POWERWOLF – sangue, incenso e… metal!

POWERWOLF + AMARANTHE + KISSIN’ DYNAMITE
live @ Live Music Club, Trezzo sull’Adda (Mi)
– mercoledì 7 novembre 2018 –

 

LIVE REPORT •

Ecco come un mercoledì uggioso si trasforma in una giornata da ricordare per i moltissimi metalheads provenienti da varie parti di Italia per una data di un tour che sta riscuotendo tanto successo in tutta Europa: il Wolfsnachte Tour che unisce 3 band particolarmente in voga negli ultimi anni, cioè i rockers Kissin’ Dynamite e i dinamici Amaranthe, compagni di viaggio degli headliner Powerwolf che oramai non hanno bisogno di presentazioni. Rispetto alle altre città toccate dal tour e che spesso hanno segnato il soldout, anche a Milano non siamo stati da meno data la lunga fila all’ingresso ancor prima dell’apertura delle porte del Live Club di Trezzo.
Un grande successo di pubblico per questa serata targata Eagle Booking, Shining Production e Vertigo Hard Sound.

Kissin’ Dynamite
Ad aprire il fuoco ci pensa il quintetto teutonico Kissin’ Dynamite che, qui in Italia, ha sempre avuto un nutrito seguito, raccolto in 10 anni di carriera durante i quali hanno sfornato 6 dischi in studio. Una volta in scena eccoli scatenarsi con tutta la loro energia sul palco davanti ad un pubblico già carico che intona i cori delle loro trascinanti canzoni. La scaletta si apre con uno degli ultimi singoli “I’ve got the Fire” che ci mostra subito una line-up compatta e affiatata. Si continua con brani recenti e due chicche dei primi lavori: “Love me, Hate me” del secondo album e “I will be King” del terzo, con tanto di scettro e mantello regale. Non c’è che dire, i ragazzi sono cresciuti e se già agli esordi, con meno tatuaggi e scenografia, promettevano molto, stasera hanno dato prova di aver mantenuto tutte le promesse.
Setlist:

  1. I’ve Got the Fire
  2. Somebody’s Gotta Do It
  3. Highlight Zone
  4. Love Me, Hate Me
  5. Waging War
  6. You’re Not Alone
  7. I Will Be King
  8. Flying Colours

KISSIN’ DYNAMITE lineup:

  • Hannes Braun – Vocals
  • Ande Braun – Guitar
  • Jim Müller – Guitar
  • Andi Schnitzer – Drums
  • Steffen Haile – Bass
{{title}} {{title}}

foto: Stefano Forensi

__________________________

Amaranthe
Seconda parte dell’evento. Salgono sul palco gli svedesi Amaranthe che propongono un genere e uno show diverso dallo stereotipo del concerto metal ai quali siamo abituati. Già la line-up è decisamente particolare con ben 3 vocalist che alternano growl, voce pulita e voce femminile e che riempiono il palco rendendo la visione del concerto meno statica e ordinaria. In particolare Elize Ryd, fondatrice della band e voce, incanta il pubblico con movenze ammalianti e tanto headbanging. La band ha da poco pubblicato il loro quinto album “Helix”, di cui tanto si parla ultimamente così come della band stessa proprio per la diversità nel sound che unisce ritmiche metal a basi elettro-pop rendendo le canzoni anche ballabili oltre che orecchiabili. Cosa che i metallari di vecchia guarda non vedono di buon occhio, ma gli Amaranthe sono così, o li ami o li odi. La prima canzone “Maximize” è tratta dal penultimo disco “Maximalism” ed è un pezzo dinamico che presenta la band e crea l’atmosfera moderna ed energica della band scandinava. Poi abbiamo pezzi celebri tratti dai vari album che rendono la scaletta quasi un “best of” molto sintetico delle varie produzioni del gruppo, più “365”, “GG6” e la titletrack “Helix” dell’ultimo album. La scarica elettrica dei loro pezzi più dinamici  viene spezzata dalla ballad “Amaranthine” introdotta da una luccicante Elize, che si dimostra molto diversa dalle frontwomen sue colleghe, molto più versatile e capace di usare una voce cristallina anche in ogni tipo di canzone, unendola ad un’immagine carismatica. Nota di merito anche per gli altri membri originali Olof alla chitarra, Johan al basso e Morten alla batteria e per i due ultimi acquisti della band cioè Henrik alla voce growl dal penultimo album e Nils, già conosciuto come cantante dei Dynazty, e membro effettivo anche degli Amaranthe da un anno .
In conclusione, gli Amaranthe possono essere amati o odiati, ma di certo hanno catturato l’attenzione di tutti nella sala (o quasi) e qualche ritornello probabilmente ronzerà nelle teste dei presenti per un po’ di tempo, almeno il tempo necessario per un ascolto più approfondito di un gruppo che non ha altre pretese se non quelle di divertire ed intrattenere.

Setlist:

  1. Maximize
  2. Digital World
  3. 365
  4. 1.000.000 Lightyears
  5. Hunger
  6. Amaranthine
  7. GG6
  8. Helix
  9. Drop Dead Cynical
  10. Call Out My Name
  11. The Nexus

AMARANTHE lineup:

  • Elize Ryd – Vocals
  • Henrik Englund – Screams
  • Nils Molin – Vocals
  • Olof Mörck – Guitars and keys
  • Morten Løwe Sørensen – Drums
  • Johan Andreassen – Bass
{{title}} {{title}}

foto: Stefano Forensi

__________________________

Powerwolf – (report a cura di Rockberto Manenti)
Migliaia di ululati si diffondono in sala: i lupi stanno per arrivare! Tantissimo il pubblico giunto al Live Club di Trezzo; giovanissimi (anche accompagnati dai genitori) e meno giovani qui presenti per applaudire i Powerwolf, in una data al limite del sold-out.
Il colpo d’occhio è impressionante: la location è piena in ognidove, anche se sono quasi tutti volti che nella stragrande maggioranza dei concerti metal non si vedono mai, ma si sa, i lupacchiotti escono fuori dalla tana quando mamma lupa chiama e stasera il richiamo, anche se la luna non è piena, è stato forte.
La solennità di “Lupus Daemonis” accompagna l’ingresso trionfale del branco, accolto dal boato del pubblico: la santa messa sta per iniziare!
Mordono forte sin da subito i Powerwolf con “Fire and Forgive”, aggressiva e potente al punto giusto, che scatena il pubblico in sala con cori e pogo che accompagneranno ogni pezzo di tutto il loro set.
L’armata delle tenebre continua la sua avanzata con “Army of the Night”, compatta ed inarrestabile, con la forza di una fede che li unisce ai propri fan in un legame di sangue indissolubile, sancito dalla benedizione che Attila Dorn impartisce a tutti i fedeli con il turibolo che tiene tra le mani: è il momento di “Incense & Iron”.
Coreografici, teatrali e, soprattutto, impenitenti peccatori: la liturgia lupesca prosegue con le preghiere della sera ed eccoci a recitarle tutti insieme con “Amen & Attack”.
Attila è il sommo sacerdote, la sua voce risuona in sala austera e ieratica, fomentando tutti gli accoliti che rispondono ad ogni sua invocazione con un sempre più crescente impeto, come su “Demons Are a Girl’s Best Friend” dedicata alla frangia femminile del pubblico.
Ma è con “Armata Stringoi” che si raggiunge l’apoteosi: Attila e Falk istruiscono il pubblico per accompagnarli in coro in quella marcia trionfale che scatena prolungati circle-pit in centro sala. Così come su “Blessed & Possessed” che con i riff graffianti delle chitarre di Charles e Matthew Greywolf trascina i presenti nel vortice ipnotico dei loro ritmi di sabatoniana memoria.
La notte si accende con “Where the Wild Wolves Have Gone”: in alto tutti gli smartphone e torce accese per creare una magica atmosfera, quasi “natalizia” con tanto di nevicata finale.
“Di cosa abbiamo bisogno?” – ci chiede il capobranco Attila – “Voi tutti sapete di cosa abbiamo bisogno!” – incalza il frontman – aspettando la nostra risposta… “Sangue!” è il nostro grido ed ecco “All We Need is Blood” che fa da preludio a “We Drink Your Blood”: in alto il calice e brindiamo tutti insieme a lui!
Si balla coi lupi (citazione cinematografica) su “Lupus Dei” con la quale escono di scena per poi rientrare poco dopo richiamati in scena dai continui ed ininterrotti cori da stadio di tutto il pubblico. E loro ci omaggiano con un tris finale carico di energia, prima con l’esplosiva “Sanctified With Dynamite”, per poi stravolgerci con “Coleus Sanctus” (con un refrain, innegabilmente, assai simile a “Pictured Life” degli Scorpions, forse anche troppo) e chiudere con “Werewolves of Armenia” che dà il via all’ultimo wall of death in platea e salutarci, così, definitivamente dopo una prolungata ed entusiastica standing ovation che tutta la platea gli tributa.
La messa è finita… andate in power!

Setlist:

  1. Lupus Daemonis / Fire and Forgive
  2. Army of the Night
  3. Incense & Iron
  4. Amen & Attack
  5. Let There Be Night
  6. Demons Are a Girl’s Best Friend
  7. Killers With the Cross
  8. Armata Strigoi
  9. Blessed & Possessed
  10. Where the Wild Wolves Have Gone
  11. Resurrection by Erection
  12. Stossgebet
  13. All We Need Is Blood
  14. We Drink Your Blood
  15. Lupus Dei
  16. Agnus Dei / Sanctified With Dynamite
  17. Coleus Sanctus
  18. Werewolves of Armenia

POWERWOLF lineup:

  • Attila Dorn – Vocals
  • Matthew Greywolf – Guitar
  • Charles Greywolf – Guitar
  • Falk Maria Schlegel – Organ
  • Roel van Helden – Drums
{{title}} {{title}}

foto: Stefano Forensi