dei cinque musicisti, fa capire quanto i Satan siano rimasti nella memoria dei fan, innalzandoli, a ragione, a vera e propria band di culto, capace di sfornare capolavori come “Court in the Act”, una pietra miliare nella storia dell’heavy metal.
E questa sera, per la prima volta, Roma sarà testimone del tempo e potrà ascoltare degli autentici gioielli della N.W.O.B.H.M. in un excursus che, ad ampio raggio, ci racconterà il passato e il presente della band di Newcastle.
Ed è proprio con “Trial By Fire”, seguita da “Blades of Steel”, che inizia questa ricostruzione storica, esattamente con quei brani con cui questa stessa formazione si fece conoscere al mondo intero.
E’ chiaro che il passato sia il miglior biglietto da visita per presentarsi al pubblico romano, ma come dice lo stesso Brian Ross, hanno appena pubblicato un nuovo album e presenteranno, quindi, anche una serie di nuove canzoni tratte da “Cruel Magic”, come la stessa title track o, ancora, “The Doomsday Clock” e, più avanti nella serata, “Ophidian” e altre che dimostreranno come la vena artistica di questa band non sia affatto mutata col trascorrere del tempo.
Brian interpreta ogni brano alla sua maniera, con velata drammaticità, ma in perfetto british style, con classe ed emotività, senza ricorrere a moderni growl o prove di forza, aggiungendo di tanto in tanto quella dose di gestualità mistica che fa la differenza, come su “Siege Mentality” (dove Brian mima la passione di Cristo sulla croce), brano dai repentini cambi di velocità che permettono a Russ Tippin di lasciare spazio alla fantasia con degli assoli da dieci e lode.
Russ… genio della sei corde: i suoi riff sono una caratteristica peculiare del sound della band, le sue influenze blues si fanno ben sentire nell’economia dei Satan, ma senza mai prendere il sopravvento e aggiungono quel pizzico di raffinatezza diventando, così, il loro marchio di fabbrica.
Senza dubbio i Satan, da navigati musicisti quali sono, sanno fare bene il loro mestiere e coinvolgono tutto il pubblico che risponde alle continue sollecitazioni di Ross, cantando con lui e abbandonandosi completamente nel vortice della loro musica.
Tanti gli applausi e i richiami per farli tornare in scena dopo “Testimony”, ultimo brano che chiude la scaletta… e la band torna in scena per regalare ancora un po’ di emozioni ad un pubblico che per tutta la serata ha sostenuto le band che si sono avvicendate sul palco.
Ross ci riporta indietro negli anni, ai loro esordi, con “Heads Will Roll” e poi “Kiss Of Death”, entrambe presenti sul loro primo singolo targato 1982: echi di tempi lontani mai dimenticati.
Con “Alone in the Dock”, ultima traccia del magnifico “Court in the Act”, i Satan ci salutano, pronti a tornare in Terra d’Albione, ma con la promessa di far ritorno sui nostri palchi in un prossimo futuro.
Niente più sospensione della pena: i Satan sono condannati a suonare metal per l’eternità! La Corte così ha deciso.

Setlist:

  1. Trial by Fire
  2. Blades of Steel
  3. The Doomsday Clock
  4. Twenty Twenty Five
  5. The Devil’s Infantry
  6. Into the Mouth of Eternity
  7. Break Free
  8. Ophidian
  9. Siege Mentality
  10. Cruel Magic
  11. Incantations
  12. Legions Hellbound
  13. The Fall of Persephone
  14. Testimony
  15. Heads Will Roll
  16. Kiss of Death
  17. Alone in the Dock

SATAN lineup:

  • Brian Ross – Vocals
  • Steve Ramsey – Guitars
  • Russ Tippins – Guitars
  • Graeme English – Bass
  • Sean Taylor – Drums
{{title}} {{title}}

foto: 
 Stefano Panaro