Riot: il ritorno dei guerrieri del metal

RIOT + BATTLE RAM + HELLRAISER + WITCHUNTER
live @ Container, Grottammare (Ap)
– sabato 14 maggio 2016 – 

 

LIVE REPORT •

Ci sono gruppi che nel corso degli anni hanno sempre mantenuto fede al loro credo e che il pubblico non ha mai dimenticato: uno di questi sono senz’altro i Riot. Impossibile quindi non essere presenti e rendere loro omaggio al Container di Grottammare (Ap), per la seconda data del loro mini tour italiano.
Nell’accogliente e ben strutturata location marchigiana un gran numero di fans si è dato appuntamento per assistere al loro concerto, vecchie e nuove generazioni unite dalla stessa passione per la musica di qualità e qui presenti per dimostrare che l’heavy metal, quello vero, è sempre più vivo che mai. E per dare ancora più forza ai nostri principi, ecco che ad accompagnare il combo americano ci saranno Battle Ram, Hellraiser e Witchunter.

Witchunter
Sono già parecchi i true metallers all’interno del locale quando entrano in scena i Witchunter. Scelta migliore non si poteva fare, perché gli abruzzesi hanno dato fuoco alle polveri e reso l’atmosfera veramente esplosiva con la loro carica di energia.
Rudi, grintosi, senza compromessi: i Witchunter badano al sodo e martellano a più non posso, sparando bordate di puro metallo incandescente che sommerge “piacevolmente” tutta la platea. Non c’è spazio a grandi virtuosismi nel loro sound, bastano pezzi come “Crystal Demons” o “Speed Killer” per farci capire di che pasta sono fatti. E quando poi si cimentano con brani storici come “Are You Ready?” dei Thin Lizzy, senza nessun timore reverenziale tirano fuori la loro anima di rockers inossidabili, con riff graffianti e ritmi trascinanti, sui quali spaziano la voce di Steve Di Leo e gli assoli di “Ace” Iustini. Insomma: con i Witchunter l’headbanging è sempre garantito!

Setlist:

  1. Crystal Demons
  2. Witchunter
  3. Ready Tonight
  4. Speed Killer
  5. The Breath Of Satan
  6. Are You Ready? (Thin Lizzy cover)
  7. Hell For Leather

WITCHUNTER lineup:

  • Steve Di Leo – Vocals
  • Federico “Ace” Iustini – Guitars
  • Silvio “Chuck” Verdecchia – Guitars
  • Bastià “BloodOilDrinker”- Bass
  • Luca Cetroni – Drums
{{title}} {{title}}

foto: 
Stefano Panaro

________________________________________________

Hellraiser
Che questa sia la serata delle “ugole d’oro” ce ne accorgiamo appena salgono sul palco gli umbri Hellraiser. Se già prima con Steve Di Leo c’erano state le prime avvisaglie, ora con il vocalist degli Hellraiser, Cesare Capaccioni, inizia la battaglia tra gli “urlatori”.
Gli Hellraiser si presentano con “Plagues Of The North”, brano che farà parte del loro prossimo album ed è subito chiara quale sia la loro intenzione: tenere una lezione di come si suoni il vero heavy metal, alla faccia di tutte le modernizzazioni che le nuove generazioni di psudo-metallari prediligono.
Diretti, quadrati, determinati: la band mette in mostra quella dose di tecnica necessaria per distinguersi dalla miriade di gruppi che indegnamente pullulano il mondo della musica (senza distinzione di genere) e con un perfetto gioco di squadra ci sbattono in faccia pezzi come “Last Command” o “Fairy Veil” (altra inedita che anticipa il nuovo lavoro) e sulle quali il chitarrismo del duo Brozzi / Tanzi, ma soprattutto le vocalità di Cesare, danno quel quid in più per applaudirli a scena aperta.
Ma non c’è un elemento migliore dell’altro in questa band, ognuno fa la sua parte senza sbagliare una virgola, comprese le cavalcate al basso di Francesco Foti (che spesso, curiosamente, suona in ginocchio), ed il drumming granitico di Riccardo Perugini. Eccezion fatta per una piccola défaillance iniziale sui volumi, subito prontamente corretta dai bravissimi ragazzi al mixer (tra i quali Marco Lanciotti degli Hell In The Club), tutto è filato liscio ed in maniera perfetta. Se proprio vogliamo essere pignoli e trovare il famoso pelo nell’uovo, beh… consiglierei proprio al loro vocalist di curare un pochino di più il rapporto con il pubblico, visto che a tratti sembra leggermente timido e distaccato e poco coinvolgente: interagire con lo spettatore ed infondergli la carica fa parte del bagaglio di un grande frontman e lui, con quella voce, è destinato a diventarlo. Ma è solo un piccolo neo in una prestazione musicale da dieci e lode: bravi!

Setlist:

  1. Plagues Of The North
  2. Last Command
  3. Fairy Veil
  4. Way Of The Brave
  5. Nightmare

HELLRAISER lineup:

  • Cesare Capaccioni – Vocal
  • Michele Brozzi – Guitar
  • Marco Tanzi – Guitar
  • Francesco Foti – Bass
  • Riccardo Perugini – Drums
{{title}} {{title}}

foto: 
Stefano Panaro

________________________________________________

Battle Ram
Siamo al giro di boa di una serata fino a questo momento perfetta. Ecco, appunto… fino a questo momento… perché d’ora in poi sarà ancora più grandiosa! Entra in scena infatti uno dei gruppi che considero tra i migliori del panorama metal italiano: i Battle Ram. Non dico questo per semplice cortesia e simpatia, ma credo che nel nostro Paese ci siano band che possono competere, se non essere superiori, con quelle estere più blasonate e loro sono tra queste. Non ho mai assistito ad una loro performance di scarsa qualità ed anche quest’oggi hanno confermato tale regola.
In linea di massima il set proposto è lo stesso ascoltato al Fire & Steel Fest della scorsa settimana in quel di Brescia, con la sola aggiunta della magnifica cover “Red Shark” (dei Crimson Glory).
L’iniziale “Burning Lives”, “The Stone” o, tra le altre, “The Vow” danno l’esatta misura delle qualità indiscutibili di una band che mette passione e carattere in tutto quello che fa, a cominciare dai riff rabbiosi del mentore Gianluca Silvi, accompagnato da una sezione ritmica rocciosa e prorompente come quella di Arnaldo Rosati al basso e Giuseppe Bracchi alla batteria, che, come un rullo compressore, preparano il terreno alle incursioni solistiche di Fabrizio Sgattoni.
E poi c’è Franco “the voice” Sgattoni. Il nostro sfodera una vocalità da brividi, con acuti che rompono la barriera del suono e che sembrano urlare “I Am HM”… e chi non lo diventerebbe dopo aver assistito al loro concerto? L’ariete da battaglia è un’arma micidiale e nessuno regge al suo impatto: una macchina da guerra vincente!

Setlist:

  1. Burning Lives
  2. The Stone
  3. The Vow
  4. Behind The Mask
  5. I Am HM
  6. Red Sharks (Crimson Glory cover)
  7. Battering Ram

BATTLE RAM lineup:

  • Franco Sgattoni – Vocals
  • Gianluca Silvi – Guitars
  • Fabrizio Sgattoni – Guitars
  • Arnaldo Rosati – Bass
  • Giuseppe Bracchi – Drums
{{title}} {{title}}

foto: 
Stefano Panaro

________________________________________________

Riot V
Ma le battaglie (metal) non si vincono solo con le armi, bisogna essere anche uniti e compatti ed iniziare la nostra “Rivolta”.
Riot… un nome che da quasi quarant’anni risuona forte nei cuori di tutti gli headbangers di ogni epoca ed età e con la nuova incarnazione, ora, continua questa immortale leggenda. Anche dopo la triste scomparsa del fondatore Mark Reale, i restanti membri hanno deciso di rendere omaggio alla sua memoria e proseguire il percorso da lui indicato e, permettetemi di dirlo, con grande dignità e con quello spirito che ha sempre contraddistinto la band di Mark. Lo stesso spirito che aleggia oggi qui al Container dove a breve faranno il loro ingresso i 6 Riot.
Sì, avete letto bene, non è un errore di scrittura, sono 6 i membri della band perché Mark Reale è qui con loro, come lo è sempre stato e sempre sarà ogni volta che calcheranno le assi di un palcoscenico. E non importa se fisicamente lui non c’è, la custodia della sua chitarra è lì, sulla scena, per ricordarcelo sempre, ma soprattutto saranno le note delle sue canzoni a narrarci un pezzo di storia della musica heavy.
E allora iniziamo a sfogliare il libro dell’american metal, applaudiamo i nostri idoli e via col primo capitolo della saga: “Narita”.
Non si possono descrivere a parole le emozioni e i pensieri che corrono in ognuno di noi, è la musica a farlo e a darci sensazioni uniche. Tra vecchie canzoni e brani del nuovo corso, è un lungo racconto quello che i cinque, anzi scusate, i sei protagonisti sulla scena, si accingono a fare.
A pezzi nuovi come la maestosa “Ride Hard Live Free”, si affiancano la travolgente “Fight Or Fall” o la memorabile “Fire Down Under”, che danno modo ai fan di scatenarsi con un pogo furioso e alla band di mettere in mostra tutta la loro classe.
Todd Michael Hall è superlativo: fisico invidiabile, presenza scenica imponente, voce magistrale, lo stereotipo del singer perfetto. Ogni suo vocalizzo risuona forte in sala e dà la carica un pubblico già al massimo dell’esaltazione. E quando intona “Metal Warrior” eccoci tutti insieme a cantarla con lui: travolgente!
Il fido Mike Flintz da una parte e il giovanissimo Nick Lee dall’altra, sciorinano assoli su assoli con una facilità disarmante, milioni di note che vanno a diffondersi nella platea con tutta la loro energia: è il momento di “Outlaw”!
Tra cori, pogo, l’immancabile crowd surfing, si va avanti con pezzi come “Angel Eyes” e “Bloodstreet” proprio per abbracciare un po’ tutta la loro produzione e darci un panorama completo della loro vita musicale.
Il simpatico Don Van Stavern, tra un sorso e l’altro, gioca col pubblico, finge di lanciare spesso il suo berretto per poi rimetterselo scherzosamente sulla testa, mentre alle sue spalle il massiccio Frank Gilchriest col suo possente drumming detta il ritmo del nostro headbanging frenetico su “Warrior”, con cui chiudono il set.
Applausi, applausi e ancora applausi: solo così possiamo dimostrare la nostra stima e affetto e loro tornano per regalarci qualche brivido in più. Don prende la sua bottiglia di Jose Cuervo especial, la offre prima al pubblico, poi bagna la custodia di Mark Reale e l’apoteosi ha inizio: “Swords And Tequila”!
Forse sarà ormai l’età, quella in cui si comincia a dare importanza ai ricordi più belli, ma confesso di aver provato, una volta di più, la stessa emozione di quando, nel febbraio del 1981, sentii per la prima volta quel riff immortale e ne fui letteralmente conquistato: monumentale!
I Riot V ci salutano con un’altra pietra miliare come “Thundersteel”, masterpiece dello speed/power metal, ciliegina sulla torta di una serata immensa.
Che dire? Un semplice grazie non credo sia sufficiente ad esprimere il riconocimento ad una band che, dopo averci incantato con una performance esemplare, nonostante la tarda ora si è intrattenuta, a fine concerto, con tutto il pubblico per raccogliere applausi, firmare autografi, scatti fotografici, ma soprattutto stringere le mani di ognuno di noi ed essere così a contatto diretto con i propri fans.
Un ringraziamento speciale va inoltre a Gianluca Silvi e Franco Onofrio Sgattoni, che hanno organizzato in maniera professionale ed impeccabile una serata veramente straordinaria. E prossimamente il duo si ripeterà: sono in arrivo i Metal Church!

Setlist:

  1. Narita
  2. Ride Hard Live Free
  3. Fight Or Fall
  4. Johnny’s Back
  5. Fire Down Under
  6. Hard Lovin’ Man
  7. Metal Warrior
  8. Sign Of The Crimson Storm
  9. Outlaw
  10. Black Leather And Glittering Steel
  11. Angel Eyes
  12. Flight Of The Warrior
  13. Bloodstreets
  14. Take Me Back
  15. Road Racin’
  16. Warrior
  17. Swords And Tequila
  18. Thundersteel

RIOT V lineup:

  • Todd Michael Hall – Vocals
  • Mike Flyntz – Guitars
  • Don Van Stavern – Bass
  • Frank Gilchriest – Drums
  • Nick Lee – Guitars
{{title}} {{title}}

foto: 
Stefano Panaro