Run To The Hills: l’inarrestabile corsa di un festival metal

RUN TO THE HILLS 4:
PICTURE + EVIL INVADERS + FINGERNAILS + WITCHUNTER +
HELLRAISER + VULTURES VENGEANCE + BURNING CHURCH
live @ Parco della Pace, Servigliano (Fm)
– sabato 2 luglio 2016 – 

 

LIVE REPORT •

E siamo alla quarta edizione. Anche quest’anno il Parco della Pace di Servigliano (in provincia di Fermo) ospita il Run To The Hills, festival ormai divenuto un appuntamento fisso per i numerosi appassionati metalheads che arrivano da ogni parte d’Italia per godersi una giornata di sano e robusto true fuckin’ heavy metal. Un evento ad ingresso gratuito (e scusate se è poco…) sempre più in crescita sia in termini di qualità, data la cura con cui viene organizzato, sia d’importanza, visti i nomi di un certo calibro che di volta in volta vengono proposti nel programma: questa volta come headliner della manifestazione troviamo i Picture, storica formazione olandese che ci farà, con il suo sound, immergere nelle magiche atmosfere degli anni ’80.

Burning Church
Arrivano da Ancona, si chiamano Burning Church e sono pronti ad infiammarci! A questi quattro ragazzi l’onore di dare il via a questa lunga maratona metallica. Tra riff graffianti, accelerazioni e voglia di divertirsi, i Burning Church non ci mettono molto a scaldare l’ambiente, aiutati anche da un sole a dir poco bollente, come il loro sound. Le qualità si sentono, eccome, e senza timore di sorta hanno sicuramente ben svolto il loro compito di opener con grinta e molta determinazione, con sonorità che ricordano molto da vicino quelle della N.W.O.B.H.M. e che hanno acceso l’entusiasmo di un pubblico che ha risposto nella maniera più naturale: braccia al cielo e horns up… quelle metal, ovviamente. E’ proprio il caso di dire che hanno “incendiato” il palco del Run To The Hills!

Setlist:

  1. Horns Of Metal
  2. Night Riot
  3. Airstrike
  4. In Metal And Leather
  5. Politically Incorrect
  6. Burning Church

BURNING CHURCH lineup:

  • Gabriele “Full Of Metal” Bianchelli – Vocals
  • Pier Cantori – Drums
  • Tezio – Guitars
  • Corrado “Sarnagia” Saracini – Bass
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foto: 
Stefano Panaro 

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Vultures Vengeance
Se la birra già scorre a fiumi, anche il metal non è da meno: tocca ora ai Vultures Vengeance, formazione romana tutto cuoio, borchie e acciaio (basti guardare il loro abbigliamento). Se da una parte la voce del frontman Tony T. Steele ricorda molto quella degli Exciter di Dan Beehler, il sound si ispira invece all’epic metal americano più ricercato, soprattutto nell’uso della doppia chitarra, con qualche spruzzatina di british sound priestiano.
Con una costruzione dei brani orientata verso grandi cavalcate e repentini cambi di ritmo (Iron Maiden docet), hanno messo in mostra buone qualità, dando però l’impressione di pagare lo “scotto” non solo del caldo, ma anche della loro ancora poca esperienza live, infatti non è tantissimo che hanno preso a calcare la scena underground sotto questo moniker (ricordiamo che alcuni membri provengono dai Necromancer) e questo lo si nota soprattutto per un più timido approccio con il pubblico, con il quale non hanno effettivamente interagito molto, badando più alla sostanza musicale. Bravi in ogni caso a tenere alto il vessillo del metal, soprattutto con l’ultimo pezzo della scaletta, “Towards The Gates Of Unknown”, cantato in coro dagli aficionados che si trovavano fronte palco in quel momento.

Setlist:

  1. A Curse From Obsidian Realm
  2. Empire Of The Crimson Fields
  3. Into The Cave
  4. And The Wind Still Scream His Name
  5. On A Prisoner’s Tale
  6. Rise Of The Morning Star
  7. Towards The Gates Of Unknown

VULTURES VENGEANCE lineup:

  • Matt Savage – Bass
  • Kosathral Khel – Drums
  • Nail – Guitars
  • Tony T. Steele – Guitars, Vocals
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foto: 
Stefano Panaro 

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Hellraiser
Pronti a scatenare l’inferno? Basta una parola: Hellraiser! Non c’è molto da dire, la band umbra spacca… e di brutto. Racchiude in sé tutti quegli elementi che fanno di un gruppo una Band con la B maiuscola ed esente da difetti (sfido chiunque a trovarne): nulla è dato al caso, un lavoro di squadra perfetto tra riff rabbiosi, assoli taglienti, ritmi possenti e granitici… metteteci anche una voce epica ed interpretativa, capace di raggiungere le alte sfere ed avete il quadro completo di cosa vi aspetta quando gli Hellraiser salgono sul palco.
Quello che fanno Cesare Capaccioni (il vocalist) e i suoi compagni è puro heavy metal che dà la carica giusta a chi li ascolta, riuscendo a scatenare un pubblico ben “arrostito” dal sole cocente, ma che non è stato sufficiente a fiaccare la trionfale avanzata di quella macchina da guerra che risponde al nome di Hellraiser. Travolgenti!

Setlist:

  1. Plagues Of The North
  2. Last Command
  3. Flirt Veil
  4. Way Of The Brave
  5. Rituals Of The Stars
  6. Nightmare

HELLRAISER lineup:

  • Cesare Capaccioni – Vocals
  • Michele Brozzi – Guitar
  • Marco Tanzi – Guitar
  • Francesco Foti – Bass
  • Riccardo Perugini – Drums
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foto: 
Stefano Panaro 

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Witchunter
È il momento del… fomento! Ecco i Witchunter pronti a prenderci letteralmente a schiaffi con il loro sound grezzo ed avvincente, che non accetta compromessi. Dopo l’iniziale “Crystal Demons”, come un martello pneumatico continuano senza sosta il loro lavoro di demolizione con pezzi tipo l’omonima “Witchunter”, con la solita aggressione sonora che li contraddistingue e che è loro marchio di fabbrica. Se Steve Di Leo ci “ruggisce” contro con la sua voce minacciosa, anche “Ace” Giustini non è da meno, pronto a farci del male con le sue frustate chitarristiche, come su “Ready Tonight” sulla quale lo stesso Steve scende nel pit per cantare insieme ai suoi focosi fans, o come sulla bella cover di “Black Diamond” dei Kiss, dove Iustini fa capire da chi abbia ereditato il soprannome “Ace”… Insomma, il cacciatore di streghe non sbaglia un colpo e ancora una volta mette al rogo le sue acerrime nemiche facendole ardere sulla immortale fiamma dell’heavy metal.

Setlist:

  1. Crystal Demons
  2. Nothing To Lose
  3. Princess Of Hell
  4. Witchunter
  5. Nightmare
  6. Ready Tonight
  7. Speed Killer
  8. The Breath Of Satan
  9. Black Diamond (Kiss cover)
  10. Hell For Leather

WITCHUNTER lineup:

  • Steve Di Leo – Vocals
  • Federico “Ace” Iustini – Lead Guitar
  • Silvio “Chuck” Verdecchia – Rhythm guitar
  • Bastià “BloodOilDrinker” – Bass
  • Luca “The Filter” Cetroni – Drums
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foto: 
Stefano Panaro 

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Fingernails
La perfetta organizzazione non lascia spazio, tra un gruppo e l’altro, a tempi di attesa impossibili e noiosi, si procede a passo serrato come da programma. Se il destino ha voluto che nella nostra vita di rockers non ci sia più data la possibilità di vedere i Motörhead di Lemmy, qui a Servigliano assistiamo al miracolo ed ecco salire sul palco la loro reincarnazione: dalla capitale arrivano i Fingernails!
E l’accostamento con la band di Mr. Kilmister non è puramente casuale, il power trio romano riassume in tutto e per tutto lo spirito della celebre band inglese: puro e crudo rock’n’roll nella più classica tradizione che da sempre ha animato la band capitolina, lo stesso che ha fatto grandi i loro colleghi britannici. E allora via al divertimento con pezzi come “Living In A R’n’R Song” o “Crazy For Blow Job”, cantate in coro da tutto il pubblico; lasciamoci trascinare dai ritmi di “HM Forces”, con uno scatenato Angus che sciorina riff su riff sostenuto dall’incessante ritmo del drumming di Locomotive (di nome e di fatto) e con un Bomber che amalgama il tutto col suo “Lemmy-style” (cit.), ricalcando alla perfezione le orme del suo Maestro. Che dire, i Fingernails non badano alla perfezione o ai tecnicismi, ma colpiscono diretti come un pugno, anzi, viste le loro influenze, direi come un “iron fist”! Inossidabili!

Setlist:

  1. Become A Killer
  2. Crossfire
  3. Living In A R’n’R Song
  4. Corruption
  5. Rotten Souls
  6. Shut Up
  7. Shadow Of The Blade
  8. Aids
  9. Dirty Wheels
  10. Crazy For Blow Job
  11. Let Me Know Why
  12. HM Forces

INGERNAILS lineup:

  • Maurizio “Angus” Bidoli – Guitars & Vocals
  • Marco “Bomber” Santoni – Bass & Vocals
  • Fabrizio “Locomotive” Lucidi – Drums
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foto: 
Stefano Panaro 

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Evil Invaders
Veloci, potenti e rudi: arrivano gli Evil Invaders e non c’è più scampo per nessuno! Il combo belga mette a ferro e fuoco il palco del festival, in un’esplosione di suoni trascinanti ed esaltanti senza soluzione di continuità, che infiammano un pubblico sempre più esaltato e che si lancia all’headbanging forsennato e al pogo su pezzi come “Driving Fast” o la feroce “Shot To Paradise”, senza dimenticare un piccolo omaggio agli Exodus con “Fabolous Disaster”.
Assoli al fulmicotone, accelerazioni violente, riff alla nitroglicerina: questa la formula che adottano gli Evil Invaders per darci una scossa di elettroshock fatta di pura energia metal. Quello che più impressiona è la facilità con cui ci sparano addosso tutta la loro travolgente vitalità e di come ognuno assolva al proprio compito con perfetta sincronia, a cominciare dalle due asce Joe e Max con le loro “mitragliate chitarristiche” a fuoco rapido, con il primo che lancia i suoi vocalizzi al vetriolo e il secondo che fa le sue fulminanti incursioni solistiche alla velocità della luce. Il basso di Joeri e la batteria di Senne fanno il resto, imprimendo un ritmo furioso a tutti i loro brani: semplicemente micidiali!
E non si accontentano di strapazzarci con i loro pezzi, ci regalano nel bis anche “Witching Hour”, prendendola in prestito dai Venom, per chiudere così una performance adrenalinica. Assolutamente letali!

Setlist:

  1. Fast, Loud ‘N’ Rude
  2. Driving Fast
  3. Pulses Of Pleasure
  4. Shot To Paradise
  5. Siren
  6. Stairway To Insanity
  7. Fabulous Disaster (Exodus cover)
  8. Victim Of Sacrifice
  9. Master Of Illusion
  10. Witching Hour (Venom cover)

EVIL INVADERS lineup:

  • Joe – Vocals, Guitars
  • Max Mayhem – Lead Guitars
  • Senne Jacobs – Drums
  • Joeri – Bass
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foto: 
Stefano Panaro 

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Picture
Era il 1982, esattamente il 9 maggio al Much More di Roma, quando vidi per la prima volta la band che sta per salire sul palco: i Picture. Certo, di quella formazione ci sono solo Rinus e Laurens, ma da quel che ci ha detto il bassista, il prossimo anno avremo il piacere di vederli in azione con i loro compagni originali. Nell’attesa di questo appuntamento con la storia, godiamoci intanto un viaggio a ritroso nel tempo e ripercorrere, così, i più bei capitoli della loro carriera artistica. Tutto è pronto, quindi, per far inondare con il loro incandescente sound le nostre “heavy metal ears”!
Introdotti da una versione sinfonica di “Kashmir” (Led Zeppelin), ecco partire l’inconfondibile riff di “Griffons Guard The Gold” seguita da “Message From Hell”: un uno-due da knock-out che non lascia scampo.
Tra estratti di “Eternal Dark”, come la stessa titletrack o “Make You Burn”, oppure brani presi dai loro primi due album, come “Bombers” o il capolavoro assoluto “Heavy Metal Ears”, i nostri danno vita ad un show veramente da brividi emozionali, che fanno rivivere ricordi indelebili a chi, come me (vista l’età), ha vissuto l’epoca d’oro dell’heavy metal, ma nel contempo suscitano lo stesso interesse a chi li scopre o li vede per la prima volta… come dire: il metal non fa distinzioni come l’anagrafe e siamo tutti uniti come una grande famiglia.
Il lungocrinito Pete Lovell è interprete intenso e versatile, che dà quel quid in più ad ogni canzone; dal canto loro André Wullems e Mike Ferguson si scambiano con assoluta padronanza e professionalità il ruolo di solisti con i loro funambolici intermezzi, ma sono Rinus Vreugdenhill al basso e Laurens “Bakkie” Bakker alla batteria il vero fulcro della band, il motore inesauribile che continua ancora, dopo tutti questi anni, a dare forza e potenza a tutto il loro sound: chapeau!
Con “The Hangman” prima e “Down And Out” poi, mettono la parola fine a questo lunghissimo e fantastico sabato, chiuso con i meritati applausi che tutti noi, ripetutamente, tributiamo ai Picture per salutarli. Monumentali!

Setlist:

  1. Griffons Guard The Gold
  2. Message From Hell
  3. Diamond Dreamer
  4. You’re All Alone
  5. Eternal Dark
  6. Make You Burn
  7. Heavy Metal Ears
  8. Bombers
  9. Unemployed
  10. Battle Plan
  11. The Blade
  12. Battle For The Universe
  13. Into The Underworld
  14. Lady Lightning
  15. The Hangman
  16. Down And Out

PICTURE lineup:

  • Rinus Vreugdenhill – Bass
  • Laurens “Bakkie” Bakker – Drums
  • Mike Ferguson – Guitars
  • Pete Lovell – Vocals
  • André Wullems – Guitars
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foto: 
Stefano Panaro 

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La giornata calda, la partita della nazionale, altri eventi importanti in quel di Roma ed altri parti d’Italia, non sono stati sufficienti per impedire a noi true metallers di trascorrere nel verde una giornata intensa tra amici vecchi e nuovi, stand, birra e tante ore di buona musica: questa l’esatta immagine, fotografia, o per meglio dire, “Picture” che descrive nel modo migliore quello che abbiamo vissuto qui oggi. Un particolare grazie quindi va a allo staff del Run To The Hills che, ancora una volta, con la dedizione e la passione che li accomuna, è riuscito ad allestire uno dei migliori festival che la nostra penisola possa offrire. Ed ora non resta che attendere la quinta edizione.