SABATON – La grande conquista

SABATON + APOCALYPTICA + AMARANTHE
live @ Alcatraz, Milano
– martedì 28 gennaio 2020 –

 

LIVE REPORT •

Il ritorno degli svedesi  Sabaton in terra italica è diventato ormai un evento atteso in maniera spasmodica dai fan e quello del 28 gennaio all’Alcatraz di Milano è stata l’ennesima testimonianza di tutto l’amore che la capitale meneghina nutre nei confronti di quella che a conti fatti sta diventando una delle più grandi Metal band del pianeta. Sicuramente la band a livello di pubblico non può contare sull’affluenza enorme degli altri paesi d’Europa dove il five-piece svedese suona quasi sempre in palazzetti o arene da 10000/15000 persone, ma l’entusiasmo dei fan Italiani è talmente incredibile da lasciare di stucco il gruppo stesso ogni volta che vengono da noi e stasera non è stata di certo un’eccezione! Ad accompagnare il quintetto svedese in questo “Great Tour” sono altre due band scandinave, ossia i finlandesi Apocalyptica e gli svedesi Amaranthe per un mix di generi diversi che è risultato a dir poco esplosivo in un Alcatraz gremito di persone ma non completamente sold out.

AMARANTHE • (report a cura di Franka De Toma)
I primi in scena in questo tour sono gli svedesi Amaranthe, che ormai non hanno più bisogno di presentazioni dopo numerosi tour e cinque album che hanno riscosso un discreto successo un po’ in tutto il mondo. Con il loro electro-core dai riff heavy e power, sanno come intrattenere un pubblico esigente come quello dei Sabaton, abituati ad esperienze live forti a livello visivo e sonoro. E gli Amaranthe non sono da meno, già al loro arrivo sul palco il pubblico li acclama e scalpita e si parte con “Maximize” , brano super energico tratto dal penultimo album Maximalism , che ben mette in risalto la sinergia della band, soprattutto quella del trio di voci, le due pulite di Nils e Elize e il growl di Henrik. Seguono le hit “Digital World” e “Hunger” che non mancano mai ad ogni live fin dai primi anni, che rendono la perfomance ancora più veloce e adrenalinica. Il tiro si addolcisce ma non perde di verve con un altro celebre brano, la semi-ballad “Amaranthine”, che vede protagonista la voce vellutata di Elize Ryd, che ammalia ogni presente. Si riprende il piglio aggressivo con “GG6”, pezzo che invece è cantato quasi esclusivamente in growl da Henrik, con i cori di Elize sul ritornello. La band scandinava prosegue con la title-track dell’omonimo album “Helix” per poi riproporre brani dei precedenti lavori come “That Song” dal sound più radiofonico e che ben si presta ai cori di un pubblico da arena e “Call Out my Name” e “The Nexus” che invece hanno il taglio più metal che caratter-izzava i primi album del gruppo. Chiusura ad alti volumi con “Drop Dead Cynical”, ruggente quanto accattivante pezzo che termina un primo show dal forte impatto, un’esperienza di intrattenimento completa che carica a dovere per i seguenti concerti.

Setlist:

  1. Maximize
  2. Digital World
  3. Hunger
  4. Amaranthine
  5. GC6
  6. Helix
  7. That Song
  8. Call Out My Name
  9. The Nexus
  10. Drop Dead Cynical

Amaranthe line up:

  • Olof Mörck – guitars
  • Elize Ryd – vocals
  • Morten Løwe Sørensen – drums
  • Johan Andreassen – bass
  • Henrik Englund Wilhelmsson – growl vocals
  • Nils Molin – vocals

 

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foto: Federica Borroni

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APOCALYPTICA
Avete mai pensato di assistere ad un concerto metal senza chitarre elettriche? Beh con gli Apocalyptica tutto questo è possibile dato che il four-piece finlandese propone una line-up composta da tre violoncellisti ed un batterista dove i violoncelli suonano come fossero delle chitarre ritmiche in tutto e per tutto! La band come a suo solito proporrà una serie di pezzi composti da loro e una serie di cover, il tutto quasi completamente strumentale eccetto per due pezzi dove ancora una volta Elize Ryd degli Amaranthe si presenterà al microfono in questo caso per cantare una cover dei Rammstein (“Seemann”) e un brano tratto dall’album “Worlds Collide” ossia “I Don’t Care”. La proposta del gruppo è assai inusuale sia per il sottoscritto (che comunque ha già avuto modo di vedere gli Apocalyptica live e quindi sapeva già cosa aspettarsi), sia per il resto del pubblico che comunque apprezza e accompagna la band cantando le strofe di “Seek And Destroy” e “Nothing Else Matters” dei Metallica che sono un must nella setlist della band finlandese che non ci dimentichiamo, è nata proprio come una cover band dei Metallica. Un’oretta scarsa di performance che vola via velocemente in un’atmosfera particolare che ci prepara al piatto forte della serata.

Setlist:

  1. Rise
  2. En Route To Mayhem
  3. Path
  4. Seemann (feat. Elize Ryd)
  5. I Don’t Care (feat Elize Ryd)
  6. Grace
  7. Seek And Destroy
  8. Hall of The Mountain King
  9. Nothing Else Matters

Apocalyptica line up:

  • Eicca Toppinen – cello
  • Paavo Lotjonen – cello
  • Perttu Kivilaakso – cello
  • Mikko Siren – drums

 

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foto: Federica Borroni

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SABATON
Dopo aver visto il loro concerto  da headliner del Wacken  dell’estate scorsa davanti ad 80 000 persone con tanto di doppio palco e una scenografia a dir poco impressionante mi  sono più volte chiesto come avrebbe potuto qualsiasi altro loro concerto confrontarsi con quella performance. La verità è che ogni concerto italiano dei Sabaton è memorabile e indimenticabile sia per il calore del pubblico che non ha eguali, sia per il legame che si instaura tra i fan e la band e sia per l’impatto visivo che ad ogni loro concerto migliora di volta in volta. Alle 21.20 infatti, quando cade il telone con il logo del gruppo che copre il palco, viene rivelato in tutta la sua magnificenza un imponente carro armato con sopra montata una batteria oltre che una sorta di trincea che circonda il fondale del palco dove sopra di essa appare la scritta “The Great War” mentre delle suggestive immagini sullo schermo posto sul fondale ci immergono nelle tematiche storiche affrontate nei testi. L’Alcatraz letteralmente esplode sulle note di “Ghost Division”, opener per eccellenza di ogni concerto della band. Va detto che Joakim Broden non è in una delle sue migliori serate e lo si capisce fin da subito dato che spesso lo si sente faticare molto con la voce che non è potente come al solito. Poco importa per la verità perché il pubblico canterà ogni singola nota delle loro canzoni sovrastando persino la band nei cori. Se tuttavia Joakim stasera non è al massimo, il suo carisma, la sua simpatia, e il suo modo di interagire col pubblico compensano il leggero calo di voce e come al solito i suoi ringraziamenti verso i calorosissimi fan italiani sembrano assolutamente sinceri. D’altronde se la band svedese continua a venire nella capitale meneghina nonostante il pubblico sia non dico un decimo, ma quasi, rispetto al pubblico presente del resto d’Europa è perché evidentemente c’è un’alchimia particolare con i fan, alchimia che stasera si vede e si sente. La band pescherà tanti pezzi dal loro nuovo album uscito in estate intitolato “The Great War”, concept ovviamente sulla prima guerra mondiale e così vengono proposte la title-track, “Seven Pillars Of Wisdom” il cui ritornello manda in visibilio il pubblico, “82nd All The Way”, “Attack Of The Dead Men” con tanto di sfondo verde e maschere antigas portate dai membri della band per riprendere i temi storici della guerra con armi chimiche riportate nel brano, più in avanti “Field Of Verdun” e la Purpliana “The Red Baron” che viene introdotta da un discorso in un ottimo italiano da parte di uno dei due chitarristi che presenta il pianoforte su cui verrà eseguita il pezzo e poi eseguirà tra lo stupore e qualche risata del pubblico un breve pezzo di “Una Canzone d’Amore” degli 883. Durante lo show i temi e i periodi storici continuano a rincorrersi… dai Panzer tedeschi della Wermacht di “Ghost Division” si passa a Lawrence d’Arabia (“Seven Pillars Of Wisdom”) e il Barone Rosso nella grande guerra per passare a Carlo XII di Svezia con i pezzi estratti da Carolus Rex per tornare nuovamente alla seconda guerra mondiale con lo sbarco di Anzio e i disturbi post-traumatici di un soldato descritti in “To Hell And Back” fino al celebre D-Day cantato in “Primo Victoria”. Ma andiamo con ordine; la prima parte del concerto si chiude con la terremotante “Nightwitches”. Qui si sente un pochino la mancanza dei fuochi che donano un qualcosa in più a questo pezzo ma che evidentemente l’Alcatraz non supporta (ricordo che nel resto del tour i fuochi erano presenti). La scaletta prosegue con una parte del concerto in cui gli Apocalyptica saliranno sul palco assieme ai Sabaton per accompagnarli con i loro violoncelli nei pezzi che seguiranno. E se in “Angels Calling” la cosa ha senso dato che il pezzo, originariamente presente sul secondo disco della band “Attero Dominatus”, è stato riarrangiato e ripubblicato con i violoncelli a rendere il brano più sinfonico, negli altri pezzi gli Apocalyptica si limitano a “rinforzare” i riff delle chitarre senza aggiungere un particolare layer “orchestrale”ai brani rendendo la loro presenza piuttosto inutile se non per effetto scenico.  In ogni caso la scaletta proseguirà con altri classici della band come “The Price Of a Mile”, “Carolus Rex” e “Lion From The North” prima del bis i cui i nostri chiuderanno la serata con “Primo Victoria”, “Bismark”, “Swedish Pagans” e “To Hell And Back”. È stato l’ennesimo trionfo dei Sabaton a Milano! E il valore di un gruppo come il loro si intuisce quando  riesce a creare una setlist splendida pur senza suonare una valanga di classici come “Cliffs Of Gallipoli”, “40:1” , “The Art Of War”, “Midway”, “Screaming Eagles”, “Into The Fire” e la lista è ancora lunga… Perché i Sabaton stanno continuando album dopo album a scrivere dei classici del nostro genere e a superarsi ogni volta in sede live. Per questo meritano l’enorme successo che stanno avendo per una band che io considero il presente e il futuro del metal!

Setlist:

  1. Ghost Division
  2. Great War
  3. Attack Of The Dead Men
  4. Seven Pillars Of Wisdom
  5. The Lost Battalion
  6. The Red Baron
  7. The Last Stand
  8. 82nd And All The Way
  9. Nightwitches
  10. Angel’s Calling (feat. Apocalyptica)
  11. Fields Of Verdun
  12. The Price Of A Mile
  13. The Lion From The North
  14. Carolus Rex
  15. Primo Victoria
  16. Bismark
  17. Swedish Pagans
  18. To Hell And Back

Sabaton line up:

  • Joakim Brodén – vocals
  • Chris Rorland – guitars
  • Tommy Johansson guitars
  • Par Sundstrom – bass
  • Hannes Van Dahl – drums

 

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foto: Federica Borroni