Royal Hunt – un “cargo” di esperienza al Colony

ROYAL HUNT + MASTER EXPERIENCE + BLACK STAR
live @ Circolo Colony, Brescia
– domenica 20 marzo 2016 –

 

LIVE REPORT •

“Grazie per essere qui stasera e fanculo a chi è rimasto a casa!”. Con questa frase DC Cooper ha perfettamente sintetizzato il bel concerto (per pochi intimi) che il 20 marzo i Royal Hunt hanno tenuto al Circolo Colony di Brescia. Bisognerebbe solo chiedere scusa ad una band come loro che, davanti a poco più di 60/70 persone, ha dato prova di grande professionalità pur trovandosi di fronte un pubblico così poco numeroso. Un applauso alla loro serietà e un “fanculo” sincero, per dirla alla DC, a chi invece se n’è stato comodamente ad oziare in poltrona tra le mura domestiche e non ha presenziato a questa magnifica occasione. E pensare che invece ci sono cover band che possono vantare una partecipazione di persone molto maggiore: sono sempre più convinto che le nuove generazioni non capiscono nulla di metal…, non dico di musica per non essere troppo severo, anche se… Meglio fermarsi qui!

Black Star
Arrivano dal Trentino e si chiamano Black Star, a loro è affidata l’apertura della serata. Quindi, ecco cinque ragazzi pronti a rompere il ghiaccio e a darci una bella dose di puro heavy metal. Sì, perché la band suona, anzi, colpisce duro con le sue sonorità granitiche ed inflessibili, ma soprattutto senza compromessi. Alla titubanza iniziale di “What Is Wrong And What Is Right”, tenendo presente che l’impatto iniziale col pubblico non è mai facile, soprattutto per una band alla sua prima “gita fuori porta”, fa subito seguito l’aggressiva sicurezza di pezzi come “Two Wolves” o “Overdrive”, nei quali dimostrano tutte le loro velleità combattive che mettono in luce la loro passione per Judas Priest ed Iron Maiden, prendendo dai primi la massiccia robustezza dei riff di chitarra e gli acuti alla Halford che il vocalist Andrea Barchiesi riesce a tirare fuori dalla sua ugola, e dai secondi le lunghe e prepotenti cavalcate che hanno reso celebre Harris & Co.
A riprova di ciò il combo trentino omaggia i Priest con una buona versione di “Between The Hammer And The Anvil”.
Insomma, un’onesta prova la loro, ovviamente non priva di qualche sbavatura, ma con qualche opportuna regolazione (soprattutto in fase solista) potrebbero diventare una bella realtà italiana. Bravi.

Setlist:

  1. What Is Wrong And What Is Right
  2. Two Wolves
  3. Close Your Eyes
  4. Overdrive
  5. Liar
  6. Between The Hammer And The Anvil (Judas Priest cover)
  7. Born To Fly
  8. Evil Heart
  9. Love Passion

BLACK STAR lineup:

  • Andrea “Andy” Barchiesi – Vocals
  • Samuel “Sam” Fabrello – Guitar
  • Mattia “Pex” Pessina – Guitar
  • Gianluca “Gian” Nadalini – Bass
  • Davide “Dave” Odorizzi – Drums
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 foto: Federica Borroni – click qui per lo photogallery completa

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Master Experience
Si cambia regione e dall’Emilia arrivano i Master Experience. Con loro ci si addentra in territori più progressive, dove si evidenziano tecnica e sperimentazioni sonore, per una musica molto introspettiva ed elaborata. Li avevo già visti tre anni fa qui su questo palco in apertura ai Fates Warning ed hanno all’attivo, per ora, un solo album, “Billions Of Grain”, pubblicato nel 2013.
Durante il corso della loro esibizione hanno presentato anche un brano inedito, “Retroverted Eye”, che dovrebbe essere compreso nel loro prossimo album, un brano lungo, particolare, che si sviluppa in tre diverse direzioni e che riassume un po’ tutto il loro bagaglio musicale, spaziando dal rock al progressive, passando per l’elettronica, mettendo così in evidenza la loro voglia di ricerca della melodia e dello sviluppo del loro sound, anche se a tratti risulta un po’ difficile da assimilare. Non c’è dubbio che abbiano delle ottime potenzialità, soprattutto tecniche, ma in un contesto come questo forse non erano propriamente adatti, in fondo i Royal Hunt non fanno progressive puro.
Attendiamo la loro futura uscita discografica e vedremo così verso quali lidi musicali si saranno ulteriormente orientati.

Setlist:

  1. The Shout
  2. October Pt.2: The Return
  3. The Audience
  4. Mass Destruction
  5. Mind Control
  6. Retroverter Eye / Carbon Black / The Sinless Child
  7. Multitude Of Solitude

MASTER EXPERIENCE lineup:

  • Matteo Beneventi – Vocals
  • Luca Margini – Guitar
  • Matteo Catellani – Keyboards
  • Marco Bonetti – Bass
  • Alessandro Casolaro – Drums
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  foto: Federica Borroni – click qui per la photogallery completa

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Royal Hunt
Certo, guardare la sala con pochissimi presenti sparsi un po’ ovunque o comodamente spaparanzati sui divanetti, non era stato sicuramente molto incoraggiante per chi, fino ad ora, aveva occupato il palco. Con l’entrata in scena dei Royal Hunt, la situazione, come detto all’inizio, non migliora di molto, ma l’arrivo nella location di qualche faccia in più e, finalmente, vederli assiepati tutti insieme ed in piedi davanti alle transenne, contribuisce perlomeno a creare un’atmosfera più accogliente per dare un caloroso benvenuto alla band danese.
Si parte con la strumentale “Martial Arts”, un vero e proprio pugno nello stomaco, che mette subito in evidenza tutta la magnificenza della band e la pone su di un piedistallo. Il pezzo fa da preludio all’entrata trionfale di DC Cooper: il cantante, tra urla di ovazione ed applausi, prende possesso del microfono e da quel momento non ce n’è più per nessuno.
Istrionico, camaleontico, DC Cooper interpreta con indiscutibile savoir-faire ogni brano, evidenziando la sua bravura e il suo modo unico di tenere la scena: uno showman nato. La sua voce riesce ad incantare l’audience, passando dalla fastosità di “River Of Pain”, alla travolgente rabbia di “Lies”, ma sa emozionarci con “May You Never (Walk Alone)”, dove, accompagnato dalle delicate note delle tastiere di André Andersen, ci avvolge dolcemente e ci culla con le sue calde tonalità. Il clima diventa ancor più bollente sulla trascinante “Wasted Time” e si prende addirittura il volo con “Flight” durante la quale, sulle basi del ritmo imposto dai due Andreas (Johansson alla batteria e Passmark al basso), DC coinvolge tutto il pubblico e lo fa cantare in coro con lui.
C’è empatia tra noi ed il singer statunitense, riesce facilmente a tenere banco e a catturare la nostra attenzione con la sua grinta ed energia. Scherza, ride, fa qualche battuta: “Vogliamo Show Me How To Live” – urla qualcuno in platea – e lui subito ribatte “Magari potessi dirti come si vive… ma come posso farlo se, a questo punto della mia vita, non lo so nemmeno io?” – strappando le risate di tutti i presenti.
La classe non è acqua in casa Royal Hunt, tra cori, virtuosismi ed articolazioni sonore, la band mette in mostra il suo stile raffinato con una sicurezza impressionante e non importa se si nota un uso un po’ eccessivo di basi pre-registrate (chi non lo fa al giorno d’oggi…), i Royal Hunt ci offrono su un piatto d’argento capolavori che vengono dal cuore, come “Heart On A Platter” (scusate l’associazione di idee) o “Half Past Loneliness”, sulle quali Jonas Larsen ci dà un saggio della sua bravura con degli intensi ed esaltanti solos.
DC Cooper ci dice che in un mondo connesso ormai tramite i social, è giunto il momento di mandare un messaggio a qualcuno più in alto di noi ed ecco allora “Message To God”, con la quale chiudono il loro set ed escono di scena accompagnati dai nostri prolungati applausi.
Non siamo in molti, è vero, ma ci facciamo sentire e, richiamati dai nostri ripetuti cori, eccoli tornare per salutarci con “Stranded”, per congedarsi definitivamente consci di aver offerto una performance veramente speciale che ha soddisfatto pienamente i fan presenti. Superlativi!

Setlist:

  1. Intro
  2. Martial Arts
  3. River Of Pain
  4. One Minute Left To Live
  5. Army Of Slaves
  6. Lies
  7. Wasted Time
  8. Heart On A Platter
  9. Flight
  10. May You Never (Walk Alone)
  11. Until The Day
  12. Half Past Loneliness
  13. Message To God
  14. Stranded

ROYAL HUNT lineup:

  • André Andersen – Keyboards
  • DC Cooper – Vocals
  • Andreas Passmark – Bass
  • Jonas Larsen – Guitars
  • Andreas HABO Johansson – Drums
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 foto: Federica Borroni – click qui per la photogallery completa