Sabaton – La macchina da guerra svedese all’Estragon

SABATON + WISDOM
live @ Estragon, Bologna
– mercoledì 10 gennaio 2016 – 

LIVE REPORT •

E’ un intrepido e numeroso contingente di headbangers quello che ha invaso Bologna il 10 febbraio e si è radunato presso l’accampamento allestito all’Estragon per l’arrivo degli indomiti Sabaton, tra di loro molti i “reduci” dal precedente “Sbarco in Lombardia” dello scorso anno, anche il giovanissimo Tristan Brignone che a sorpresa fu invitato sul palco a suonare con loro, tutti di nuovo pronti a combattere al fianco degli svedesi in nome dell’heavy metal ed assistere così all’unico appuntamento italiano della loro campagna europea. Ecco la nostra “cronaca di guerra”.

Wisdom
Non c’è battaglia che non veda mandare avanti, sul campo nemico, una squadra di marines specializzati che prepari il terreno all’invasione dell’esercito vero e proprio. Il compito questa volta è affidato agli ungheresi Wisdom, solido combo di power metal che vede tra le proprie fila anche il finlandese Anton Kabanen che si è unito di recente alla band (in sostituzione del defezionario Maté Bodor) e creare così una joint-force con gli altri ragazzi di Budapest. Anton, archiviata la pratica con la sua precedente band Battle Beast, offre i suoi servigi per il momento solo in sede live, ma la sua presenza è veramente micidiale… e si sente! I Wisdom sono già in pista da oltre dieci anni e hanno maturato un’esperienza che sul palco dell’Estragon esplode in tutta la sua potenza e l’arrivo della chitarra di Anton dà quel quid in più per renderli ancora più letali. Elaborazioni sonore che colpiscono duro e travolgono con pezzi come l’iniziale “War Of Angel”, ti sconquassano con la martellante “God Rest Your Soul” e quando poi premono sull’acceleratore con “Fallin’ Away From Grace”, scatenano una reazione a catena che coinvolge tutto il pubblico. Cori epici, incisi imperiosi, riff graffianti ed assoli folgoranti: ecco la loro ricetta, miscelata con maestria alla tecnica che ciascuno di loro mette in mostra con disarmante facilità. Dalla loro hanno la spontaneità, l’entusiasmo, la grinta, tutti elementi che si concretizzano nella voce di Gabor Nagy che risuona potente in sala ed esalta un pubblico ormai conquistato dalla loro veemenza e dalla loro simpatia: più volte Gabor, visto che ha passato un pomeriggio ad imparare la frase nel backstage istruito da alcuni fan, mette a frutto gli insegnamenti e scherzosamente, nella nostra lingua, dà del testa di c**** al batterista Tamas, facendo scoppiare dal ridere tutta la platea.
C’è spazio anche ad un paio di brani inediti, “Raven’s Night” e “Rise Of The Wise”, tratti dal loro nuovo lavoro di imminente uscita (dal titolo “Rise Of The Wise”, appunto), e se queste sono le premesse l’album sarà senz’altro una bomba! Tra l’altro nel disco, proprio sulla title track, c’è la partecipazione di Joakim Brodén, il singer dei Sabaton. E poi, tra le altre, ripropongono anche “Out Of Control”, cover dei Battle Beast, quasi a sembrare una sorta di omaggio ad Anton Kabanen.
Insomma, l’impatto degli ungheresi è veramente sconvolgente e ha dato vita ad una performance eccellente salutata dai tantissimi applausi di un pubblico fomentato dal loro sound.
Come cita la famosa frase di De Coubertin: “l’importante non è partecipare, ma vincere!” (… o forse non diceva proprio così…) e i Wisdom hanno sì partecipato, ma soprattutto quel che conta è che hanno vinto!

Setlist:

  1. War Of Angels
  2. God Rest Your Soul
  3. Somewhere Alone
  4. Fallin’ Away From Grace
  5. Ravens’ Night
  6. Out Of Control (Battle Beast cover)
  7. Live Forevermore
  8. Rise Of The Wise
  9. Take Me To Neverland

WISDOM lineup:

  • Gabor Nagy – Vocals
  • Gabor Kovacs – Guitars
  • Anton Kabanen – Guitars
  • Mate Molnar – Bass
  • Tamas Toth – Drums

.

______________________________________________________

Sabaton
Ed ora ci si prepara allo scontro finale: filo spinato, casse di munizioni, provvigioni, aste a forma di mitragliatore, elmetti, mimetiche ed anche un cingolato pesante da appoggio alla fanteria… tutto è pronto per l’offensiva! Il “Final Countdown” (sì, proprio quello degli Europe) è iniziato e scandisce il tempo che ci separa dall’inizio dell’attacco… ormai l’inarrestabile “marcia verso la guerra” è cominciata, quindi tutti in trincea: le truppe sono pronte e la “Ghost Division” parte all’assalto!
E’ una vera e propria deflagrazione, l’entusiasmo scoppia in sala e si comincia a saltare all’unisono al ritmo del loro sound marziale. Lo stesso Joakim Brodén rimane colpito dalla risposta così esplosiva dei propri fan, in una città dove, come ci specifica, è la prima volta che suonano.
Non c’è tregua, il massiccio bombardamento sonoro prosegue con “Far From The Fame” e la più robusta “Uprising”. I Sabaton per conquistare il pubblico adottano una formula molto semplice: brani immediati, con cori orecchiabili che ti entrano facilmente in testa e non ti lasciano più e che tanto affascinano le nuove leve, metteteci pure una scenografia dal forte impatto visivo come quella che fa da cornice al loro show ed ecco il risultato: centinaia e centinaia di nuove reclute ogni giorno aderiscono al loro esercito.
E poi l’empatia che si crea con i loro adepti è forte, indissolubile, guai a parlarne male, e poi perché farlo? I Sabaton danno quella carica che tanti altri gruppi osannati non daranno mai, almeno questa è la mia impressione, alla faccia dei loro denigratori: non li apprezzate? Nessuno vi chiede di farlo, ma non disprezzate a prescindere. Vedere per credere.
Scherzano, ridono, si divertono e ci divertono con simpatici siparietti che improvvisano sulla scena: “Thobbe, prestami la tua chitarra” – dice Joakim – “No!” risponde perentorio il biondo Englund e continua “Anzi, sai che ti dico? Che puoi anche uscire ed andarti a bere una birra!” controbatte all’indirizzo del loro cantante. E a quel punto Joakim ci saluta e mandando a quel paese il suo compagno esce di scena. “Ma sei stupido?!” – interviene Chris, l’altro chitarrista – “Mandi via il nostro cantante?”. “Non ci serve” – spiega Thobbe – ed insieme intonano in svedese “Gott Mis Uns”.
Si continua a saltare, pogare, cantare dall’inizio alla fine, la forza che trasmettono rinvigorisce lo spirito e fa sentire ognuno di noi forte come un leone, meglio se del nord (“The Lion From The North”).
Il loro è un tiro incrociato, una potenza di fuoco devastante e non potrebbe essere altrimenti con pezzi come “Carolus Rex”, “Soldier Of 3 Armies” oppure “Attero Dominatus”: una raffica di note che colpiscono dritto il bersaglio senza pietà. Non si fanno prigionieri qui, non dimentichiamoci che c’è anche Hannes Van Dahl che dall’alto della torretta del suo carro armato spara bordate distruttive: l’Arte della Guerra è innata in loro!
Joakim ci ringrazia spesso per il calore che gli stiamo dimostrando ed ora è il suo momento di rivalersi su Thobbe: “Tu mi fai andare nel backstage a bere la birra e ora per colpa tua mi scappa di andare in bagno. Quindi io ora vado e tu intrattieni il pubblico!” – dice correndo fuori. Thobbe rimane così, un po’ interdetto, da solo in scena e accenna le note di “Wind Of Change” degli Scorpions, seguito a ruota dal coro di tutta la platea e quando poi fischietta, o sarebbe meglio dire soffia, nel microfono il famoso motivetto, ecco partire quello di “To Hell And Back”, brano con il quale si concedano da noi.
I tanti cori da stadio intonati da tutta l’audience ed inneggianti il loro nome, li fanno tornare in scena per un trittico di canzoni a chiusura dello show: “Night Witches”, “Primo Victoria” e poi tutti sull’attenti a salutare i nostri soldati con “Metal Crüe”. La battaglia ora si è conclusa veramente, non resta che rendere gli onori ai cinque combattenti con un doveroso tripudio di applausi scroscianti e prolungati. E mentre echeggiano le note di “Masters Of The World”, pian piano lasciamo il campo di battaglia fieri di aver vissuto una giornata da “Eroi”.

Setlist:

  1. Intro: The Final Countdown (Europe song) / The March To War
  2. Ghost Division
  3. Far From The Fame
  4. Uprising
  5. Midway
  6. Gott Mit Uns
  7. Resist And Bite
  8. The Lion From The North
  9. Carolus Rex
  10. Swedish Pagans
  11. Soldier Of 3 Armies
  12. Wolfpack
  13. Attero Dominatus
  14. The Art Of War
  15. To Hell And Back (introdotta da “Wind Of Change” – Scorpions cover)
  16. Night Witches
  17. Primo Victoria
  18. Metal Crüe

SABATON lineup:

  • Pär Sundström – Bass
  • Joakim Brodén – Vocals
  • Thobbe Englund – Guitars
  • Chris Rörland – Guitars
  • Hannes Van Dahl – Drums

 

CLICK QUI PER LA PHOTOGALLERY COMPLETA

 

report: Rockberto Manenti
foto: Anna Minguzzi

______________________________________________________