RHAPSODY OF FIRE – into the… Legend!

RHAPSODY OF FIRE + AVALANCH + THORNBRIDGE
live @ Legend Club, Milano
– martedì 12 marzo 2019 –

 

LIVE REPORT •

Nuovo album e nuovo tour per i Rhapsody Of Fire, una delle band più amate dagli italiani. Tantissimi sono infatti i loro estimatori in Patria, ma non solo, visto il grandissimo successo che hanno anche oltre i nostri confini. Due sono gli appuntamenti che la band triestina ha programmato nell’italico suolo, precisamente al Legend di Milano e, dopo un tempestivo cambio di location, al Locomotiv di Bologna.
Noi di Metalforce abbiamo seguito entrambe le serate per raccontarvi al meglio le nostre impressioni.
Entrate con noi nel magico universo del power metal dove maghi, draghi e cavalieri saranno i grandi protagonisti di queste serate.

THORNBRIDGE
Il compito di dare il via a questa saga fantasy è affidato ai Thornbridge, un four piece tedesco dedito al power più classico e senza influenze sinfoniche. Hanno da poco pubblicato il loro secondo album “Theatrical Masterpiece” dal quale traggono quasi tutta la loro setlist, dimostrando ai già molti presenti tutto il loro valore di impavidi cavalieri.
Sì, perché la formazione teutonica mette in mostra tutta la propria forza con un sound dal forte impatto che, fin dalle prime note, raccoglie i consensi di un pubblico entusiasta. Pezzi come la stessa title track dell’ultimo album, con cui iniziano la loro vittoriosa cavalcata, o anche brani come “Demon in your Heart” e “Ember in the Winter Grove”, infondono una forte carica di energia, seguendo alla lettera i dettami di un codice che si tramanda nel tempo e che, da sempre, forgia lo spirito di un vero power metaller!
Insomma, i Thornbrigde picchiano sodo e brandendo le loro lame arrivano vittoriosi alla meta: l’Italia è conquistata e i tanti applausi raccolti dopo la conclusiva “Set the Sails” sono la dimostrazione che la loro performance ha lasciato un segno in ognuno di noi.

Setlist: 

  1. Theatrical Masterpiece
  2. Keeper Of The Royal Treasure
  3. Demon In Your Heart
  4. The Dragon’s Reborn
  5. Ember In The Winter Grove
  6. Set The Sails

THORNBRIDGE lineup:

  • Mo – Vocals
  • Pat – Lead guitar
  • Burghi – Bass
  • Lucky – Drums
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galleria fotografica del concerto di Bologna @ Locomotiv 13/03/2019
foto: Massimo Plessi

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AVALANCH
Dopo un inizio incandescente con i Thornbridge, il clima diventa ancora più rovente con l’arrivo sul palco degli Avalanch. La storica band spagnola, attiva sin dal 1997, è in procinto di pubblicare il 13° album in studio (“The Secret”, uscito nel mese di febbraio e che poi vedrà la luce anche in versione spagnola tra qualche giorno) e, in tempi recenti, ha rivoluzionato la propria formazione, inserendo nelle proprie fila degli autentici pezzi da novanta. Il master mind Alberto Rionda ha, infatti, voluto vicino a sé musicisti del calibro di Jorge Salan (Mago de Oz, Jeff Scott Soto), Dirk Schläter (Gamma Ray) e Mike Terrana, batterista dai mille tentacoli e altrettante collaborazioni. Insomma: gli piace vincere facile!
E la combinazione è senz’altro vincente… mettiamoci anche tutta l’esperienza dello stesso Rionda, le interpretazioni vocali del bravo Israel Ramos, il tutto arricchito dalle intriganti atmosfere create dalle tastiere di Manuel Ramil e avremo il quadro di quello che gli Avalanch hanno offerto al pubblico italiano.
Power, classe e melodia sono la magica formula con la quale i nostri conquistano la platea, sempre più numerosa, e che applaude con trasporto ogni loro brano.
Da “The Oracle”, traccia iniziale del nuovo lavoro, a “The Flower in the Ice”, attraverso delle bordate di pura energia come “Demiurgus”, gli Avalanch spaziano un po’ attraverso il loro vasto repertorio, mettendo a ferro e fuoco tutta la location.
Mike Terrana, con tutta la sua potenza, imprime quelle accelerazioni ritmiche che danno vigore al loro sound, un’inesauribile fonte di energia dalla quale attingono tutta la loro forza, costruendo una base sonora rocciosa e granitica sulla quale Jorge Salan e Alberto Rionda possono “duellare” a suon di assoli al fulmicotone taglienti come lame.
Grande anche il lavoro Dirk Schläter che, con il suo basso, accompagna con lunghe cavalcate la loro travolgente performance.
Il pubblico canta insieme a Israel pezzi in lingua spagnola come la famosissima “Lucero” o come “Torquemada”, richiestissima a gran voce e con la quale chiudono il loro set.
Che dire, gli Avalanch hanno vermente impressionato per bravura e classe, dimostrando, anche se non c’era bisogno, che il metal ispanico (che io da sempre seguo e apprezzo) ha una sua voce in capitolo. La llama del metal es siempre eterna!

Setlist:

  1. The Oracle
  2. Demiurgus
  3. Pilgrim
  4. The Flower In The Ice
  5. The Alchemist
  6. Deception
  7. Baal
  8. Lucero
  9. Torquemada

AVALANCH lineup:

  • Israel Ramos – Vocals
  • Alberto Rionda – Guitars
  • Mike Terrana– Drums
  • Jorge Salán – Guitars
  • Manuel Ramil– Keyboards
  • Dirk Schlächter – Bass
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galleria fotografica del concerto di Bologna @ Locomotiv 13/03/2019
foto: Massimo Plessi

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RHAPSODY OF FIRE
Ed eccoci al momento tanto atteso. La sala è stracolma e gli ultimi preparativi sulla scena preannunciano l’arrivo dei protagonisti della serata: Rhapsody Of Fire!
Il loro nuovo album “The Eight Mountain” è stato accolto positivamente da fan e critica e ha dato il via a questa nuova era per i ROF. Un nuovo capitolo iniziato con l’ingresso nella formazione di Giacomo Voli, che ha pian piano conquistato il favore del pubblico, mettendosi al servizio della band, lavorando con dedizione ed umiltà, fino ad arrivare ad amalgamarsi in modo completo in una squadra nella quale ogni elemento ha un ruolo fondamentale e nella quale Giacomo è sicuramente un valore aggiunto.
Ho già visto parecchie volte i ROF con Voli al microfono e ogni volta ho notato un crescendo artistico sempre più marcato, segno che la sua scelta è stata quella giusta. E, a mio giudizio, senz’altro la migliore… anzi… di più!
I Rhapsody Of Fire si presentano in grande spolvero davanti al pubblico di casa che, sin dalle prime note introduttive di “In Principio”, accoglie con grande entusiasmo i sei musicisti.
Come alchimisti del power metal, miscelano i vari ingredienti con minuziosa attenzione, dando vita a dei veri e propri incantesimi sonori come ad esempio “Distant Sky” o, ancora, “Dargor, Shadowlord of The Black Mountain” sulla quale il pubblico si scatena con un continuo headbanging.
Ma, in realtà, ciascun membro della band contribuisce a dare il proprio contributo per lasciare un’impronta sonora indelebile sull’ascoltatore e creare, così, una “rapsodia” epica e immortale, e che, da oltre vent’anni, è il marchio di fabbrica con cui si sono fatti conoscere in tutto il mondo.
Così, ecco Alex Staropoli disegnare paesaggi immaginari e multicolori con le sue tastiere e Roberto De Micheli dare lezioni di chitarrismo su ogni brano, con dei solos da antologia. Come anche il neo acquisto Manu Lotter che, con il suo inarrestabile drumming, ci trascina nel vortice del loro sound: il giovane tedesco avrà imparato solo poche parole d’italiano (perlopiù parolacce… come fa notare simpaticamente il buon Giacomo), ma quando sale sul palco fa parlare letteralmente i tamburi. Chapeau!
E non ci scordiamo di Alessandro Sala che, con il suo basso a sei corde, rende ancora più profonda e corposa ogni singola nota di capolavori come “The March of Swordmaster” o della epocale “Dawn Of Victory”.
Ma la loro magnificenza e qualità viene messa ancora più in evidenza dalla prestazione di Giacomo Voli. Il singer emiliano si esprime al suo meglio, interagendo spesso con il pubblco, interpretando con la giusta con una forte carica emotiva ogni brano, come sull’intensa “Senza un Addio” (versione italiana di “The Wind, The Rain and the Moon”) sulla quale Giacomo sale in cattedra e “vola” sempre più in alto.
E gli applausi risuonano sempre più forte in sala, così come la sua voce.
Una piccola pausa prima di rientrare in scena e continuare lo show con “Reign Of Terror” e altri brani tra cui “Master Of Peace”, autentica killer-track (come la definisce lo stesso singer) tratta dal loro ultimo full-lenght.
Le cose belle, però, non durano per sempre, ed eccoci, quindi, che si arriva al finale della serata. I ROF si preparano a salutarci, non prima, però, di ringraziarci per essere stati qui stasera, in queste che sono le ultime tappe del loro tour. E lo fanno con due pietre autentiche pietre miliari della loro produzione: prima con “Land of Immortals” e poi “Emerald Sword”, cantate all’unisono da tutto il pubblico presente, chiudendo nell’ovazione generale la loro prestazione.
Una serata trionfante che ha dimostrato come i Rhapsody Of Fire abbiano ritrovato la loro vera identità e la voglia di essere ancora protagonisti nel panorama metal odierno, per tornare, così, sulla vetta della montagna!

Setlist:

  1. intro: In Principio
  2. Distant Sky
  3. The Legend Goes On
  4. Dargor, Shadowlord of the Black Mountain
  5. The Courage to Forgive
  6. March Against the Tyrant
  7. Into The Legend
  8. The March of the Swordmaster
  9. Dawn Of Victory
  10. Senza un Addio
  11. Rain Of Fury
  12. Warrior Heart
  13. Holy Thunderforce
  14. Reign of Terror
  15. Flames of Revenge
  16. Master of Peace
  17. Land of Immortals
  18. Emerald Sword
  19. outro: Custode di Pace

RHAPSODY OF FIRE lineup:

  • Giacomo Voli– Vocals
  • Alex Staropoli – Keyboards
  • Roby De Micheli – Guitars
  • Alessandro Sala – Bass
  • Manu Lotter –  Drums
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galleria fotografica del concerto di Bologna @ Locomotiv 13/03/2019
foto: Massimo Plessi